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Notte stellata a Dakar

Arte, Cultura & SocietΓ 

Di Daniela Piesco

Vice Direttore www.progetto-radici.it

β€œπ‹πš 𝐍𝐨𝐭𝐭𝐞 π’π­πžπ₯π₯πšπ­πšβ€ (1889) descrive, chiaramente con una sua chiave interpretativa interiore, la vista notturna che Vincent Van Gogh aveva dalla sua camera dell’ospedale psichiatrico in cui era ricoverato a Saint-RΓ©my-de-Provence (Francia).

Nella composizione del quadro il cielo riempie piΓΉ della metΓ  dello spazio della tela, mentre il resto Γ¨ occupato dal borgo e dalle colline che lo circondano. Il cielo Γ¨ denso di nuvole che si muovono vorticosamente, stelle lucenti ed una luminosa luna crescente. E’ evidente un grande contrasto tra il caos del cielo e la quiete del villaggio che rappresenta anche il 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐬𝐭𝐨 𝐒𝐧𝐭𝐞𝐫𝐒𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞π₯ 𝐩𝐒𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞.

Questa forte opposizione emotiva riesce a vivere in me fino a trasfigurarsi , nel ricordo di un paese che ,per anni Γ¨ stato terra di pace e che oggi Γ¨ fortemente colpito da turbamenti .

Ricordo la quiete di un villaggio, il modo di vivere sociale , le tradizioni e la sensibilitΓ  comune della gente ,segnata a fondo da LΓ©opold SΓ©dar Senghor, grande poeta e primo presidente del Senegal indipendente, cattolico in un Paese musulmano che era bello e povero.

E il suo emblema era quello del baobab.

Ricordo l’isola di GorΓ©e, patrimonio dell’umanitΓ , dove fino al 1848 furono ammassati per tre secoli milioni di neri, strappati alle terre d’origine per essere trasportati da schiavi nelle Americhe.

Ricordo La Maison des Esclaves ,un museo dell’orrore: piccoli ambienti a volte senza aperture, in cui povera gente veniva divisa per etΓ , sesso e persino per peso, segregata e torturata, collocata in centinaia in uno stesso vano per giorni, per settimane, per mesi, prima di essere imbarcata per un viaggio senza ritorno, passando per un angusto corridoio affacciato alla scogliera atlantica.

Ricordo di aver imparato che il popolo senegalese possiede uno spirito sapienziale,che Γ¨ mite, accogliente.

Allo stesso tempo ricordo la miseria disarmante.

La capitale, Dakar, Γ¨ una metropoli bella e caotica, ma nel cuore dei villaggi dove scarseggia l’acqua, aperti alla campagna rossa e arsa, ci si imbatte di frequente in frotte di bambini abbandonati a se stessi, scalzi, laceri, in cerca di elemosina.

Sono i TalibΓ©, creature di cui spesso neppure si conoscono nome, data di nascita, provenienza.

Vengono affidati ai Marabout, autoproclamati santoni che promettono di assumersi la loro cura educativa. In realtΓ  il piΓΉ delle volte i bambini sono ridotti all’accattonaggio.

Ma la miseria imperante nel continente nero, si Γ¨ sempre accompagna ad una grande serenitΓ , alla gioia del vivere quotidiano, alla cordialitΓ , all’amicizia.

In questo clima il dialogo interreligioso Γ¨ stato sempre profondo, concreto, vitale.

I cimiteri sono comuni, come quello di Joal Fadiouth:su di un isolotto quasi interamente ricoperto di conchiglie, nella luce indimenticabile dei tramonti africani, brillano le croci dei cristiani e le mezzelune delle tombe musulmane, unite nel comune viaggio verso l’infinito.

Un paese in cui ciascuno non ha fatto altro che che augurare al suo simile, inteso come appartenente all’unica razza esistente ,ossia quella umana ,la pace .

Non ricordo le nuvole iniziare a terrorizzare il cielo eppure nulla accade per caso ,come l’eliminazione degli oppositori politici dalla corsa alle elezioni presidenziali nell’unico paese a non aver mai subito un colpo di Stato.

E il popolo mite e disperato che soffre e non c’è la fa piΓΉ a sopravvivere si riversa , improvvisamente,nelle strade per affermare il proprio dissenso .

E i bambini e i ragazzi poco piΓΉ che quindicenni, che cadono sotto i proiettili di Macky Sall sono gli stessi che avrebbero deciso di morire nel Mediterraneo.


Come in quella notte stellata dove l’ oscuritΓ  del cielo lotta per superare la malattia mentale .

Ma qui non ci sono luci nelle abitazioni a trasmettere un senso di speranza.

E il mare aperto,fumo della morte , dona il ricordo di quel campanile che aleggia come la nostalgia verso la terra natia forse senso perduto di grandezza e allo stesso tempo di isolamento e solitudine.

Sempre quel mare dona la contrapposizione tra naturale e innaturale, tra sogno e realtΓ .

β€œπΈπ‘”π‘™π‘– 𝑓𝑒𝑐𝑒 π‘Žπ‘›π‘π‘œπ‘Ÿπ‘Ž 𝑒𝑛 π‘Žπ‘™π‘‘π‘Ÿπ‘œ π‘ π‘œπ‘”π‘›π‘œ 𝑒 π‘™π‘œ π‘›π‘Žπ‘Ÿπ‘Ÿπ‘œΜ€ π‘Žπ‘™ π‘π‘Žπ‘‘π‘Ÿπ‘’ 𝑒 π‘Žπ‘– π‘“π‘Ÿπ‘Žπ‘‘π‘’π‘™π‘™π‘– 𝑒 𝑑𝑖𝑠𝑠𝑒: π»π‘œ π‘“π‘Žπ‘‘π‘‘π‘œ π‘Žπ‘›π‘π‘œπ‘Ÿπ‘Ž 𝑒𝑛 π‘ π‘œπ‘”π‘›π‘œ, 𝑠𝑒𝑛𝑑𝑖𝑑𝑒: 𝑖𝑙 π‘ π‘œπ‘™π‘’, π‘™π‘Ž π‘™π‘’π‘›π‘Ž 𝑒 𝑒𝑛𝑑𝑖𝑐𝑖 𝑠𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑠𝑖 π‘π‘Ÿπ‘œπ‘ π‘‘π‘Ÿπ‘Žπ‘£π‘Žπ‘›π‘œ π‘‘π‘Žπ‘£π‘Žπ‘›π‘‘π‘– π‘Ž π‘šπ‘’β€

GENESI 37;9

Van Gogh desiderava che un giorno, dopo la guarigione, la sua famiglia si potesse rivolgere a lui come un’autoritΓ , ricredendosi sui dubbi espressi dai suoi cari sulla carriera che aveva intrapreso .

Meno il fratello.

Ecco almeno i fratelli..

Daniela Piesco
Vice Direttore

Www.progetto-radici.it


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