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Come recuperare la storia

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Apostolos Apostolou
Qual è l’ironia delle cose oggi? L’ironia delle cose è tale che potremmo essere forse noi, un giorno, a dover salvare la memoria storica del nazismo o dei gulag. Il potere stesso si fonda in gran parte sull’insulto all’intelligenza e alla ragione. Le tattiche di dissimulazione sono le opere dei governi. E tutti sappiamo che oggi ci governano in termini di aperto ricatto. Infatti, che cosa è successo con la storia? La storia ha fornito il meccanismo che produce recuperi. Tempo fa si parlava del silenzio delle masse, oggi le masse agiscono. Anni fa le masse recitavano meravigliosamente la parte della loro servitù volontaria, oggi le masse lavorano sul recupero della storia. José Ortega y Gasset scriveva: «L’arazzo della storia che sembra così pieno di tragedie sul lato anteriore ha innumerevoli scene comiche tessute sul rovescio. In verità, la tragedia e la commedia sono le maschere gemelle della storia.» Infine la storia è una strategia di recupero. Ecco un esempio:
Elementi della funzione di ordine fra Cristianesimo, Comunismo, e Freudismo. Quando i profeti diventano eroi intellettuali.
Cristianesimo Comunismo Freudismo
Popolo eletto Proletariato Psicanalizzati
Profeti Marx-Engels Freud
Apostoli V.Lenin Jung, Alder, Rank. ecc
Chiesa Cristiana Partito Comunista Associazione Psicoanalitica Internazionale
Preti Segretari Generali Analisti
Predicatori Istruttori Consiglio dei sette Anelli (1914)
Parrocchia Federazioni Organizzazioni Locali
Santo Sinodo Comitato Centrale Convegni
Eretici Revisionisti M. Klein ecc
Scisma delle Chiese Scisma fra Russia-Cina Corrente Radicale (Reich-From)
Chiese Autocefale Partiti Comunisti Nuovo Freudismo
La storia è una grande narrazione per la moltitudine. Gli intellettuali sono fedeli alla filosofia di Hegel, quando diceva: “Troviamo nella vita, in sé stessa mobile, di ciò che è morto”. Il morto oggi è la moltitudine con cui parlano con grande enfasi gli intellettuali. Tornano al passato. Il termine “moltitudine” (dalla posizione hobbesiana quando parla di “rex est populus”, alla tradizione marxista quando riferisce alle masse dicendo: “sono le masse che fanno la storia” e naturalmente la filosofia spinoziana) diventa la trappola della liberazione politica. La moltitudine ha un destino di compiacenza. Gli intellettuali parlano di massa ed economia, di massa e politica, di massa e società e non riescono a vedere il destino di compiacenza di moltitudine. Non vedono il carattere di anti-individualismo che esprime la moltitudine (o le masse).
Toni Negri afferma che: “la moltitudine non è più una condizione negativa ma la premessa positiva del costituirsi del diritto. L’argomento scettico che nega il diritto irridendo alla verità dei molti, è perfettamente rovesciato: questo diritto è tale non perché forza dei più, ma perché costituzione dei più. I più, proprio a partire dalla naturale inimicizia che ne forma i comportamenti, cominciano a costituire corpo politico e giuridico. È una fisica politica quella che a partire da questo punto si concentra e si sviluppa. La teoria del contratto sociale, già proposta nel Trattato teologico-politico a fronte di eguali difficoltà, non ha più alcuno spazio dentro la definizione di questo antagonismo progressivo. La fisica si sostituisce a qualsiasi ipotesi volontaristica. Se la società inerisce all’essere, essa è costituita dall’essere nell’essere: nessun marchingegno può sostituirsi al meccanismo, duplice ma identico, della dislocazione ontologica e della costituzione collettiva della potenza, sull’orizzonte fisico, materiale del mondo”
Platone scrisse che la moltitudine è un far – desiderare. Cioè, secondo Platone, la moltitudine è sempre indotta da una sorta di meccanismo del desiderio è un far-agire. (πλήθος ενέτεκον Politico 560b) Non è solo un desiderio, non solo un voglio perché il desiderio, stesso è mediato da modelli della volontà, da un far – volere della persuasione. (εκπεσουσών επιθυμιών Politico 560b). Non ha capito Tucidide quando sostiene la differenza fra moltitudine e popolo. Il popolo secondo Tucidide si rivolta sempre contro il potere politico (το εναντιούμενον τω δυναστεύεοντι δήμος ωνομάσαι. Tyrannis enim sempre infesti sumus; quicquid autem tyranis adversatur, populus nominatur. LIB .VI, 89 -91) mentre per la moltitudine non c’è decisione finale. Qualunque decisione (della massa o della moltitudine) è seriale, è parziale, è frammentaria.
L’ironia delle cose è che siamo un recupero generale. Anche la nostra civiltà che si chiama post-industriale, la nostra politica che si chiama post-comunista, le nostre scienze che si chiamano post-strutturalistiche, la nostra architettura che si chiama post-moderna, cosi come la nostra arte, la nostra filosofia, il nostro stile di vita, tutti sono recuperi del passato. Il XIX secolo ha lanciato la moda degli ismi. Tutti ricordiamo: materialismo, empirismo, idealismo, nichilismo, positivismo, determinismo, pluralismo, liberalismo, socialismo, anarchismo, nazionalismo, ecc. La nostra epoca con il prefisso post testimonia anche il cambiamento di atteggiamento nei confronti della storia attualmente in coeso. Ma gli ismi del passato e i post della nostra epoca rivelano una crisi delle autorità in ogni campo. Il recupero della storia è sempre qui. Il faticoso recupero, secondo Nietzsche, è il nichilismo e insieme il destino della storia.


Apostolos Apostolou. Scrittore eProfessore di Filosofia.

Correspondent Projet Radici Athens Greece

Redazione@progetto-radici.it


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