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Recovery, Draghi chiama la corte dei conti,’ ruolo cruciale’

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Evitare il diffondersi della cosiddetta “fuga dalla firma”, ossia la paura dei dirigenti pubblici di prendersi la responsabilita’ di un atto per non incorrere in responsabilita’ penali, civili, amministrative, in vista dell’arrivo dei fondi del Recovery Fund e i piani che dovranno essere attuati. Ne ha parlato, all’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti, Mario Draghi, per la prima volta sulla scena pubblica da premier. In vista del Recovery anche “il ruolo” della Corte “diventa ancora piu’ cruciale”, ha sottolineato Draghi, esortando i magistrati contabili ad esercitare un controllo “intransigente e rapido” sull’attuazione del Next Generation Eu.

Questo il testo dell’intervento del Presidente del Consiglio, Mario Draghi, questa mattina alla Corte dei Conti: “Signor Presidente della Repubblica, Signor Presidente della Corte dei Conti, Autorita’, E’ con grande piacere che rivolgo il saluto del Governo in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario dalla Corte dei Conti e dell’insediamento del suo Presidente. Conforta sapere che competenza, coraggio e visione saranno qui esercitate in piena autonomia e indipendenza, come prescrive la nostra Costituzione. “Il controllo preventivo di legittimita’ sugli atti del Governo”, “quello successivo sulla gestione del bilancio dello Stato”, la partecipazione “al controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria” sono i precetti costituzionali che alla Corte assegna la nostra legge fondamentale. La Corte, in virtu’ del complesso delle sue funzioni giurisdizionali, si pone cosi’ quale organo di garanzia della legalita’ contabile e degli equilibri di bilancio dell’intera amministrazione pubblica, che sono presupposti indefettibili per la tutela dei diritti sociali della collettivita’. In tale ambito il suo indiscusso ruolo di suprema Magistratura di controllo, con riferimento alle delicatissime questioni di natura giuridica ed economica, trova immediato riscontro anche in ambito internazionale. Ho ripetuto piu’ volte la parola “controllo” perche’ sono fermamente convinto dell’ufficio essenziale che la Corte svolge in tal senso nell’architettura della nostra cosa pubblica. Questo controllo deve essere efficiente e intransigente. Ma con la stessa fermezza considero fondamentale che tale controllo sia rapido perche’ le decisioni della Corte, quando intervengono lontane dagli atti sottoposti a controllo, pur se intransigenti, inevitabilmente perdono molta della loro efficacia. I tempi straordinari che viviamo lo richiedono”.

Draghi prosegue: “L’emergenza epidemiologica e la connessa crisi economica mettono senz’altro a dura prova la richiesta di maggiore velocita’ e migliore trasparenza che i governati richiedono ai governanti in ogni luogo. In democrazia e’ piu’ difficile rispondere a questa doppia domanda, eppure lo Stato e’ chiamato a farlo, pena la perdita di fiducia verso le istituzioni, che fiacca la fiducia nel futuro. Evitare spese improduttive e far si’ che l’amministrazione pubblica fosse di impulso nella promozione di investimenti pubblici e di sviluppo economico: sembrano obiettivi di oggi, ma erano le due direttrici del pensiero dei costruttori di questa Nazione, che portarono all’istituzione della Corte dei Conti e della Cassa Depositi e Prestiti. Con una intuizione e determinazione visionaria si posero cosi’, gia’ a partire dalla meta’ dell’Ottocento, le premesse di uno Stato moderno e di un ordinamento della finanza pubblica fondato sulla distinzione tra chi ordina la spesa, chi la esegue e chi la controlla. Da allora, la Corte dei Conti e’ stata nella storia d’Italia un guardiano autorevole dei Conti pubblici a garanzia di tutti i cittadini. Oggi il ruolo della Corte diventa ancora piu’ cruciale. Il Recovery and Resilience Facility riconosce al nostro Paese risorse importanti con una chiara linea di indirizzo: investire sul futuro. Sta a chi governa fare le scelte strategiche, sta a chi amministra eseguirle in maniera efficace ed efficiente e a chi controlla verificare che le risorse siano impiegate correttamente. Governo, Parlamento, Amministrazione Pubblica, Corte dei Conti e tutte le Istituzioni del nostro Paese devono essere coprotagonisti di un percorso di rinascita economica e sociale”.

