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Covid, alla ricerca del gusto perduto

Ambiente & Salute

Si chiamano “ageusia o disgeusia” e “anosmia” le alterazioni del senso del gusto e dell’olfatto, disturbo che colpisce una considerevole percentuale di malati di Covid-19. Fortunatamente nella maggioranza dei casi nell’arco di un mese la situazione torna alla normalità.

Un team di ricercatori dell’università di Padova e Trieste, dell’AULSS2 di Treviso, del Centro di riferimento oncologico di Aviano e del King’s College di Londra, hanno esaminato più di 200 adulti Covid positivi e moderatamente sintomatici. Più della metà ha segnalato alterazioni al gusto e all’olfatto. Dopo circa 4 settimane, l’89% ha iniziato a sentire nuovamente odori e sapori. Entro circa un mese, la metà dei pazienti ha recuperato del tutto l’anomalia mentre il 40% parte ha notato decisi miglioramenti. Vi è, tuttavia, circa un 10% che non ha riscontrato nessun cambiamento.

Gli studiosi affermano che non esistono trattamenti efficaci per questo tipo di sindromi post-infettive. Un possibile rimedio potrebbe essere la riabilitazione olfattoria, una sorta di training che prevede l’esposizione ripetuta a stimoli odorosi molto forti. Questo trattamento potrebbe aiutare l’epitelio a recuperare le sue complete funzioni.

redazione@corrierenazionale.net


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