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Adolescenti e comportamento deviante

Stalking, Bullismo & Cyber bullismo

L’autorevole vocabolario Treccani recita: devianza, termine usato per indicare quei comportamenti che si allontanano da una norma o da un sistema di regole, in particolare, in sociologia, la non conformità agli standard normativi del gruppo o sottogruppo sociale di appartenenza, e più spesso a quelli del gruppo dominante, il quale, non potendo accettare tale comportamento abnorme, lo disapprova e spesso lo condanna con l’emarginazione o con sanzioni sociali di vario tipo.

Da questa definizione del concetto devianza cosa possiamo dedurre? Un comportamento deviante trasgredisce una norma, ma di quale norma si tratta? Si parla di norma giuridica e di norma sociale. La prima è presente nel sistema giudiziario di uno Stato, e ogni cittadino ha il dovere di rispettarla, l’inosservanza comporta delle conseguenze. La norma sociale è depositata nei rapporti tra gli individui, i quali distinguono gli atti devianti da quelli conformi ai modelli normativi di un gruppo. Ogni azione è regolata da codici morali e socio culturali comuni alle stesse persone che compongono i gruppi. Sorge spontanea la domanda, ma a livello teorico devianza e crimine sono termini coincidenti? Il padre della sociologia Ėmile Durkheim, nel 1893, faceva questa osservazione: non bisogna dire che un atto urta la coscienza comune perché è criminale, ma che è criminale perché urta la coscienza comune. Non lo biasimiamo perché è un reato, ma è un reato perché lo biasimiamo. I concetti devianza e crimine spesso si sovrappongono ma non sono sinonimi, il primo concetto è più vasto mentre con criminalità si indicano quei comportamenti che violano la legge.

Quali sono i fattori che generano la devianza? Bisogna distinguere tra fattori personali e fattori sociali. Un ragazzo disadattato ha una famiglia, dunque il contesto familiare è un fattore predisponente al comportamento deviante. Se un adolescente cresce in un nucleo familiare fuorviante è portato a imitare i comportamenti anomali dei genitori. Se la famiglia anziché bloccare sul nascere gli atti devianti del figlio è essa stessa la prima artefice, allora il ragazzo si sentirà legittimato a reiterarli.

Altri fattori di rischio sono: il gruppo dei pari, se l’adolescente non si comporta come il branco, dunque non pone in essere azioni riprovevoli, sarà automaticamente escluso; i social network, arma a doppio taglio dell’era digitale, perché sempre più ragazzini lasciati soli davanti allo schermo diventano essi stessi vittime e autori di comportamenti aberranti.

Un adolescente con comportamenti devianti può avere alle spalle disturbi psicologici, o anche provenire da un’area geografica povera dove il livello di disoccupazione è molto alto, o peggio ancora, essere cresciuto in un luogo con un elevato tasso di criminalità.

Francesca Moretti

Bibliografia: Ė. Durkheim, La divisione sociale del lavoro, 1893

https://www.treccani.it/vocabolario/devianza/

 

 

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