Bassetti: “Calcolare pazienti Covid solo se hanno sintomi”

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Per l’infettivologo è “profondamente sbagliata” l’attuale modalità di calcolo identica alla prima ondata.

© Maria Laura Antonelli / AGF 
– L’infettivologo Matteo Bassetti

AGI – “Chiedo, da clinico infettivologo, che vengano considerati pazienti Covid coloro che presentano criteri clinici, con segni, sintomi della malattia, e che non vengano considerati pazienti Covid quelli che entrano in ospedale per una ragione diversa da polmonite da Covid. Diversamente, continueremo ad arrovellarci nello stesso serpente”. Lo ha detto il direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti, riferendosi al calcolo dei ricoverati che risultano positivi al Covid.

“Ritengo che questa modalità di calcolo, a livello sia della colorazione delle regioni, che della situazione emergenziale, sia profondamente sbagliata” ha aggiunto Bassetti.

“Non possiamo oggi, con l’80% della popolazione vaccinata, usare la modalità di calcolo che usavamo nella seconda e terza ondata – ha spiegato l’infettivologo nel punto stampa serale sulla pandemia -. In un ospedale come il San Martino, dove 3/4 dei ricoverati non hanno sintomi della patologia Covid, ma risultano positivi al virus e sono in ospedale per altre problematiche, non apportano il carico assistenziale dei pazienti della prima, seconda o terza ondata“.

Per questo, sottolinea Bassetti, “poiché quel calcolo era basato sul peso che il Covid apportava agli ospedali, oggi verifichiamo che quel peso è diverso”. 

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