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La soluzione contro il Covid nasce sotto un cavolo, nel vero senso

Ambiente & Salute

Di Erasmo Venosi

Una grandissima speranza! In vitro funziona. Metti insieme l’eccellenza scientifica italiana e il cavolo e ottieni un farmaco capace di sconfiggere questo coronavirus che sta distruggendo esistenze ed economie. Un composto dalla sigla strana I3C (indolo 3 carbinolo) presente nel broccolo, nel cavolo, nei cavolini di Bruxelles e usato anche come integratore alimentare riesce inibire, bloccare la moltiplicazione e l’uscita del coronavirus dalla cellula infettata.

I3C è oggetto di ricerca biomedica per verificarne l’effetto antiossidante e anticancerogeno.  Questo potenziale farmaco naturale inibisce gli enzimi, che sono proteine di cui si serve il coronavirus per uscire dalla cellula infettata. Questi enzimi si chiamano E3-ubiquitin ligasi regolano sia la stabilità chimico/fisica (omeostasi) degli esseri viventi che il ciclo cellulare e anche le vie di riparazione del DNA. La scoperta italiana  come lavoro sulla rivista scientifica internazionale Cell Death & Disease pubblicata mensilmente da Nature.

Lo studio è stato coordinato da un autorevolissimo genetista di Tor Vergata Novelli e da Pandolfi dell’Università di Torino. Hanno collaborato l’Ospedale Bambino Gesù di Roma, Istituto Spallanzani di Roma, l’Università San Raffaele di Roma e diverse Istituzioni USA (HarvardYaleRockfeller, NIHMount Sinai, Boston Univ), canadesi (Univ of Toronto) e francesi (INSERM Parigi, Hôpital Avicenne).

E’ una potenziale arma contro il coronavirus che ha dimostrato di funzionare in vitro, ma richiede approfondimenti, sperimentazioni e verifiche. I3C ovvero Indolo 3 Carbinolo è attualmente venduto come integratore alimentare. Questo prodotto naturale fu scoperto nel 1998 da ricercatori della Berkeley University in California. La ricerca è stata pubblicata con il titolo “Inibizione delle ligasi HECT E3 come potenziale terapia per COVID-19”.

Gli stessi Autori scrivono nella ricerca che a oggi ci sono almeno 24 trattamenti farmacologici per la malattia. Tuttavia, la maggior parte è ancora nelle prime fasi della ricerca. L’attenzione è rivolta allo sviluppo di vaccini nuovi e riposizionati, anticorpi monoclonali e farmaci. L’altra possibilità di trattamento prevede la somministrazione passiva di anticorpi tramite la trasfusione del plasma di pazienti guariti da covid 19.. Diversi farmaci riutilizzati sono stati testati con risultati deludenti e molti altri promettenti sono in fase di sperimentazione clinica.  Tuttavia, a oggi non esiste un farmaco specifico efficace contro covid-19.

Gli enzimi usati dal coronavirus per replicare e uscire dalla cellula sono presenti con livelli elevati nei polmoni e in generale nei tessuti infetti dei pazienti Covid. La ricerca ha verificato l’esistenza di alterazioni nei geni che codificano le proteine usate come un taxi dal coronavirus per uscire dalla cellula ma anche per replicarsi. Evidente che la scoperta apre possibilità enormi per molti che non possono assumere vaccini.

Erasmo Venosi, astrofisico, già docente Uni Sapienza


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