Mosca e Kiev sull’orlo della guerra. Scholz in missione per scongiurarla

Mondo

Di

Il cancelliere tedesco oggi in Ucraina e domani al Cremlino. L’ambasciatore di Kiev nel Regno Unito, Vadym Prystaiko: “Potremmo rinunciare, soprattutto se veniamo minacciati così, ricattati così e spinti in questa direzione”

© KAY NIETFELD / DPA / DPA PICTURE-ALLIANCE VIA AFP – Il cancelliere tedesco Olaf Scholz in partenza per Kiev e Mosca

Sale la tensione al confine ucraino, il rischio di un’invasione delle truppe russe si fa ogni ora più concreta, malgrado il lavorìo diplomatico internazionale e i colloqui tra leader mondiali. Analisti di vari Paesi raccontano di una situazione di fatto già precipitata, malgrado le rassicurazioni di Mosca circa una non volontà del Cremlino di procedere sulla strada dell’aggressione militare. I mercati mondiali risentono di queste tensioni sempre crescenti, il prezzo del petrolio decolla e stabilisce record sui mercati asiatici.

L’Ucraina potrebbe rinunciare all’obiettivo di entrare nella Nato se ciò può contribuire a evitare una guerra con la Russia. Lo ha dichiarato a Bbc Radio 5 Live l’ambasciatore di Kiev nel Regno Unito, Vadym Prystaiko. Prystaiko ha espresso la disponibilità dell’Ucraina a essere “flessibile”, nonostante l’obiettivo di entrare nella Nato sia inserito nella Costituzione.

A una domanda sulla possibilità che Kiev rinunci alla sua ambizione di far parte dell’Alleanza Atlantica, l’ambasciatore ha risposto: “Potremmo, soprattutto se veniamo minacciati così, ricattati così e spinti in questa direzione”. Una fonte del governo britannico ha spiegato alla Bbc che è “troppo presto” per valutare se la dichiarazione di Prystaiko sia una concessione concreta che potrebbe spingere la Russia ad allentare la tensione.

Intanto, cadono le Borse europee, in mattinata tutte con perdite superiori al 3%, e volano i prezzi di petrolio e gas.  I future sul Brent si attestano sopra i 95 dollari al barile. Il Wti viaggia sopra quota 93 dollari. Ma la corsa più forte è quella del gas. Al Ttf i future guadagnano il 7,71% a 83,39 euro/Kwh.

  •  12:00

    A Duma risoluzioni su riconoscimento Lugansk e Donetsk

    Russia Unita, il partito del presidente Vladimir Putin, e il Partito Comunista presenteranno domani, alla plenaria della Duma, due risoluzioni che sollecitano il Cremlino a riconoscere le autoproclamate repubbliche di Lugansk e Donetsk, le due regioni dell’Ucraina controllate dai secessionisti filorussi. Lo riferisce una fonte ben informata all’agenzia Interfax.

  •  11:53

    Mosca, una de-escalation deve venire dall’Occidente

    “Non c’è nessuna de-escalation che la Russia dovrebbe fare sull’Ucraina, questo spetta all’Occidente, incoraggiando Kiev ad attuare in pieno i pacchetto degli accordi di Minsk”. Lo ha dichiarato Oleg Postnikov, vicedirettore del Dipartimento per la non proliferazione e il controllo degli armamenti del ministero degli Esteri russo.

  •  11:52

    Cremlino, Nord Stream in agenda vertice Putin-Scholz

    Il rischio di sanzioni ai danni del gasdotto Nord Stream 2 è tra gli argomenti che verranno affrontati domani a Mosca dal presidente russo, Vladimir Putin, e dal cancelliere tedesco, Olaf Scholz. Lo riferisce il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. I due leader, aggiunge Peskov, parleranno inoltre della crisi in Ucraina e di “garanzie sulla sicurezza”.

  •  11:50

    Il cancelliere tedesco Olaf Scholz è arrivato a Kiev

    Il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, è arrivato a Kiev per colloqui con le controparti, volti a raggiungere una soluzione diplomatica alla crisi con la Russia.

  •  11:49

    Entro il fine settimana vertice Putin-Lukashenko

    È previsto entro il fine settimana un vertice tra il presidente russo, Vladimir Putin, e il presidente bielorusso, Alexander Lukashenko. Lo ha riferito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, mentre sono in corso manovre militari congiunte di Minsk e Mosca sul territorio bielorusso. “Il vertice è in corso di preparazione, si spera che abbia luogo prima della fine di questa settimana”, ha detto Peskov.

