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Cattivi dentro. Dominazione, violenza e deviazione in opere della letteratura straniera di Lorenzo Spurio

Arte, Cultura & Società

Recensione di Giovanni Teresi 

MARSALA – Il volume è il frutto di anni di studi, approfondimenti e ricerche su testi narrativi della letteratura anglo-americana ma non solo, incentrati attorno alla tematica della violenze nelle varie forme e contesti. Lorenzo Spurio si occupa del non facile tema dell’infanzia nei capitoli dedicati a William Golding (Il signore delle mosche), Ian McEwan (L’inventore dei sogni) e Mark Haddon (Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte) e di intrecci dove la devianza di carattere sessuale si denota in Una settimana di vacanza della francese Christine Angot.

Dalla lettura è facile intendere che certi comportamenti sociali possono mutare in base alla cultura o alla sottocultura. In molte sottoculture delinquenziali, come quelle mafiose, camorristiche e delle bande criminali o in culture familiari orientate in senso antisociale, i comportamenti trasgressivi esprimono il rispetto di norme e l’adesione a un sistema di valori negativi in contrasto con norme e valori condivisi nella società più ampia. È quindi il contesto sociale che stabilisce, attraverso la definizione di valori condivisi, ciò che è permesso e ciò che è proibito. Nelle società occidentali il confine tra ciò che è lecito e ciò che è illecito ha subito profondi cambiamenti negli ultimi decenni. Comportamenti nella sfera della sessualità e del piacere, considerati un tempo trasgressivi e illeciti, sono progressivamente transitati nella sfera privata e delle scelte individuali, sottratta all’etica pubblica e al controllo sociale. Ciò è dimostrato, ad esempio, dal fatto che l’uso di sostanze che alterano percezioni e stato dell’umore, sebbene non approvato, appaia essere più tollerato rispetto al passato.

Si può dunque affermare che l’antisocialità sia un fenomeno «ubiquitario ma concentrato» [Tolan e Gorman-Smith 2003], dal momento che una piccola percentuale di adolescenti è responsabile della maggior parte della delinquenza minorile. Infatti, mentre per alcuni i comportamenti trasgressivi sono al servizio della crescita e dell’acquisizione di un’identità – e per questo hanno un carattere transitorio – per altri possono essere espressione di una tendenza antisociale e costituire la prima fase di un processo il cui esito è quello della stabilizzazione della condotta deviante e delinquenziale. Per quanto riguarda la natura dei reati, la criminalità minorile è connotata dalla prevalenza dei reati contro il patrimonio e, in particolare, dei reati di furto e rapina. Sono in aumento, invece, le violazioni delle norme in materia di sostanze stupefacenti e le denunce per violenza sessuale. Tra i reati contro la persona, prevalgono le lesioni personali volontarie.

Il Nostro, nella disamina dei testi summenzionati, mette in risalto anche la visione nichilistica di base per alcuni ragazzi. Così, il senso della vita può essere semplicemente il sopravvivere, oppure lo si ritrova nella vita stessa, nella natura. Come forse potrebbe dire Spinoza, il senso è la natura: “uno nasce, vive e poi muore… cioè la vita ha un senso perché … la natura è sempre stata così e sempre sarà […] il senso di vivere, di conoscere altre persone. […] è così e basta, si fa”. “Non è che ci sia un fine ultimo a cui devo arrivare, la vita in sé è il senso, anche se un giorno si morirà e tutto finirà”.

Il disagio giovanile, oggi sempre più presente in particolare nelle società ad alto sviluppo economico è spesso la premessa o lo sfondo su cui si possono instaurare, ovviamente a certe condizioni sfavorevoli, comportamenti disadattati o delinquenti.

Giuseppe Milan in Disagio giovanile e strategie educative (2001), sostiene che il disagio giovanile è una condizione normale perché tipico della fase adolescenziale, anche se il giovane può avere delle difficoltà nello svolgere i compiti evolutivi. Il disagio quindi può essere considerato come una sofferenza psicologica che l’adolescente sente perché incapace di rispondere alle aspettative sociali. Gli adolescenti utilizzano strategie per ridurre il disagio: ad esempio la privatizzazione del malessere, che consiste nel conservare la situazione di disagio nell’ambito privato, quale il contesto familiare e quello amicale.

Altre strategie che i giovani utilizzano per ridurre il disagio sono la tossicodipendenza e la devianza. La droga può essere utilizzata per ridurre lo stato d’ansia; mentre la criminalità per garantire sicurezza. Lorenzo Spurio con Cattivi dentro fa risaltare il potere forte, impiegato a ottenere forme di consenso con la minaccia e la violenza, analizzato soprattutto in Cuore di tenebra di Joseph Conrad, in Arancia meccanica di Anthony Burgess e in L’onda di Todd Strasser.

