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Trattativa fallita. Mattarella convoca Draghi “serve un governo di alto profilo”

Politica

“Di fronte a questa ipotesi – prosegue – ho il dovere di porre in evidenza alcune circostanze che, oggi, devono far riflettere sulla opportunita’ di questa soluzione. Ho il dovere di sottolineare, come il lungo periodo di campagna elettorale – e la conseguente riduzione dell’attivita’ di governo – coinciderebbe con un momento cruciale per le sorti dell’Italia. Sotto il profilo sanitario, i prossimi mesi saranno quelli in cui si puo’ sconfiggere il virus oppure rischiare di esserne travolti. Questo richiede un governo nella pienezza delle sue funzioni per adottare i provvedimenti via via necessari e non un governo con attivita’ ridotta al minimo, come e’ inevitabile in campagna elettorale. Lo stesso vale per lo sviluppo decisivo della campagna di vaccinazione, da condurre in stretto coordinamento tra lo Stato e le Regioni”.

Sul versante sociale – tra l’altro – a fine marzo – prosegue Mattarella – verra’ meno il blocco dei licenziamenti e questa scadenza richiede decisioni e provvedimenti di tutela sociale adeguati e tempestivi, molto difficili da assumere da parte di un Governo senza pienezza di funzioni, in piena campagna elettorale. Entro il mese di aprile va presentato alla Commissione Europea il piano per l’utilizzo dei grandi fondi europei; ed e’ fortemente auspicabile che questo avvenga prima di quella data di scadenza, perche’ quegli indispensabili finanziamenti vengano impegnati presto. E prima si presenta il piano, piu’ tempo si ha per il confronto con la Commissione. Questa ha due mesi di tempo per discutere il piano con il nostro Governo; con un mese ulteriore per il Consiglio Europeo per approvarlo. Occorrera’, quindi, successivamente, provvedere tempestivamente al loro utilizzo per non rischiare di perderli. Un governo ad attivita’ ridotta non sarebbe in grado di farlo. Per qualche aspetto neppure potrebbe. E non possiamo permetterci di mancare questa occasione fondamentale per il nostro futuro”. 

Va ricordato che “dal giorno in cui si sciolgono le Camere a quello delle elezioni sono necessari almeno sessanta giorni. Successivamente ne occorrono poco meno di venti per proclamare gli eletti e riunire le nuove Camere. Queste devono, nei giorni successivi, nominare i propri organi di presidenza. Occorre quindi formare il Governo e questo, per operare a pieno ritmo, deve ottenere la fiducia di entrambe le Camere. Deve inoltre organizzare i propri uffici di collaborazione nei vari Ministeri. Dallo scioglimento delle Camere del 2013 sono trascorsi quattro mesi. Nel 2018 sono trascorsi cinque mesi. Si tratterebbe di tenere il nostro Paese con un governo senza pienezza di funzioni per mesi cruciali, decisivi, per la lotta alla pandemia, per utilizzare i finanziamenti europei e per far fronte ai gravi problemi sociali”. 

Tutte queste preoccupazioni “sono ben presenti ai nostri concittadini, che chiedono risposte concrete e rapide ai loro problemi quotidiani. Credo che sia giusto aggiungere un’ulteriore considerazione: ci troviamo nel pieno della pandemia. Il contagio del virus e’ diffuso e allarmante; e se ne temono nuove ondate nelle sue varianti. Va ricordato che le elezioni non consistono soltanto nel giorno in cui ci si reca a votare ma includono molte e complesse attivita’ precedenti per formare e presentare le candidature. Inoltre la successiva campagna elettorale richiede – inevitabilmente – tanti incontri affollati, assemblee, comizi: nel ritmo frenetico elettorale e’ pressoche’ impossibile che si svolgano con i necessari distanziamenti. In altri Paesi in cui si e’ votato – obbligatoriamente, perche’ erano scadute le legislature dei Parlamenti o i mandati dei Presidenti – si e’ verificato un grave aumento dei contagi. Questo fa riflettere, pensando alle tante vittime che purtroppo continuiamo ogni giorno – anche oggi – a registrare. Avverto, pertanto, il dovere di rivolgere un appello a tutte le forze politiche presenti in Parlamento perche’ conferiscano la fiducia a un Governo di alto profilo, che non debba identificarsi con alcuna formula politica. Conto, quindi, di conferire al piu’ presto un incarico per formare un Governo che faccia fronte con tempestivita’ alle gravi emergenze non rinviabili che ho ricordato”. 

Dunque, Giuseppe Conte lascia ,palazzo Chigi. Fallita la trattativa per dar vita a un governo politico, è ora il momento di un governo di “alto profilo” che “faccia fronte con tempestivita’ alle emergenze”, ha detto il Capo dello Stato. Dopo aver ricevuto al Quirinale il presidente della Camera Roberto Fico, preso atto che non vi sono possibilita’ per una ricomposizione della maggioranza uscente, il presidente della Repubblica si affida e affida il paese nelle mani dell’ex governatore della Bce. Mario Draghi salira’ al Colle domani a mezzogiorno. Il capo dello Stato ha rivolto un appello a tutte le forze in parlamento, affinche’ sostengano il nuovo esecutivo. E si profila una cosiddetta ‘maggioranza Ursula’. 

Ma gia’ emergono i primi distinguo, i ‘posizionamenti’. C’e’ chi, nel centrodestra, e’ pronto a scommettere sull’appoggio di Forza Italia. Le prime reazioni di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, invece, sembrano far propendere per un posizionamento di Lega e FdI all’opposizione. Scontato il sostegno di Italia viva, in queste ore accusata dagli ex alleati di puntare in realta’ proprio al governo istituzionale.

Il Pd si trova a dover parlare di nuovo di “rottura inspiegabile”. Rottura da parte di Matteo Renzi. Nel rimpallo delle accuse, Iv dice che la trattativa sul Conte ter è saltata per i “niet degli ex-alleati di maggioranza”. Per il Pd le cose stanno in modo opposto. Ecco il post del segretario Pd Nicola Zingaretti: “Da domani saremo pronti al confronto per garantire l’affermazione del bene comune del Paese”. E aggiunge: “Abbiamo fatto davvero di tutto per ricostruire una maggioranza, in un momento difficile. Il presidente Mattarella, che ringraziamo, con la sua iniziativa ha posto rimedio al disastro provocato dalla irresponsabile scelta della crisi di Governo”.

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