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La Giornata della Fratellanza Umana

Cronaca

È stata celebrata ieri, 4 febbraio, la prima Giornata Internazionale della Fratellanza Umana. Per commemorare questa giornata si è tenuto un evento virtuale a cui hanno preso parte, tra gli altri, Papa Francesco, il Grande Imam della Moschea di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, l’Arcivescovo di Canterbury e Primate della Comunione Anglicana Justine Welby, il Presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, il Premio Nobel per la Pace 2011 Leymah Gbowee e numerosi altri leader mondiali.

Questa giornata è stata istituita lo scorso dicembre dall’Assemblea delle Nazioni Unite in ricordo della firma, avvenuta il 4 gennaio 2019 ad Abu Dhabi, della “Dichiarazione sulla Fratellanza Umana per la pace mondiale” da parte del Pontefice e dell’Imam Al-Tayyeb, punto di riferimento mondiale per l’islam sunnita.

Dopo il discorso dell’Imam della Moschea di Al-Azhar, che ha auspicato che questa giornata sia “ogni anno un campanello d’allarme per il mondo e per i suoi leader, che li spinga a consolidare i principi della fratellanza umana” in quanto “siamo tutti fratelli con il diritto di vivere in pace”, ha preso la parola Papa Francesco.

Il Papa ha innanzitutto ringraziato gli organizzatori dell’evento “per aver scommesso sulla fratellanza, perché oggi la fratellanza è la nuova frontiera dell’umanità” in quanto “o siamo fratelli o ci distruggiamo a vicenda”, poi ha affermato che “oggi non c’è tempo per l’indifferenza. Non possiamo lavarcene le mani. Con la distanza, con la non-curanza, col disinteresse. O siamo fratelli, permettetemi, o crolla tutto”. Fratellanza, ha proseguito Francesco, “vuol dire mano tesa”, “rispetto”, “ascoltare con il cuore aperto” e “fermezza nelle proprie convinzioni. Perché non c’è vera fratellanza se si negoziano le proprie convinzioni”. L’indifferenza invece “è una forma molto sottile d’inimicizia.  Non c’è bisogno di una guerra per essere nemici. Basta essere indifferenti” ha concluso il Pontefice.

Nel corso dell’evento, ospiti dello sceicco emiratino Mohammed Bin Zayed, sono stati annunciati anche i vincitori del Premio Zayed 2021 per la Fratellanza Umana, creato per raggiungere gli obiettivi della Dichiarazione.

I vincitori di questa prima edizione del Premio sono stati individuati in António Guterres, Segretario Generale dell’ONU, ed in Latifa Ibn Ziaten, una mamma francese che ha perso uno dei suoi cinque figli a causa del terrorismo e che da allora aiuta i giovani nelle carcere e nelle scuole a cambiare strada e a costruire vie di pace. A sceglierli una giuria indipendente composta dall’ex Governatore generale del Canada Michaell Jean, dall’ex Presidente della Repubblica Centrafricana Catherine Samba-Panza, dal Prefetto della Segnatura Apostolica il Cardinale Dominique Mamberti, dall’ex Vicepresidente dell’Indonesia Muhammad Jusf Kalla e da Adama Dieng, già advisor dell’ONU per la prevenzione del genocidio.

Il Segretario Guterres, ringraziando per il Premio, ha rimarcato che il riconoscimento è “per il lavoro delle Nazioni Unite per promuovere la pace e la dignità umana” e che si possono vincere le sfide che minacciano il mondo, la pandemia, i cambiamenti climatici, le guerre, l’estremismo, la violenza e le discriminazioni, solo “spingendo l’umanità verso l’unità nel dialogo per la pace”.

Per la mamma francese “se siamo in grado di rompere le barriere nei nostri cuori troveremo un posto nella società e saremo tutti i fratelli”.  

Claudio Gentile

tag: giornata della fratellanza umana

 


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