Zelensky a Montecitorio, ‘Mariupol e’ come Genova, immaginatela distrutta

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Standing ovation per il presidente ucraino

DRAGHI OFFRIAMO ACCOGLIENZA E AIUTI MILITARI

Standing ovation dei parlamentari italiani per Zelensky. In un discorso di 12 minuti il presidente dell’Ucraina Zelensky ha denunciato che l’invasione russa “sta distruggendo le famiglie mentre la guerra continua a devastare citta ucraine. Alcune sono completamente distrutte come Mariupol, che aveva mezzo milione di abitanti: e’ come Genova, immaginate Genova completamente bruciata”, ha spiegato. Ha detto che “l’Ucraina e’ il cancello per l’esercito russo e loro vogliono entrare in Europa. “L’invasione dura da 27 giorni, quasi un mese: abbiamo bisogno di altre sanzioni”, ha detto.

La resistenza degli ucraini “e’ eroica”, ha detto il premier Draghi, subito dopo il discorso di Zelensky. Poi ha aggiunto: “davanti all’incivilta’ non ci giriamo dall’altra parte, a chi scappa dalla guerra dobbiamo offrire accoglienza e di fronte ai massacri dobbiamo rispondere con aiuti, anche militari, alla resistenza”. L’Italia, ha detto, “vuole l’Ucraina nell’Ue”, e fara’ uno sforzo per superare “in tempi molto rapidi la dipendenza dalla Russia” nel settore energetico. Per il ministro degli Esteri Di Maio, “Ogni popolo al mondo merita di vivere nella pace e nella liberta'”.

Zelensky ha ringraziato il nostro paese per quanto sta facendo in termini di assistenza e accoglienza dei profughi e ha sottolineato la necessità di andare avanti con le sanzioni anche verso gli oligarchi: “Gli oligarchi russi e i funzionari di governo utilizzano l’Italia come un luogo per le loro vacanze”, ha detto “non dovete accogliere queste persone, dovete congelarne immobili, conti, sequestrare i loro yacht, congelare gli asset di chi in Russia ha il potere di decidere”. Poi il parallelismo tra la città di Mariupol e quella di Genova: “Alcune città sono distrutte del tutto come Mariupol, che è come la città di Genova, ci sono solo rovine, immaginate una Genova completamente bruciata”.

“Vicino a Kiev, nei dintorni, ci sono diverse truppe dell’esercito russo che torturano, violentano e rapiscono i bambini. Distruggono” e con i “camion portano via i nostri beni. Questo è stato fatto in Europa per l’ultima volta dai nazisti. L’esercito russo è riuscito addirittura anche a minare il mare, vicino ai nostri porti. Questo diventa un pericolo per le coste e i Paesi vicini, perché le mine possono arrivare fino a loro”, ha detto il presidente dell’Ucraina. “Bisogna fare il possibile per garantire la pace”. La guerra “è stata creata e organizzata per una decina di anni da una sola persona” e l’obiettivo “è l’Europa, le vostre vite, i vostri valori”, ha poi aggiunto.

Nei suoi circa 11 minuti di discorso alla Camera il presidente ucraino non ha mai citato per nome Vladimir Putin. La distruzione delle città e la perdita di migliaia di vite umane, tra cui quella di 117 bambini, è responsabilità di “una sola persona”, ha detto riferendosi a Putin. E in altre occasioni, durante il suo intervento, il presidente ucraino si è riferito chiaramente al leader del Cremlino, ma sempre definendolo “una persona”.

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, è intervenuto subito dopo, e ha definito la resistenza ucraina “eroica”, ha espresso l’ammirazione del nostro paese per “il coraggio, la determinazione, il patriottismo del presidente e dei cittadini ucraini”, ha ribadito che “l’Italia vuole l’Ucraina nell’Ue” e che sarà al suo fianco in questo processo di avvicinamento. E infine ha sottolineato l’opportunità di inviare aiuti militari: “Di fronte ai massacri, dobbiamo rispondere con gli aiuti, anche militari, alla resistenza”, ha detto Draghi.

La seduta informale delle Camere riunite e’ stata aperta dal presidente di Montecitorio Roberto Fico. “La liberta’ del popolo ucraino e’ la nostra liberta'”, ha detto la terza carica dello Stato, ricordando che il Parlamento italiano ha “approvato a larghissima maggioranza una risoluzione per condannare nel modo piu’ netto l’attacco russo, chiedere un’immediata fine delle ostilita’ con il ripristino della piena sovranita’ e integrita’ territoriale dell’Ucraina”. La presidente del Senato ha rinnovato la vicinanza dell’Italia al popolo ucraino, sottolineando che l’Italia “incoraggia lo sforzo incessante della diplomazia come unica via d’uscita al conflitto”, ha detto Elisabetta Casellati.

In mattinata Zelensky ha ricevuto anche la telefonata di Papa Francesco con “parole molto importanti”.  Il presidente ucraino ha subito ricordato il numero dei bambini morti sotto le bombe dall’inizio del conflitto: 117.

“Speriamo che la guerra finisca presto così può venire qui”. Lo ha detto il sindaco di Genova, Marco Bucci, in risposta al presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ha citato il capoluogo ligure nel suo discorso alla Camera.

In Aula erano presenti tutti i leader politici e anche tutto il governo ad eccezione di Giancarlo Giorgetti impegnato in una visita agli stabilimenti di Maranello della Ferrari. Il leader della Lega, Matteo Salvini non ha apprezzato il riferimento alle armi fatto dal premier: “quando si parla di armi fatico ad applaudire”, ha risposto ai giornalisti. “Quando si parla di armi – ha aggiunto – non riesco a essere felice. La diplomazia riprenda spazio perchè, se a un missile si risponde con un missile, la pace si allontana”. Per Salvini “la risposta dell’Occidente non può essere solo militare. Inviare soldati italiani od occidentali vuol dire trascinarci in una guerra”. Giuseppe Conte: “ha fatto un discorso accorto ed equilibrato. E’ risuonata spesso l’invocazione di pace. Ha tutto il nostro appoggio, quindi continueremo ad esprimere la massima solidarietà alla popolazione ucraina e grande disponibilità all’accoglienza”. Per Enrico Letta il presidente ucraino “ha fatto un discorso accorto ed equilibrato. E’ risuonata spesso l’invocazione di pace. Ha tutto il nostro appoggio, quindi continueremo ad esprimere la massima solidarietà alla popolazione ucraina e grande disponibilità all’accoglienza”. Giorgia Meloni, ha ringraziato Volodymyr Zelensky “per le sue parole. Siamo consapevoli che il nostro futuro e la nostra libertà dipendono anche dal coraggio del popolo ucraino di opporsi al neoimperialismo russo”. Maria Stella Gelmini ha pubblicato su twitter le immagini del “lungo applauso del Parlamento e del governo italiano per il presidente Zelensky e per il popolo ucraino. Uniti per l’Ucraina”.

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