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“Crimini di espressione”, arrestato Pablo Hasél: rap contro la monarchia

Estero

Di Carmen Menendéz – Edizione italiana: Cristiano Tassinari 

 
Diritti d’autore  Paul White/Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved.
Il 33enne rapper spagnolo (al secolo Pablo Rivadulla i Durò) – salito alla ribalta per un canzone ritenuta offensiva nei confronti della monarchia spagnola – lunedì si era barricato nel rettorato dell’Università di Lleida, in Catalogna, per evitare di essere arrestato.
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Il momento dell’arresto di Pablo Hasél .AP Photo

Canzoni contro la monarchia

Hasél doveva costituirsi entro venerdì scorso, dopo la condanna a nove mesi di carcere per aver scritto canzoni che, secondo il tribunale che lo ha giudicato colpevole, rappresentano un insulto alla Corona e apologia di terrorismo.

 

Con un blitz all’alba di martedì, le forze di sicurezza hanno arrestato Hasél: hanno utilizzato decine di agenti di polizia e una ventina di furgoni.

“Libertà per Pablo Hasél!”, ha gridato una cinquantina di sostentori del rapper, mentre è stato tratto in arresto dalla polizia.

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Le proteste di amici e sostenitori di Hasél all’arrivo della polizia.AP Photo

Almodóvar e Bardem appoggiano Hasél

Il mondo culturale spagnolo e catalano è dalla parte di Hasél.
Più di 200 artisti, tra cui il regista Pedro Almodóvar, l’attore Javier Bardem e il cantante catalano Joan Manuel Serrat, hanno firmato una petizione contro l’arresto di Hasél.
Anche Amnesty International ha dichiarato che si tratta di una pena eccessiva per Hasél.

Oltre agli attacchi alla monarchia, i tweet e i testi del musicista accusano la polizia di torturare e uccidere manifestanti e migranti.
Già nel 2014, Hasél era stato condannato a due anni di carcere, allora per incitamento al terrorismo. E, in seguito, nel 2017 e 2018, era stato denunciato per altri due episodi: nel primo caso per resistenza a pubblico ufficiale, nel secondo caso per violazione di domicilio.

 
Joan Mateu/Joan Mateu Parra
Un momento del blitz: un poliziotto scavalca le barricate all’Università di Lleida.Joan Mateu/Joan Mateu Parra

Il caso-Valtònyc

Ma Pablo Hasél non è il primo artista a finire nei guai con la legge spagnola.
Nel 2018 un altro rapper, noto come Valtònyc, fu condannato a tre anni e mezzo di carcere, ma fuggì in Belgio, dove un tribunale decise di non estradarlo.

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Il rapper Valtònyc: ora vive in Belgio, per sfuggire alla giustizia spagnola.AP Photo

“Crimini di espressione”: alleati di governo diviso

Il governo spagnolo, guidato dal socialista Pedro Sanchèz, sembra non avere intenzione d ridurre la pena per i cosiddetti “crimini di espressione” nei casi che coinvolgono attività artistiche e culturali. Mentre l’alleato di governo Pablo Iglesias, di Unidos Podemos, ha chiesto la grazia per Pablo Hasél.


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