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La cerimonia della casa sacra di Kangaba

Estero

Di Soumalia Diawara

Ogni sette anni, nel villaggio di Kangaba, nel sud-ovest del Mali, si svolge la cerimonia di rifacimento del tetto della casa Kamablon (letteralmente “casa dei discorsi”).

La casa (una tipica capanna con il tetto in paglia) fu costruita nel 1653, dal diametro di 4 metri e alta 5 metri, rappresenta ancora oggi un simbolo dell’antico Impero del Mali e della dinastia reale dei Keita.

Da secoli ogni sette anni la capanna viene restaurata ed in particolare viene sostituito il suo tetto. Ad organizzare la cerimonia sono i membri del clan Keita, discendenti del fondatore dell’Impero del Mali, Sundiata Keita, e i griots, conservatori e testimoni delle tradizioni orali dell’Africa Occidentale.

La cerimonia rappresenta il momento in cui, oltre a rievocare e far rivivere le antiche tradizioni, si cerca di risolvere conflitti sociali e dispute in corso e allo stesso tempo di predire (e sotto certi versi indirizzare) gli eventi del prossimo ciclo di 7 anni.

Cerimonia alla casa sacra di Kangaba

“Da secoli ogni sette anni la capanna viene restaurata ed in particolare viene sostituito il suo tetto. Ad organizzare la cerimonia sono i membri del clan Keita e i griots”

La cerimonia, che dura 5 giorni, rappresenta anche un passaggio di testimone, in cui giovani ventenni eseguono i lavori di rifacimento del tetto, sotto l’attenta e vigile supervisione degli anziani, che approfittano dell’occasione per impartire conoscenze e valori simbolici di ogni azione.

Soumaila Diawara durante la cerimonia alla casa sacra di Kangaba

Nel 2009 la cerimonia è stata inserita all’interno della Lista dei Patrimoni Immateriali dell’UNESCO con il fine di conservare un rituale secolare, che senza un sostegno forte della comunità internazionale, rischiava di perdersi per sempre.

Soumalia Diawara for Progetto Radici Roma

Fonte Daniela Piesco

redazione@corrierenazionale.net


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