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Addio a Philippe Jaccottet, il poeta della natura e del respiro

Arte, Cultura & Società

Philippe Jaccottet è morto all’età di 95 anni nella notte tra il 24 e il 25 febbraio, era nato il 30 giugno 1925 a Modon, nel cantone svizzero di Vaud, ma ha vissuto gran parte della sua vita nel sud della Francia. Candidato più volte al Premio Nobel. Vincitore del Premio Goncourt per la poesia nel 2003 e di tanti altri riconoscimenti tra cui il “Grand prix national de Traduction” nel 1987.

Dopo gli studi in lettere all’università di Losanna, ha vissuto anche a Parigi lavorando come corrispondente dell’editore Mermod.

Nel 1953 pubblica la sua prima raccolta di poesie  dal titolo “L’Effraie” alla quale seguiranno le raccolte “Il barbagianni”, “L’ignorante”, “Alla luce d’inverno”. Autore anche di innumerevoli lavori di critica letteraria tra cui uno studio su Jean-Pierre Lemaire in “Jean-Pierre Lemaire: Les Marges du jour”. Ha tradotto anche Ungaretti, Rilke, Ossip Mandelstam.

Il 17 marzo uscirà in Italia una sua opera in prosa dal titolo “Passeggiata sotto gli alberi”, nella traduzione di Cristian Rossatti, con la prefazione di Fabio Pusterla che ha curato molte sue opere.

Jaccottet, che nei suoi lavori letterari interroga sovente la natura e la morte, in questo ultimo lavoro “svela la rara intensità di mettersi in cammino, regolare il ritmo del passo e del respiro, avanzare nel bosco, su un terreno malcerto”. “Respiro solo dimenticandomi di me”, ha dichiarato Jaccottet rivelando l’essenza della sua poetica.

redazione@corrierenazionale.net


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