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L’amor patrio e il nostro essere italiani costituiscono i fondamenti del Governo Draghi

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Il Governo Draghi si presta a plurime definizioni. Nato dall’esigenza di richiamare al senso del dovere i parlamentari di tutti i partiti, l’attuale Governo è stato variamente definito, segno che a noi italiani non manca la fantasia: Governo tecnico, Governo del Presidente, Governo dei migliori, Governo degli Illuminati. Le definizioni ci riportano alla nostra cultura umanistica, principalmente ai filosofi greci.

Ma solo il ricorso alla Costituzione può chiarire la natura dell’attuale Governo. Certo è che l’intervento del Presidente della Repubblica ha costretto la politica a mettere da parte le esigenze particolari e a preoccuparsi delle future generazioni alle quali non possiamo lasciare in eredità il gigantesco debito pubblico, frutto della mala politica degli ultimi quaranta/cinquanta anni. E così ha chiamato Draghi, illustre nostro concittadino che, per le esperienze accumulate ai vertici delle più importanti istituzioni nazionali ed europee, era ritenuto l’unica persona capace di porre un freno ai capricci dei partiti politici presenti in Parlamento.

Capricci che hanno caratterizzato le ultime stagioni politiche ma che si sono ingigantiti, trasformandosi in gravi ostacoli all’azione politica del Governo non appena è giunto l’annuncio dell’assegnazione all’Italia dell’enorme massa di denaro (209 miliardi di euro), frutto della paziente mediazione del Presidente Conte e del Ministro Gualtieri. Certo è che le varie etichette attribuite al Governo nascondono verità sotterranee che affiorano sempre più di frequente nel nostro panorama politico. Si tratta di veri e gravi attacchi alla forma democratica caduta, ad avviso di alcuni politici nostrani, così in basso da rendere necessario l’avvento dell’uomo del destino, al quale attribuire pieni poteri al fine di risolvere definitivamente le gravi crisi che stiamo attraversando.

E questa malevola aspirazione si rafforza in proporzione inversa al crescere della debolezza della politica. Il Governo Draghi è certamente il Governo fortemente voluto da Mattarella per far fronte alla crisi causata dall’epidemia virale. Crisi che richiede giganteschi interventi economici che andranno a incidere sul nostro debito pubblico che consegneremo alle future generazioni. E tuttavia non sfugge la particolare natura dell’attuale Governo che, di fatto, può risultare un primo passo, forse una prova, verso la Repubblica Presidenziale. Ovviamente, gli italiani confidano nella vigilanza attenta e sapiente del Presidente della Repubblica che, con il concorso delle istituzioni democratiche, eviterà che ciò avvenga al di là dei rituali dettati dalla Costituzione. Ma anche il discorso di Draghi, pronunciato davanti al Senato, e il suo richiamo all’amor di patria ci fanno sperare che ogni decisione avverrà seguendo il solco disegnato dalla Costituzione. La sua anima, l’anima del nostro Presidente del Consiglio, è profondamente italiana. Come l’anima del Presidente della Repubblica. Quanto basta per allontanare i timori di passaggi a regimi diversi, senza il rispetto dei principi democratici sanciti dalla Costituzione.

Oggi l’unità non è un’opzione, l’unità è un dovere”. Ora il dovere della politica è di restare unita per risolvere i gravi problemi italiani.

Raffaele Vairo


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