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L’antenato comune di tutta l’umanità è molto più di quanto si possa pensare

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Pier Felice degli Uberti

Avete mai pensato quanto è lontano genealogicamente con noi l’antenato comune a tutta l’umanità? Vi sembra uno stacco genealogico lontanissimo? Non è così! Ricordate che se la durata della nobiltà, come noi l’intendiamo oggi, la si può definire più corta di un battito d’occhi nella storia dell’umanità, parrebbe che tutti noi abbiamo fra gli antenati dei sovrani che hanno retto le sorti di molti popoli e Nazioni. Dobbiamo quindi porci il seguente interrogativo: quanti antenati abbiamo?

Non sembra una domanda difficile, ma gli studiosi di genealogia cercano da anni di dare una risposta certa senza risultato. Ad ogni generazione ascendente si raddoppia il numero degli antenati (due genitori, quattro nonni e così via) quindi abbiamo ben 1024 antenati in 10 generazioni. Se poi facciamo il conto utilizzando 40 o 50 generazioni, il risultato finale provoca più di un trilione di antenati, che è più del numero di persone che hanno mai vissuto sulla terra. Questo dimostrerebbe che saremmo difronte al collasso della genealogia, non è così? Purtroppo non avendo dati italiani perché non siamo ancora avanzati in questi studi, devo attenermi a quanto è stato pubblicato sinora negli USA o nel Regno Unito, facendo riferimento agli studi svolti nelle isole britanniche, che pur presentando caratteristiche specifiche che potrebbero risultare diverse nel caso del continente europeo, nonostante tale premessa ci possono aiutare a capire la problematica.

Robin Fox, professore dell’università di Rutgers, ha stimato che l’80% dei matrimoni genealogicamente arcaici avvengono per forza tra cugini secondari lontani genealogicamente, così le stesse persone sono più volte ascendenti diretti, pertanto vediamo che l’albero genealogico si restringe sempre di più andando indietro con le generazioni. Questa riduzione di numero di antenati comuni dimostra che siamo tutti cugini (ovviamente o per lato paterno o materno o per entrambi i lati). Brian Pears, genealogista inglese e fisico, nonché programmatore di computer afferma, riferendosi come esempio alla popolazione della Gran Bretagna, che se ogni singolo matrimonio è avvenuto fra lontani cugini, allora in 30 generazioni avremmo ben esattamente 4.356.616 antenati, che è più della popolazione britannica dell’epoca.

Se nel 1215 vi erano in Inghilterra circa 2,5 milioni di persone, ciascuno dei residenti dell’Inghilterra del 1300 è un antenato di quasi tutti i britannici di oggi. La ricerca scientifica lo supporta: infatti in un articolo di demografia genealogica del lontano 1980 “Gli antenati alla Conquista normanna”, il demografo Kenneth Wachter ha calcolato che da 1,11 milioni di abitanti dell’Inghilterra alla conquista normanna del 1066 circa l’86% sono gli antenati di tutti i residenti attuali dell’Inghilterra.

In un articolo del 1999 intitolato “Recenti antenati comuni di tutti gli individui di oggi” Joseph Chang, professore di statistica all’università di Yale, ha mostrato come si può riconciliare il numero potenzialmente enorme dei nostri antenati con i quantitativi di persone che in passato hanno vissuto.

Il suo modello è una prova matematica che si basa su astrazioni come le distribuzioni di Poisson e le catene di Markov, ma può essere facilmente applicata al mondo reale. Nelle condizioni descritte nel suo articolo, l’antenato comune più recente di ogni europeo oggi (tranne che per i recenti immigrati al continente) era qualcuno che viveva in Europa in un passato sorprendentemente recente, solo 600 anni fa. In altri termini, tutti gli europei viventi oggi avrebbero tra i loro antenati lo stesso uomo o donna che viveva intorno al 1400. Prima di quella data, secondo il modello di Chang, il numero degli antenati comuni a tutti gli europei di oggi andò aumentando finché, circa 1000 anni fa, sarebbe prevalsa una situazione peculiare.

Britain’s Queen Elizabeth II, her husband Prince Philip, Spain’s King Felipe and his wife Queen Letizia pose for a group photograph before a State Banquet at Buckingham Palace in London, Wednesday, July 12, 2017. The King and Queen of Spain are on a three day State Visit to Britain. (AP Photo/Matt Dunham, Pool)

Così il 20% degli europei adulti non avrebbe avuto discendenti che sopravvivono alla nostra epoca, mentre ognuno dell’80% restante sarebbe certamente un antenato di tutti i viventi oggi in Europa. Ovviamente questo studio non si basa su documenti (impossibili da trovare), ma sul semplice calcolo delle probabilità matematiche, che avranno riscontro nei prossimi anni quando disporremo di una mappatura genetica che ci permetterà di fare seri confronti nella popolazione. Il modello di Chang comprende un presupposto cruciale: l’accoppiamento casuale nella parte del mondo in esame. Ad esempio, ogni persona in Europa avrebbe avuto la stessa possibilità di sposare ogni altro europeo del sesso opposto. Come Chang riconosce nel suo lavoro, l’accoppiamento casuale non si manifesta nella realtà; un inglese è molto più probabile che sposi una donna inglese che una donna italiana, e così pure una principessa è molto più probabile che sposi un principe che un povero.

