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La Puglia chiede aiuto

Puglia

Di Francesca Leoci.

La plurinominata “Regione più bella del mondo” – riconosciuta dal National Geographic – porge un saluto di benvenuto a chiunque arrivi da fuori, mostrandosi nella sua magnificenza immersa in paesaggi da lasciar senza fiato: il tacco italiano che sorregge tutto con la forza della sua bellezza. Da buona pugliese, posso testimoniare la vastità delle zone di massima attrazione turistica grazie ad un eccellente clima mite in gran parte dell’anno, a braccetto con l’accoglienza di posti straordinari tra i quali Polignano a mare e Alberobello, colmi di tipicità.

Il Premio Nobel per la buona cucina va sicuramente alla Puglia, nota dai secoli dei secoli per la sua gastronomia unica e pura, fatta di sapori inebrianti, di vini eccelsi prodotti con cura come anche l’olio EVO nella sua incomparabile qualità.

Una grande caratteristica di cui essere fieri, che ha però trovato effetti negativi in questo ultimo anno intaccato dalla catastrofica rovina chiamata Covid: il principale fulcro dell’economia è stato setacciato, con un tentativo di ripresa nella stagione estiva, ma con un altrettanto calo nei mesi successivi, trovando poi la massima perdita di fatturato nelle feste natalizie. Un resoconto di fine anno ci lascia ben 3,5 miliardi di euro di perdita complessiva, dando il colpo di grazia ai ristoratori pugliesi.

Un’opinione personale – e anche vissuta da vicino – afferma che la possibilità di lavorare mezza giornata data dai nostri grandi governatori (con un atteggiamento alla Ponzio Pilato, direi) ci lascia, ancora ad oggi, la decisione di aprire i locali in orari di certa inattività fino alle 18, o di evitare totalmente l’apertura per non avere un eccesso di spese superiori ai guadagni; in tutto ciò, gli aiuti son minimi, se non nulli, con un’accentuazione delle difficoltà con le continue tasse che, diciamocelo, avrebbero potuto risparmiarsele…

Ora ci ritroviamo davanti a ristoratori estenuati, ad un’economia spezzata, a famiglie che hanno da lottare con una crisi che li ha messi in ginocchio, ristoratori che iniziano a volersi ribellare contro l’ingiustizia, contro il finto perbenismo politico incentrato in realtà solo sull’egoismo, contro una battaglia capace di togliere la bellezza di una regione sofferente, di un Paese sofferente.

Tags:  Puglia, turismo, ristorazione


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