Esistono alcuni fattori-rischio che sono capaci di favorire il disadattamento: questi possono essere endogeni, familiari e socioculturali. I rischi endogeni sono legati alla difficoltà di superare la fase edipica e si presentano attraverso disturbi depressivi; i rischi socioculturali, che invece dipendono dalla presenza di una sottocultura, attribuiscono scarso valore alla vita.

Il concetto di devianza viene introdotto per la prima volta negli Stati Uniti negli anni Trenta del Novecento, e definiva quei comportamenti che violavano le norme di carattere sociale e morale. Successivamente il termine venne utilizzato per indicare anche quelli che violano le norme penali, definendo tali atteggiamenti come reati che provocano nella società pesanti reazioni, quali la richiesta di sanzioni e punizioni per i rei. Di fatto a incidere su tali definizioni sono, inevitabilmente, una pluralità di variabili: politiche, economiche, sociali. In tal senso si distinguono tre categorie di comportamenti criminosi: comportamenti parzialmente depenalizzati o in via di depenalizzazione (per esempio l’aborto), comportamenti penalizzati che però raramente vengono castigati per legge (condurre l’auto sotto effetto dell’alcol) e comportamenti criminosi chiaramente penalizzati per legge (omicidio, suicidio e violenza sessuale). Questi fattori vengono sottolineati dal Nostro nei personaggi delle opere Le vergini suicide di Jeffrey Eugenides, Il piccolo Eyolf di Henrik Ibsen e in varie pagine dedicate a Virginia Woolf.

Anche il critico letterario Lucia Bonanni, che firma la breve nota iniziale, scrive: “L’analisi attenta e particolareggiata dei fatti e dei personaggi presenti nei testi in esame, verte su quella “malattia culturale” che investe adulti deviati e giovani disillusi il cui processo esistenziale evidenzia la diversità che assume una propria connotazione rispetto al tema del disagio e a quello del conflitto”.

Poi, la crescita fisica e ormonale degli adolescenti è associata a quella psicologica e intellettuale, che determina anche una ricerca di maggiore autonomia. Questa ricerca d’indipendenza spinge gli adolescenti ad allontanarsi dai propri genitori e a ricercare sicurezze nel gruppo dei pari.

Con i coetanei i giovani condividono emozioni ed esperienze, che in alcuni casi possono essere devianti. Infatti, spesso i comportamenti antisociali e criminosi durante l’adolescenza assumono un valore espressivo, ossia tali atteggiamenti vengono utilizzati per superare momenti di sofferenza e disagio. Occorre perciò aiutare i giovani a superare questi momenti di difficoltà per evitare che facciano della devianza uno stile di vita e intraprendano una carriera deviante.

Questi ragazzi sono dei “bricoleurs” che plasmano, in un universo melting pot e ognuno per sé, il loro “Dio personale”), e in questo marasma di malattia culturale possiamo trovare tutto e il contrario di tutto.

È interessante rilevare che, nello Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mark Haddon, l’autore pone al centro della storia le tortuose vicende adolescenziali di un ragazzino di quindici anni, Christopher Boone, ossessionato da una serie di cose che sentirà chiamato in causa per investigare sull’inspiegabile uccisione di Wellington, il cane della vicina.

Il ragazzo, nel racconto, viene descritto come un giovane chiuso e morboso nei confronti della quotidianità. Con la scelta del brano, Lorenzo Spurio vuole chiarire che, in ambito psicologico e socio-pedagogico, il disagio giovanile è lo stato di difficoltà e/o di sofferenza in cui si trova una persona sia in riferimento al proprio stato interiore sia in riferimento alle sue relazioni sociali.

Nel caso di disadattamento il disagio si esprime con l’esterno e, anche se in entrambi i casi non si realizza una ribellione alle regole, può accadere che si trasformino e sfocino in devianza qualora assumano connotazioni particolarmente esasperate.

Infine, un’altra tematica che viene affrontata dal Nostro é l’eutanasia e la novità narrativa in Amsterdam di Ian McEwan, tutta legata al quesito bioetico. Dall’analisi di Lorenzo Spurio: “un simile dilemma esistenziale vien posto nella pubblicazione de La ballata di Adam Henry in cui l’autore ha sapientemente organizzato il plot attorno alla battaglia giudiziaria che si realizza a seguito di un caso in cui una famiglia testimoni di Geova rifiuta strenuamente l’intervento trasfusionale del figlio, seriamente malato di leucemia. Si tratta, anche in questo caso, di prendere dalla società quegli elementi di scarto, liminari, interstiziali, di rottura che possono infuocarsi tra compagini nutrite delle società”.

Il testo Cattivi dentro. Dominazione, violenza e deviazione in alcune opere scelte delle letteratura straniera, interessante per l’attenta critica e acume investigativo di Lorenzo Spurio, è valido sia per un pubblico amante della letteratura sia per i lettori di testi classici. 

 

 


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