Queste partenze dalla casualità devono modificare in qualche modo la data degli antenati comuni più recenti degli europei. A Dublino Mark Humphrys, uno scienziato informatico presso la University of Dublin City che ha iniziato i suoi studi genealogici prima e dopo internet, suggerisce nella sua pagina web che in molte generazioni i modelli di accoppiamento possono essere molto più casuali del previsto. La mobilità sociale rappresenta una parte della miscelazione: ciò che Voltaire chiamava i piedi pigiati che scendevano lungo le scale, mentre gli stivaletti a cavallo li salivano. Allo stesso tempo, le rivoluzioni rovesciano gli ordini stabiliti, i paesi invadono e colonizzano altri paesi, e le persone a volte scelgono compagni da lontano, piuttosto che dalla porta accanto.

Anche i più isolati del mondo – gli isolani del Pacifico, ad esempio – continuano a scambiare potenziali compagni con i gruppi vicini. Questa costante perdita di persone permette di applicare l’analisi di Chang a tutto il mondo. Ad esempio, quasi tutti nel Nuovo Mondo devono discendere da inglesi, persino persone di origine africana o nativa americana, a causa della lunga storia del matrimonio tra le Americhe. Pensate a grandi personaggi della storia come Giulio Cesare o Cleopatra e a quale distanza genealogica potrebbero essere con noi. Dovete sapere che allo stesso modo, quanti nel mondo di origini europee devono discendere da Maometto, come del resto discendono oggi Elisabetta II e Filippo VI in quanto hanno come ascendente la figlia dell’emiro di Siviglia, che si era convertita dall’Islam al cattolicesimo. Il modello di Chang ha implicazioni ancora più drammatiche. Poiché le persone migrano sempre da un continente all’altro, le discendenze si collegano velocemente. Ciò significa che il più antico antenato comune di tutti i 6 miliardi di persone sulla terra viventi oggi, ha vissuto probabilmente solo un paio di migliaia di anni fa; quindi la maggior parte delle persone del pianeta erano gli antenati diretti di tutti noi.

Confucio, Nefertiti, e quasi ogni altra figura storica antica, anche moderatamente prolifica, deve essere contata tra gli antenati di tutti. Lo stesso processo lavora avanti nel tempo; in sostanza ognuno di noi che ha figli possiede una linea che non va estinta ed è sospesa al centro di un’immensa clessidra genetica. Proprio come siamo discesi dalla maggior parte delle persone viventi del pianeta poche migliaia di anni fa, così fra diverse migliaia di anni, ognuno di noi sarà un antenato dell’intera razza umana, o di nessuno.

La densità di interconnessioni della famiglia umana potrebbe sembrare assumere alcune emozioni dalla ricerca genealogica. Humphrys vuole dimostrare che le radici di tutti ritornano allo stesso albero genealogico, ma ogni percorso al nostro passato comune è diverso e ricostruire quel percorso, utilizzando qualsiasi registrazione, potrebbe essere fattibile. Così si può ipotizzare che tutto il mondo occidentale sia discendente da Carlo Magno, e parrebbe certo che siamo tutti discendenti da Carlo Magno. Ma come è possibile geneticamente dimostrarlo? La genealogia potrà risolvere il quesito diventando con i mezzi attuali a nostra disposizione una scienza finalmente seria ed esatta. Tutto questo deve fare meditare, particolarmente coloro che ancora oggi vorrebbero considerare indispensabili le “prove nobiliari”, oggi vuote di contenuto, ma ancora utilizzate per l’ammissione nel Sovrano Militare Ordine di Malta (o in altri ordini dinastici) nelle categorie dette “nobiliari”: di fatto tali prove (che inducono ancora in tentazione qualche immaturo spingendolo ad alterare la verità storica, magari anche autoconvincendosene) dovrebbero oggi essere ritenute superflue e inutili, indipendentemente dal fatto che nei tanti Paesi repubblicani la nobiltà senza il privilegio (che rende il nobile diverso dagli altri), senza il riconoscimento pubblico della Nazione (che dà la certezza del diritto), e senza una sua pubblicità (fosse solo l’elencazione dei nobili negli elenchi nobiliari dello Stato) è qualcosa di completamente incerto anche sul piano giuridico, stante anche il mutare delle leggi civili (gli Stati vanno avanti adeguandosi ai tempi correnti). E poi quale differenza sostanziale fra le persone?

A quanto dicono gli studiosi parrebbe che solo 1400 anni fa avremmo almeno uno stesso antenato comune che potrebbe appartenere sia al ceto dominante che alla più bassa classe sociale. Quindi, se vogliamo fare le “prove genealogiche” per dimostrare una diversità, ben venga, ma facciamole per tutti, e chissà che non si arrivi a comprendere che ci sono famiglie storiche sia a livello europeo che a livello locale, che magari hanno avuto più peso nella società di una famiglia nobile che vi ha inciso una tantum per una sola generazione, avendo poi vissuto nei discendenti di inconsistente luce riflessa; e non limitiamoci alla genealogia giuridica, ovvero quella sola che noi siamo abituati a considerare, ma adeguiamoci ai tempi e chiediamo come prova del nove la genealogia genetica degli aspiranti. Ovviamente se non concordasse con quella giuridica senza colpevolizzarli, perché le colpe degli avi non devono ricadere sui discendenti… ma comportiamoci con serietà una volta per tutte!

 


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