Il giovane carabiniere ucciso a Roma

Attualità & Cronaca

Di

di Roberto Chiavarini

La Corte d’Assise d’Appello di Roma, ha ridotto le condanne per Finnegan Lee Elder e per Gabriel Natale Hjorth, responsabili dell’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ucciso con undici coltellate (si badi bene, undici coltellate) a Roma nel luglio del 2019. Per Elder la condanna scende a 24 anni, mentre per Hjorth a 22 anni. In primo grado erano stati condannati entrambi all’ergastolo.

Nella requisitoria del 10 febbraio scorso, il Sostituto Procuratore Generale Vincenzo Saveriano aveva chiesto di confermare l’ergastolo per Elder e ridurre a 24 anni la condanna per Hjorth.

Alla luce di questa notizia appena battuta dalle Agenzie di Stampa, ripropongo la mia Opinione, formulata dopo l’assassinio del giovane Carabiniere Cerciello Rega.

Nel mondo contemporaneo dei controllori e dei controllati, si stanno alterando i rapporti umani, ma anche il senso della Religione, della Giustizia Sociale, dell’Etica e della stessa Morale.

Ed una grossa responsabilità di questo disfacimento, va attribuito all’uso indiscriminato dell’informatica, ovvero di ciò che avrebbe dovuto rappresentare, al contrario, il progresso, il futuro, il salto di qualità della vita di ogni giorno.

Invece, se ne è impossessato, ciò che io definisco da sempre con l’appellativo di “Sociologismo indotto”, messo in piedi dalle “menti superiori”, le quali, usando l’informatica come volano, hanno fatto prevalere il proprio dominio sul popolo, utilizzando il mezzo dell’oscurità mentale, impedendo, cioè, all’uomo, di poter interpretare liberamente la propria contemporaneità e di essere arbitro del proprio futuro e del proprio destino.

Tanto più, oggi, che le menti dei giovani sono annebbiate dall’ateismo, dall’alcool, dalla droga e dal sesso promiscuo e sfrenato, quei giovani che sarebbero potuti e dovuti diventare, un domani, la nuova classe dirigente.

E tutto ciò accade anche attraverso i messaggi subliminali di ogni genere, che partono da tutti i settori della vita sociale, non ultimi gli spot pubblicitari (e ve lo dice il sottoscritto, Grafico e Pubblicitario, costruttore di Impianti promozionali di arredo urbano per oltre 30 anni), che stanno inculcando nella mente della gente, nuovi modelli di vita sbagliati e finalizzati al disfacimento dei valori conquistati negli ultimi 80 anni, anche con il sacrificio della propria vita, dai nostri nonni e dai nostri bisnonni.

Ai quali, dobbiamo il Sacro riconoscimento della libertà conquistata, anche con il loro sangue.

E, questo Sacro riconoscimento, lo dobbiamo ricordare tanto più quando, i Cittadini del mondo, si schierino ora con gli aggrediti, ora con gli aggressori, adeguandosi al vento che spira, per opportunità e/o per opportunismo non importa, coprendo, così, il mondo di tenebre, al solo fine di rendere meno visibile la loro iniquità.

La essenza della Civiltà Cristiana, diversamente, è quella di riconoscere il male e di saperlo combattere con equidistanza e lealtà.

È in questa ottica, che si inquadra l’episodio accaduto a Roma di recente, riferito all’assassinio del giovane Carabiniere Rega.

Se il grande libro della vita si dovesse aprire con l’immagine del Carabiniere morto, scannato nel 2019 da due ragazzi americani, che ignoravano ed ignorano la presenza di Dio nelle dinamiche della vita di ogni giorno, non potremmo sottacere, diversamente, le lacrime di dolore dalla sua giovane moglie, che continua a versare per la morte del suo amato marito, che aveva sposato non più tardi di 50 giorni prima di quel tragico episodio.

Piange quella donna, con le lacrime che tanto ricordano quelle di Andromaca, che piangeva Ettore, suo Sposo (fatti i dovuti distinguo storici e letterari, naturalmente) …

….e fra di loro Andromaca (moglie fedele ed affettuosa di Ettore) diede inizio al lamento….

“O sposo, giovane lasci la vita e me vedova
abbandoni nella casa….
infatti, questa città perirà completamente,
perché tu, suo difensore, sei morto, tu che la
proteggevi… “

Se è pur vero che, il commento di questi episodi, trovi rinnovato alimento culturale, sociale e giuridico, nello sfogo caotico della moderna battaglia politica, da saggi, dobbiamo provare ad ampliare lo sguardo agli aspetti più problematici della vicenda.

Lo spessore umano di una narrazione simile, attraverso il quale traspare lo spettro del dato emotivo, presente perfino nell’apparente freddezza degli eroi più valorosi, oggi, viene meno, poiché, i nostri moderni “Eroi”, sono mentalmente disarmati a tal punto che, pure in un momento di morte, gli assaliti restano immobili e condizionati da qualsiasi reazione da avversare agli assalitori, tanto sono impediti, di fatto, ad opporre qualsiasi difesa e resistenza, che possa essere messa in atto da un “Soldato” nell’esercizio delle sue funzioni.

La vedova del vicebrigadiere, la Signora Rosa Maria Esilio, così si è espressa al momento del pronunciamento della Sentenza, secondo quanto riportato dalle Agenzie di Stampa:

“Il sacrificio di mio marito non deve essere dimenticato: un servitore dello Stato ucciso nel momento più felice della sua vita. Il dovere della memoria non è solo di noi familiari ma è di tutti”. Così Rosa Maria Esilio, vedova di Cerciello Rega, dopo la sentenza che ha ridotto le condanne”.

Esprime invece soddisfazione l’avvocato della donna: ”Siamo soddisfatti perché al di la delle pene inflitte, l’impianto accusatoria ha retto. Nessuna sentenza potrà lenire il dolore nel cuore della vedova Rosa Maria Esilio. Certamente con questa sentenza il sacrificio di un uomo dello Stato quale Mario Cerciello Rega non è stato vano”, ha dichiarato Massimo Ferrandino”.

Voglio concludere, nella idea che, comunque, dovremmo dare la nostra solidarietà “all’Arma dei Carabinieri tutta” e piangere ancora una volta un Angelo che è volato in cielo, che tanto si prostrava per dare conforto agli “ultimi”, impegnato com’era, nel volontariato in favore del “prossimo””.

La vita, è unica e preziosa per tutti.
Rispetto per la vita!!!
Art. 3 dei Diritti Umani “DIRITTO ALLA VITA”.

Sul mio Canale You Tube, segue il video dedicato all’Art 3 dei Diritti Umani.

Per la ricerca su you tube, digitare:
“Roberto Chiavarini – Art 3 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dedicato a Cerciello Rega

ROBERTO CHIAVARINI
Opinionista di Arte e Politica

foto infodefesa

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