  •  11:46

    Oggi colloqui Putin con Lavrov e Shoigu

    Il presidente russo, Vladimir Putin, avrà oggi due incontri separati con il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, e con il ministro della Difesa, Serghei Shoigu. Lo ha riferito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

  •  11:37

    Cremlino, posizione ufficiale Kiev su Nato non cambia

    Mosca non considera “un cambiamento ufficiale della posizione dell’Ucraina sulla volontà di aderire alla Nato” l’apertura, poi ritirata, dell’ambasciatore di Kiev a Londra, a una rinuncia a entrare a far parte dell’alleanza. Lo riferisce il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, aggiungendo, però, che “se Kiev rinunciasse al suo obiettivo di diventare un membro dell’alleanza, aiuterebbe in modo significativo ad affrontare le preoccupazioni della Russia in termini di sicurezza”.

  •  11:16

    Il vescovo di Kiev: “Giorni tesi ma il dialogo deve continuare “

    “Viviamo giorni molto tesi e incerti. Moltissime persone sono indecise su cosa pensare e su cosa fare. La gente sta cercando di valutare tutte le informazioni che arrivano, di capire quali sono quelle vere e quella false”. Monsignor Vitalii Kryvytskyi, 49 anni salesiano vescovo di Kiev-Zhytomyr da circa 4 anni, parla di quanto stia accadendo in Ucraina e di come viva la popolazione, sottolineando però che il dialogo debba debba continuare.  “Le notizie che vengono diffuse rafforzano l’idea di scappare”, racconta al Sir. “Ed è ovvio che sia così: è dal 2014 che la popolazione vive una sorta di spinta a migrare verso la pace, ad allontanarsi dalla guerra” ma “la Chiesa non abbandonerà nessuno e continuerà a lavorare per la pace”.

  •  10:46

    Dalla Cei un appello per la pace: “Non c’è posto per le armi nel mondo”

    “Non c’è più posto per le armi nella storia dell’umanità!”. E’ responsabilità di tutti, a cominciare dalle sedi politiche, scongiurare il ricorso alle armi. La Cei lancia un appello per la pace in Ucraina. Alla vigilia del summit dei vescovi e dei sindaci del Mediterraneo, a Firenze, dal 23 al 27 febbraio, la Conferenza episcopale italiana sottolinea che “i popoli sono chiamati a convivere in pace. La cooperazione e il dialogo, accompagnati dalla diplomazia, siano regola e stile delle relazioni internazionali”.

  •  10:33

    G7, pronti a sanzioni con impatto “enorme” su Russia

    I Paesi del G7 sono pronti a infliggere sanzioni alla Russia dall’impatto “enorme e immediato” nel caso di un’aggressione ai danni dell’Ucraina. È quanto si legge in una nota congiunta dei ministri delle Finanze del G7.

  •  09:46

    Le Borse europee ampliano i cali e perdono oltre il 3%

    A poco più di mezzora dall’inizio degli scambi, le Borse europee ampliano i cali e la maggior parte dei listini perde oltre il 3%. Francoforte cala del 3,11%, Parigi del 3,07% e Madrid del 3%. Milano perde il 3,75%. In rosso anche Londra, giù del 2%.

  •  09:43

    Scholz: “Ci aspettiamo da Mosca segnali di de-escalation”

    “Ci aspettiamo da Mosca segnali urgenti di una de-escalation. Un’ulteriore aggressione militare avrebbe conseguenze molto pesanti per la Russia. Su questo sono assolutamente d’accordo con i nostri alleati”. Lo afferma Olaf Scholz in un messaggio su Twitter diffuso prima della sua missione a Kiev, dove oggi incontrerà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, e a Mosca, dove domani vedrà Vladimir Putin. “Stiamo vivendo una minaccia molto, molto seria della pace in Europa”, aggiunge il cancelliere tedesco. “Oggi a Kiev e domani a Mosca continuerà i nostri colloqui sulla situazione ancora molto serie al confine dell’Ucraina”, dice ancora Scholz, che sottolinea che “a Kiev per me è importante esprimere la nostra solidarietà e il nostro sostegno”.

