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I vaccini tra gli allarmi dei negativisti e le speranze della scienza

Politica

Qualche giorno fa su questo giornale è stata pubblicata una strana diffida a firma del dottor Pasquale Bacco e del dr. Angelo Giorgianni, rispettivamente segretario generale e presidente dell’associazione l’Eretico, con la quale richiamavano il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio dei Ministri, i Presidenti delle Camere, il Ministro della Salute, il Ministro del Lavoro e il Ministro delle Infrastrutture a non emanare e/o a non approvare il decreto legge Draghi che prevede lo spostamento, il demansionamento e la sospensione della retribuzione per gli operatori sanitari che si rifiutino di vaccinarsi.

https://www.corrierenazionale.net/2021/04/01/esclusiva-diffida-al-presidente-della-repubblica-governo-e-parlamento/
(si apre in una nuova scheda)

Inoltre criticavano l’intenzione del Governo di accogliere la proposta della Presidente della Commissione Europea di istituire il PASSAPORTO SANITARIO per facilitare la mobilità in sicurezza tra i vari Stati. Da sottolineare che i due rappresentanti dell’associazione l’Eretico sono gli autori del libro “Strage di Stato” dal contenuto giudicato delirante (Giuliano Ferrara), con il quale teorizzano strane tesi che vanno dalla negazione dell’epidemia virale alla definizione dei vaccini come acqua di fogna, il tutto quale risultato di un immaginario complotto ordito dai perfidi giudei per conquistare il dominio del mondo.

Le tesi sono spiegate sia sotto il profilo scientifico sia sotto il profilo giuridico.

Sotto il primo profilo (scientifico) sostengono che i vaccini utilizzati in Europa non potrebbero sortire effetto alcuno, in quanto sviluppati in tempi brevissimi, mentre il loro sviluppo non potrebbe avvenire se non nel tempo di dieci/quindici anni A supporto di questa tesi citano alcuni articoli pubblicati in riviste scientifiche, come THE LANCET, secondo cui “Lo sviluppo dei vaccini è, tipicamente, un lungo gioco…In media, occorrono 10 anni per sviluppare un vaccino”. Donde si evincerebbe che i vaccini sarebbero utilizzati incautamente, ponendo in “serio pericolo l’incolumità e l’integrità fisica dei soggetti ai quali i vaccini vengono somministrati”. Ma soprattutto non si conoscono le reazioni che possono manifestarsi anche a distanza di anni. Dunque, i vaccini utilizzati non solo non garantiscono l’immunità proclamata, ma addirittura potrebbero produrre, in futuro, gravissimi danni nelle popolazioni dei vaccinati. Il rischio, dunque, non vale la candela. Anche perché, sempre secondo i due illustri autori della diffida, i numeri dei casi di contagio da Covid nel mondo (ad oggi circa 123.000.000) e di decessi (ad oggi circa 3.000.000) non possono considerarsi così allarmanti da giustificare la somministrazione di vaccini prodotti con una velocità ingiustificata. D’altronde, i decessi, sempre nel mondo, sarebbero pari al 2,2% con conseguente 97,8% di coloro o che non si ammalano o che, se si ammalano, guariscono.

Ebbene, non essendo io in grado di confutare, sotto il profilo scientifico, tali tesi, osservo solo che i vaccini in questione sono somministrati in tutto il mondo sotto la costante vigilanza di scienziati di fama internazionale che seguono quotidianamente le reazioni delle popolazioni alle quali sono somministrati. E, dunque, bisogna riporre fiducia nella scienza che, invece, ne raccomanda la somministrazione di massa.

Sotto il profilo giuridico, per quanto riguarda l’Italia, i provvedimenti normativi che ne regolano la diffusione e la somministrazione sono in linea con la Costituzione che consente, con apposite norme, limitazioni dell’esercizio dei diritti di libertà e di circolazioni in situazioni emergenziali. Da sottolineare che la nostra Costituzione consente l’esercizio dei diritti nel rispetto delle reciproche libertà. E il diritto alla salute è un diritto fondamentale sia per i singoli sia per la collettività di cui fanno parte. E’ in questa ottica, oltre che nella necessità di non bloccare i traffici commerciali, che va considerata l’istituzione del passaporto sanitario che, dunque, va accolto con favore da parte di tutti noi. Come da accogliere con favore è anche l’obbligo vaccinale per il personale sanitario il cui dovere è di adoperarsi per la cura degli ammalati, la cui salute può essere gravemente compromessa dalla presenza di personale non vaccinato.

In conclusione, le questioni poste dai due autori della diffida sono serie; se fossero fondate, gli interventi dei Governi di tutti i Paesi interessati dall’epidemia sarebbero da considerare irresponsabili ed equivoci, quasi una correità con gli immaginari complottisti mondiali.

I provvedimenti limitativi delle libertà civiche sono tanto gravi da richiedere l’accettazione da parte dei destinatari. I cittadini, nella stragrande maggioranza, accettano le limitazioni normative perché hanno fiducia nelle istituzioni. Il Governo e il Parlamento si sono orientati nel modo che sappiamo perché la scienza ufficiale, quella europea e quella mondiale, esprime orientamenti diversi da quelli prospettati dai due illustri autori della diffida. Aggiungo solo che il Governo ha il dovere di provvedere, altrimenti cadrebbe nella responsabilità per omissione, che non è solo politica. E’ responsabilità morale e giuridica!

D’altra parte la storia delle epidemie ci dice che solo grazie ai vaccini siamo riusciti a bloccare molte malattie contagiose, tra le quali ricordo il colera, il morbillo, il tetano e la difterite. Ma le posizioni negativistiche contribuiscono a minare la fiducia nella scienza e nelle istituzioni.

Infine, è da ritenere scorretto l’utilizzo della diffida che è, piuttosto, lo strumento adottato dall’Autorità per imporre o vietare certi comportamenti, ma anche utilizzato nella sfera privata per invitare il debitore ad adempiere con la minaccia che, in caso di inadempienza, si adiranno le vie legali (art. 1454 c.c.).

Raffaele Vairo


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