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Adriano Pistilli: “A Napoli servono discariche!”

Ambiente & Salute

Lo scarico controllato dei rifiuti rappresenta l’ultima fase del loro definitivo smaltimento.

Le discariche si dividono in tre tipologie: discariche per i rifiuti inerti, discariche per rifiuti non pericolosi e discariche per rifiuti pericolosi.

Una discarica ben costruita e gestita è un sistema sicuro di gestione dei rifiuti anche se genera proteste e rivolte da parte delle popolazioni residenti nonostante la progressiva riduzione della frazione biodegradabile dei rifiuti smaltiti abbia diminuito drasticamente la quantità e migliorato la qualità delle emissioni odorigene.  

Una discarica non va costruita nelle vicinanze di punti di approvvigionamento di acque destinate ad uso potabile, in presenza di falde idriche importanti non protette, instabilità ed eccessiva permeabilità delle rocce, vicinanza a nuclei abitati e aree agricole di particolare pregio, vincoli paesaggistici, culturali, geologici ecc.

Una discarica, dal punto di vista morfologico, può essere in rilevato, in aree depresse, in valle, in pendio e in caverna; in tutti questi casi dovrà essere garantita un efficace sistema di impermeabilizzazioni, la captazione del percolato e del biogas e un controllo periodico delle matrici ambientali circostanti.

Dopo la chiusura è possibile valorizzare le discariche mitigando i futuri rischi ambientali e sanitari, recuperando volumetrie residue e evitando significativi costi di messa in sicurezza e bonifica. Innanzitutto vanno recuperati i materiali potenzialmente riciclabili e i detriti edili, dalla frazione secca è possibile produrre un gas sintetico e un residuo vetrificato attraverso un processo di termovalorizzazione mentre dalla frazione fine è possibile produrre sabbia da utilizzare come aggregato nel settore delle costruzioni. Dopo il livellamento e la risagomatura va realizzato il capping: vari strati di HDPE, drenante, geocomposto, stabilizzato, terreno vegetale/compost e alberi. Alla fine sarà un parco.

Napoli non ha nessuna discarica disponibile: sarebbe necessaria la costruzione di tre discariche, una per ogni tipologia esistente.

Da alcuni anni si è espressa l’intenzione di costruire due discariche dal costo complessivo di 33 milioni di euro.

La prima, Cava Zara, accessibile da Via Cinque Cercole, dal costo di 11 milioni di euro, al confine tra Napoli e Marano, nel parco delle colline di Napoli. Cava Zara ha una disponibilità di 800.000 metri cubi in grado di ospitare 797 mila tonnellate di frazione umida tritovagliata stabilizzata per un periodo di 5 anni, secondo le stime fatte dai tecnici della Regione Campania. Essa sarebbe più grande rispetto alla Cava del Poligono chiusa nel 2011, che arrivò a contenere 590 mila tonnellate ma progettata per ospitare 700 mila tonnellate di rifiuti.

La seconda, cava di Masseria Monticelli, da 22 milioni di euro, a Giugliano, in provincia di Napoli.

Adriano Pistilli

Responsabile Tecnico Gestione Rifiuti, esperto di Diritto Ambientale


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