  •  09:41

    Bruxelles: lavoriamo ad ampio pacchetto di sanzioni contro Mosca

    “Il lavoro sul pacchetto di sanzioni contro la Russia è in corso e coprirà un’ampia gamma di settori: sanzioni finanziarie, economiche e commerciali, compreso il controllo dell’export. È un lavoro in corso”. Lo ha dichiarato il vice presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, al suo arrivo alla riunione informale dei ministri del Commercio a Marsiglia. “È chiaro che nella situazione che stiamo affrontando, con l’ammassamento militare della Russia al confine ucraino e le sue minacce alla sovranità e all’integrità territoriale ucraine ed, essenzialmente, contro tutto l’ordine di sicurezza dell’Ue, come Unione europea e come società occidentale democratica mandiamo un messaggio forte e unito che ogni aggressione affronterà una ferma azione anche da parte dell’Ue, con forti sanzioni”, ha aggiunto Dombrovskis.

  •  09:40

    L’opposizione a Kiev: “Vietato ai deputati lasciare il Paese”

    Vadim Rabinovich, deputato ucraino ed esponente di spicco dell’opposizione filorussa, ha sostenuto su Facebook che ai parlamentari ucraini è stato vietato da mezzanotte di lasciare il Paese e ha messo in dubbio la legalità e la costituzionalità del presunto provvedimento. In precedenza, Oleksandr Kachura, un deputato della fazione filo-presidenziale, aveva riferito ai suoi compagni di partito che ai parlamentari era stato semplicemente consigliato di non lasciare il Paese, riporta l’agenzia Tass.

  •  09:37

    Borse europee in profondo rosso in apertura

    Avvio di settimana in profondo rosso per le Borse europee, con la minaccia di una guerra in Ucraina che si aggiunge alle preoccupazioni per l’elevata inflazione e la prospettiva di aumenti dei tassi della Federal Reserve. Nelle prime contrattazioni a Londra l’indice Ftse 100 cala dell’1,31% a 7.560,42 punti, a Francoforte il Dax del 2,45% a 15.046,77 punti, a Parigi il Cac40 perde il 2,38% a 6.844,48 punti e a Madrid l’Ibex il 2,47% a 8.580,50 punti. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib lascia sul terreno il 2,40% a 26.326 punti.

    Venerdì le Borse europee hanno chiuso in calo, trascinate al ribasso da Wall Street, per i timori che l’aumento dell’inflazione negli Stati Uniti spinga la Fed a inasprire la sua politica monetaria in modo aggressivo, a partire da un aumento di 50 punti base a marzo, anche alla luce del crollo della fiducia dei consumatori a gennaio calcolato dall’Università del Michigan. In un’intervista rilasciata ieri, la presidente della Fed di San Francisco, Mary Daly, ha cercato di minimizzare le aspettative del mercato di un rialzo dei tassi di mezzo punto, affermando che sarebbe una mossa troppo “brusca e aggressiva” e quindi controproducente.

    Ma le sue parole non hanno avuto l’effetto sperato, con gli investitori che hanno rivolto l’attenzione alle crescenti tensioni in Ucraina e allo spettro dell’invasione russa, con il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Jake Sullivan, che ha detto ieri alla Cnn che c’è “una chiara possibilità di un’importante azione militare molto presto”.

    Gli Usa e molte altre nazioni occidentali hanno invitato i propri concittadini a lasciare il Paese. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz continuera’ l’assalto diplomatico recandosi a Kiev nel corso della giornata e poi domani a Mosca, mentre la situazione di stallo si avvia verso la settimana più incandescente. L’acuirsi delle tensioni geopolitiche ha fatto schizzare i prezzi del petrolio ai livelli più alti dagli ultimi sette anni (si punta ai 100 dollari al barile).

    Molti analisti temono che un’invasione dell’Ucraina possa portare a sanzioni sul sistema finanziario russo, rendendo impossibile per le aziende occidentali pagare le esportazioni di greggio russo e costringendole a cercare le forniture altrove sul mercato globale. La Russia e’ uno dei principali produttori mondiali di petrolio e un’interruzione dell’offerta di questa portata si verificherebbe proprio mentre l’Organizzazione dei paesi esportatori e i suoi alleati, inclusa la Russia, lottano per aumentare la produzione per far fronte alla ripresa della domanda.

fonte agi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Traduci
Facebook
Twitter
Instagram
YouTube