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Molte attese per il governo Draghi: molti consensi al suo programma e adesso il cambio di passo

Politica

La ripresa economica passa dalla lotta alla pandemia e quindi da una forte accelerazione sulle vaccinazioni … da subito … questo deve essere il focus dell’azione di governo.

Dichiarazione del Prof Mario Draghi al termine del colloqui con il Presidente Sergio Mattarella,al Quirinale.(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Questo governo nasce con molte attese nell’opinione pubblica. Fin troppe, temo, perché con una composizione così eterogenea , la coesione che è così necessaria per l’efficienza  è affidata interamente alla leadership del Presidente Draghi.

Il quale ha detto ,infatti, “dovremo lavorare coesi per mettere in sicurezza il Paese”. Questo è un obiettivo non solo importante ma decisivo e spero che su questa base si determini una svolta netta, perché ce n’è bisogno.

E la svolta deve venire da  azioni concrete e rapide sia sul piano sanitario che su quello economico che sono strettamente collegati.

Il Presidente Draghi nel suo discorso in Senato ha detto parole chiare e forti circa la necessità di “combattere con ogni mezzo la pandemia e salvaguardare le vite dei cittadini”. Quindi procediamo subito a mettere in sicurezza le persone più fragili come si vede dall’età media dei decessi che è di 81 anni  quindi riguarda anche molti che hanno meno di 80 anni..

E per avviare la “Nuova Ricostruzione” attraverso “la fiducia reciproca, nella fratellanza nazionale”, di cui ha parlato Draghi occorre che cessi questa guerra.

Per far ripartire l’economia occorre anzitutto sconfiggere la pandemia perché in caso contrario ogni iniziativa di allentamento delle misure di contenimento sarà sempre precaria e poco efficace.

Ma per sconfiggere la pandemia c’è una strada maestra: vaccini, vaccini, vaccini. Eppure su questa strada si accumulano i ritardi…siamo ancora all’inizio della fase degli ultraottantenni . Quando toccherà agli altri ? Intanto ogni giorno circa 300 morti, una cifra assai preoccupante, così come preoccupano gli allarmi sulle varianti che ogni giorno mi sembra divengano più pressanti.

In tv vedo cartelli che annunciano  la quota dei 3 milioni di vaccinati.. ma lo sapete che 3milioni rispetto ai 60 milioni di italiani è appena il 5%? Se procedessimo di questo passo quanto ci vorrà per la famosa immunità di gregge?  

E allora? Quali misure a livello nazionale e a livello delle regioni per accelerare le vaccinazioni…e non solo per gli under 65 ma per tutti? 

Certo, per il piano di vaccinazione è importante mobilitare “tutte le energie” dalla protezione civile, alle forze armate, ai volontari., in tutte le strutture disponibili  ma  è prioritario avere il vaccino e questo richiede di operare con il massimo di sollecitudine.

I giornali ci mostrano le foto dei primi ultraottantenni vaccinati.. viceversa dovremmo essere già alla fine di questo segmento di età per passare al successivo… stiamo andando troppo, troppo piano.

Ogni polemica sugli impianti chiusi, sui ristori, sulle zone di vari colori avrebbe fine se la vaccinazione di massa cominciasse ad avere effetto. 

Invece ogni giorno sento solo rimbalzare  notizie da incubo  variante inglese , che ancora non si sa se sia “solo” più contagiosa o più letale (forse che sì forse che no) variante brasiliana, vaniante sudafricana che sembra essere la più pericolosa. Poi tanto si annunciano nuovi ritardi nell’arrivo dei vaccini. 

Stavolta, l’Europa ha fatto flop e dobbiamo prenderne atto Ma invece di piangerci addosso dovremmo cercare di operare anche autonomamente.. specie per noi ultrasettantenni.

Intanto, i media continuano a …persuaderci dell’importanza di vaccinarci  anche attraverso testimonials famosi e non. Questo accresce l’ansia e la frustrazione di molti anziani  che di questa importanza sono persuasi…ma non hanno ancora notizie sulle date.

Il mio articolo precedente Anziani retrocessi ? pubblicato su Pensalibero  ha avuto vari commenti .Alcuni sono rassegnati ovvero dicono.. “non ci resta che attendere chissà quanto”  altri mi hanno scritto  “hai ragione.. ma che possiamo fare?” Insomma, un mix di frustrazione, di delusione, che sembra la fotografia di un Paese in crisi… E che aspetta .un cambio di passo.

Gabriele Parenti


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