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Donne dell’Arabia Saudita -Anno 2020

Arte, Cultura & Società


Connessioni a cura di Valeria De Carlo


In Arabia Saudita la società è caratterizzata da alcuni elementi che possono essere, anzi certamente sono, un vero e proprio shock culturale.
Si scopre da vicino, vivendo in questo posto così complesso e, a volte, poco chiaro, che la condizione delle donne è molto variegata. In realtà questo non è un fatto nuovo perché più una società è giovane e complessa allo stesso tempo, più sono le difficoltà che si intravedono prima di ottenere una certa stabilità.
Tuttavia, negli ultimi anni, o almeno da quando io vivo in Arabia Saudita, la presenza delle donne e il loro valore all’interno della società saudita hanno acquisito un sapore nuovo e per lo più, ormai, indiscusso.
Non è un caso parlare di donne, ancora di più, in questi giorni.
Nella retrocopertina del libro di Michela Murgia “Stai zitta” troviamo proprio questa frase:” Di tutte le cose che le donne possono fare al mondo, parlare è ancora considerata la più sovversiva.”
Le donne dell’Arabia Saudita, ad onor del vero molte donne saudite, forse hanno parlato poco ma hanno agito negli anni, in silenzio.
Senza andare troppo indietro o concentrami sulle attiviste mi sono soffermata sulle note biografiche di alcune donne che si sono distinte durante il 2020, anno da poco conclusosi, e che hanno avuto una parte attiva e di leadership in Arabia Saudita.
La prima che vorrei far conoscere al lettore attento e curioso è la principessa Haifa Al Mogrin che si è laureata in Economia alla King Saud University di Riad. Ha poi seguito e conseguito nel 2007 un master in Scienze economiche con specializzazione nell’area del Medio Oriente presso la SOAS dell’Università di Londra. Poco più un anno fa, nel gennaio 2020, è stata nominata rappresentante permanente dell’Arabia Saudita presso l’ONU.
Nel campo dell’economia si distingue Sarah Al Suhaimi che è la prima donna saudita a presiedere la borsa valori dell’Arabia Saudita (la più grande borsa valori del Medio Oriente). S. Al Suhaimi sta conducendo sforzi globali per collegare ulteriormente i mercati dei capitali sauditi con il sistema mondiale, in linea con la Vision 2030. È anche CEO e Board Director di NCB Capital, il braccio di investimento della National Commercial Bank, la più grande banca dell’Arabia Saudita. Durante i suoi primi quattro anni alla guida di NCB Capital, il patrimonio gestito è più che raddoppiato e la quota di mercato è cresciuta nell’intermediazione e nella finanza aziendale. La signora Al-Suhaimi è stata in precedenza Chief Investment Officer presso Jadwa Investment, una delle principali boutique indipendenti di asset management, di cui è entrata a far parte nel 2007 come responsabile della gestione del portafoglio. Ha iniziato la sua carriera di investitore nella divisione asset management di Samba, dove è passata a diventare Senior Portfolio Manager, co-gestendo 12 miliardi di dollari in azioni locali. Nel 2017, la signora Al-Suhaimi è stata nominata una delle “50 persone da tenere d’occhio” da Bloomberg Businessweek e va detto che ha sempre respirato un’aria culturalmente motivante visto che Suo padre era Jammaz Al-Suhaimi, un ex presidente della Capital Markets Authority dell’Arabia Saudita tra il 2004-2006 ed ex presidente della Gulf Bank. La signora Al-Suhaimi si è laureata con il massimo dei voti alla facoltà di economia presso la King Saud University e ha completato il programma di gestione generale presso la Harvard Business School nel 2015.
Nel settore scientifico Hayat Sindy ha il primato di essere la prima donna saudita scienziato e ambasciatrice dell’Unesco nell’area della scienza e della tecnica. Conta il primato come donna che ha conseguito un dottorato in biotecnologia all’Università di Cambridge ma, soprattutto, è la prima donna nominata membro del Consiglio della Shura dell’Arabia Saudita. È molto conosciuta e riconosciuta per il suo impegno filantropico grazie al fatto che è fondatrice di “Diagnostic for all” che distribuisce macchinari e dispositivi diagnostici nelle regioni sottosviluppate del Mondo.
Infine mi ha affascinato la storia di Hanan Balkhy che è stata la prima dottoressa saudita a lavorare in una posizione prestigiosa presso l’Organizzazione Mondiale della Sanità. È stata nominata Direttore generale per la resistenza antimicrobica presso l’OMS ed è considerata una degli scienziati più famosi nel Regno, nel Medio Oriente e forse nel mondo oggi, nel campo del controllo delle infezioni e malattie infettive. È stata scelta dall’Organizzazione mondiale della sanità come vicedirettore per la resistenza agli antibiotici, grazie ai suoi sforzi e risultati nel campo delle malattie infettive e delle epidemie. Ha anche contribuito a molte ricerche, in particolare su SARS, influenza aviaria e suina e Corona.
Spesso ricordiamo la data dell’otto marzo per mettere a fuoco ciò che non va, ciò che le donne non hanno raggiunto, ancora, ciò che ci discrimina. È fondamentale farlo senza cadere nella trappola dell’ipocrisia, è importante farlo senza mezzi termini.
È poi, altrettanto importante, fare luce, sempre, sui traguardi raggiunti, enunciarli a voce alta.
Scrivere di Arabia Saudita, in questo caso e in questo giorno, scrivere di “donne dell’Arabia Saudita” vuol dire anche fare luce sulle capacità di donne che, rinomatamente fino a qualche anno fa, non avevano neanche il diritto di guidare.

Haifa Al Mogrin
Sarah Al Suhaimi
Hayat Sindy
Hanan Balkhy

Valeria De Carlo corrispondente progetto Radici Arabia Saudita

Redazione@progetto-radici.it


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