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Aggiornamenti in ambito di Riscossione fiscale: cambiamenti in arrivo

Economia e Finanza

La riscossione fiscale si avvia ad un cambiamento drastico per cercare di alleggerire il carico sull’Agenzia della riscossione e garantire una maggiore certezza del diritto. Notizia riportata sulle pagine del  Sole 24 ore del 7 Marzo. L’obiettivo è tenero nel limbo i ruoli fiscali per un massimo di cinque anni. L’ipotesi è di far diventare inesigibili i ruoli che non vengano trasformati in incassi nell’arco di 5 anni.

Sarebbe questa l’ipotesi che bolle in pentola da annoverare nel prossimo decreto sostegni . Il tutto sarà discusso nel consiglio dei ministri di questa settimana. Un’idea ambiziosa che mette subito al lavoro il  nuovo esecutivo che dalla sua cabina di regia cerca di snellire e rendere meno macchinoso il sistema tributario. Infatti, il problema delle cartelle inesigibili e non riscosse appesantisce il bilancio statale, si pensi che si tengono in vita le cartelle esattoriali del 2000 fino al 2039 per evitare drastici impatti sulle voci di bilancio. Si tratterebbe nel complesso di una riforma strutturale del sistema che vedrebbe decadere in automatico le cartelle esattoriali decorsi cinque anni senza oneri amministrativi a carico degli stessi enti creditori.

Il tutto presenta delle eccezioni

Nell’ambito della decadenza delle cartelle restano escluse dalla riforma le quote per le quali sono ancora pendenti procedure esecutive e concorsuali. In tali situazioni il discarico si produce a partire dal 31 dicembre del quinto anno successivo alla conclusione della procedura. Ad essi si aggiungono le esclusioni delle situazioni ove, nei cinque anni di tempo a disposizione del fisco per la riscossione, siano intervenuti accordi di strutturazione o previdenziali o di transazione fiscale. In questi specifici casi il discarico avverrebbe alla decadenza o revoca del beneficio o del provvedimento in essere.

Anticipazioni Decreto sostegni

Tali cambiamenti si inseriscono nell’ambito del nuovo decreto sostegni che si prepara a sostituire il vecchio decreto ristori. Il nuovo provvedimento cambierà il modo le modalità di attribuzione degli aiuti superando la logica dei codici ATECO e verranno presi in considerazione quei soggetti che hanno subito un calo del fatturato del 33% su base annua e non più mensile confrontando il 2019 e il 2020. A ciò si prevede di aggiungere per i contribuenti debitori una proroga delle scadenze per i pagamenti dal 28 febbraio al 30 aprile.

Inoltre, sempre per i soggetti che presentano (processo che verrà avviato attraverso un’autodichiarazione dei contribuenti) un calo del fatturato del 33% un processo di rottamazione ad hoc che permetterà loro di definire in via agevolata le somme dovute a seguito di controllo automatizzato per le dichiarazioni relative ai periodi 2017-2018.

Resta adesso attendere la pubblicazione definitiva del decreto per conoscere il dettaglio dei soggetti e delle modalità applicative.

Di Luca Antonio Esposito


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