Boris Johnson perde pezzi e ora deve guardarsi da Sunak

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Dopo le dimissioni di cinque fidati consiglieri di BoJo dirigenti di Downing Street dicono che il primo ministro adesso vede Rishi Sunak come un potenziale rivale e che si fida sempre meno.

© Rasid Necati Aslim / Anadolu Agency / AFP
– Il Primo Ministro Inglese Boris Johnson

AGI – Mentre Boris Johnson è costretto a digerire le dimissioni di cinque fidati consiglieri e il malcontento dei suoi deputati, Rishi Sunak, a capo del cruciale dicastero economico, prende le distanze e cerca di distinguersi.

Nel corso di una conferenza stampa, ieri, Sunak ha apertamente criticato il primo ministro per aver usato, nel corso di un dibattito alla Camera dei Comuni, una fake news infamante per attaccare il leader laburista, Keir Starmer.

“Io non avrei mai detto una cosa del genere”, ha dichiarato seccamente.

Sunak ha inoltre speso parole di lode nei confronti di una delle collaboratrici più strette di Johnson, Munira Mirza, che ha dato le dimissioni.

Poche parole, ma dal peso politico enorme. Dirigenti di Downing Street dicono infatti che il primo ministro adesso vede Sunak come un potenziale rivale e che si fida sempre meno.

Il Cancelliere dello Scacchiere è l’unico “big”, fra i ministri, che non ha apertamente e incondizionatamente appoggiato il caotico operato di Johnson degli ultimi giorni.

Nel frattempo ha messo a disposizione 9 miliardi di sterline per aiutare i meno abbienti con l’aumento del costo dell’energia.

Un modo per guadagnare consensi personali in un momento molto critico per le famiglie britanniche che, ad aprile, dovranno fare i conti con l’aumento delle bollette e, in autunno, con un ulteriore rincaro.

Questa settimana, sul Sun di Rupert Murdoch, lo stesso Sunak ha scritto: “Siamo sempre stati il partito del buon guadagno e continueremo a esserlo finché ci sarò io. Questo è l’unico tipo di partito che mi interessa”.

Le sue parole suonano come un’alternativa all’iniziativa di alzare le tasse che Boris Johnson ha dovuto presentare in parlamento lo scorso settembre.

A maggio si terranno le elezioni locali che, per molti, saranno una specie di referendum sulla leadership di Boris.

Nessuno è però sicuro, nella sua stessa cerchia, che Johnson riuscirà ad arrivare fin lì alla guida di Downing Street.

Il suo acerrimo nemico ed ex consigliere speciale, Dominic Cummings, ha twittato che il primo ministro è “finito” e ha aggiunto: “Spingete la sua caduta”, un appello che non sembra essere stato ignorato.

Molti, anche fra i suoi ministri, pare stiano pensando alle dimissioni. Sunak potrebbe essere l’uomo che raccoglie i cocci di un partito dilaniato e che vede il proprio appeal elettorale al tramonto dopo dodici anni al timone del Paese.

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