“Ai livelli attuali – continua Draghi – non sono i tassi di interesse che determinano la sostenibilita’ del debito pubblico, ma e’ il tasso di crescita di un Paese. Con il Next Generation, l’Unione Europea ha preso una decisione, ispirata alla solidarieta’, una decisione senza precedenti. Una decisione per noi importante sotto due aspetti. Per la prima volta in tanti anni lo Stato si trova a poter fare investimenti significativi con il solo vincolo che siano fatti bene, cioe’ che aumentino la crescita del Paese e quindi contribuiscano anche alla sostenibilita’ del nostro debito pubblico. Vi e’ un secondo motivo per cui e’ importante per noi che questi investimenti siano ben scelti e ben eseguiti. Mai nella storia dell’UE, i governi avevano tassato i loro cittadini per dare il provente di questa tassazione ai cittadini di altri Paesi dell’Unione. E’ avvenuto con i trasferimenti a fondo perduto stabiliti dal Next Generation. Si tratta di una straordinaria prova di fiducia reciproca che, se validata da scelte oneste ed efficaci, potra’ un giorno sfociare nella creazione di un bilancio europeo comune da cui dovrebbero trarre maggior beneficio proprio i Paesi piu’ fragili dell’Unione. Il controllo della Corte nel validare queste scelte diviene quindi parte del processo con cui noi parteciperemo al processo di costruzione di un’Europa piu’ responsabile ma anche piu’ solidale. Due sono le parole chiave di questa relazione: fiducia e responsabilita’. Fiducia tra istituzioni e persone che le compongono, responsabilita’ nei confronti dei cittadini”.

Draghi prosegue: “E’ mia profonda convinzione che le contrapposizioni tra istituzioni siano un gioco a somma negativa, mentre la collaborazione produce effetti moltiplicatori. E’ a questo principio di leale e costruttiva collaborazione che penso vada improntata la relazione tra chi agisce e chi controlla: questo principio deve guidare tutti i servitori dello Stato, controllati e controllori. Per questa ragione bisogna dare maggiore impulso ai processi che, pur nell’ambito dell’indipendenza che la Corte deve preservare nelle sue tradizionali funzioni di controllo e giurisdizionali, valorizzino il suo ruolo di supporto consulenziale rispetto alle Amministrazioni. Cosi’ come sempre piu’ importante dovra’ diventare l’attivita’ di indagine di carattere generale. Allo stesso modo bisogna agire sul versante del rafforzamento della qualita’ dell’azione amministrativa, a partire dalle competenze delle persone. E’ un diritto innegabile dei cittadini e le imprese di ricevere servizi puntuali, efficienti e di qualita’. E’ un dovere delle Pubbliche Amministrazioni attrezzarsi perche’ cio’ avvenga. Il nostro impegno sara’ quello di rafforzare la capacita’ amministrativa anche attraverso un’azione volta a selezionare le migliori competenze, a formare e riqualificare le persone, per realizzare un’amministrazione all’altezza dei compiti che il momento straordinario chiede a tutti noi”.

Per Draghi “E’ necessario sempre trovare un punto di equilibrio tra fiducia e responsabilita’: una ricerca non semplice, ma necessaria. Occorre, infatti, evitare gli effetti paralizzanti di quella che viene chiamata la “fuga dalla firma”, ma anche regimi di irresponsabilita’ a fronte degli illeciti piu’ gravi per l’erario. Tenendo conto peraltro che, negli ultimi anni, il quadro legislativo che disciplina l’azione dei funzionari pubblici si e’ “arricchito” di norme complesse, incomplete e contraddittorie e di ulteriori responsabilita’ anche penali. Tutto cio’ ha finito per scaricare sui funzionari pubblici responsabilita’ sproporzionate che sono la risultante di colpe e difetti a monte e di carattere ordinamentale; con pesanti ripercussioni concrete, che hanno talvolta pregiudicato l’efficacia dei procedimenti di affidamento e realizzazione di opere pubbliche e investimenti privati, molti dei quali di rilevanza strategica. Alcuni interventi normativi adottati la scorsa estate hanno affrontato, in maniera pero’ temporanea, queste criticita’. Ora bisogna andare oltre le schermaglie normative, verificando gli effetti delle nuove disposizioni, ma soprattutto lavorando per costruire un solido rapporto di collaborazione tra pubblici funzionari e Corte dei Conti”.

“Abbiamo deciso di lavorare insieme per sconfiggere il COVID-19 e ricostruire meglio. Attingendo ai nostri punti di forza e ai nostri valori come economie e societa’ democratiche e aperte, lavoreremo insieme e con altri Paesi per fare del 2021 un punto di svolta per il multilateralismo e per dare forma a una ripresa che promuova la salute e la prosperita’ della nostra gente e del pianeta”. E’ quanto si legge nella dichiarazione congiunta dei Paesi del G7, riuniti in video conferenza. Alla riunione ha fatto il suo esordio da premier Mario Draghi, oltre al presidente degli Stati Uniti Joe Biden. “Intensificheremo la cooperazione sulla risposta sanitaria al COVID-19. Lavorando insieme per rafforzare l’Organizzazione mondiale della sanita’ (OMS) e sostenendone il ruolo guida e di coordinamento, accelereremo lo sviluppo e la diffusione di vaccini a livello mondiale”, prosegue il G7. 

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