Il Bari attende giustizia con la prospettiva di un anno alla grande ed un altro di assestamento

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Terminate le fatiche del campionato con una trionfante promozione e coi giocatori in ferie meritate, questi – è risaputo – sono giorni di calciomercato virtuale, di voci, di notizie, di bufale e chi la spara più grosse, insomma siamo nella nella norma come si confà in questo periodo coi tifosi che pendono dalle righe dei quotidiani, bramosi di leggere i nomi accostati al Bari ignari che nel 90% dei casi si tratta delle solite bufale gettate lì per far vendere qualche copia di giornale in più o, meglio, per apporre qualche like in più al sito giornalistico che divulga le voci di possibili e presunti affari.

Ricordiamo, a tal proposito, quando una ventina di anni fa si sparse la voce a Bari secondo la quale fu visto camminare in Via Sparano Pavel Nedved a cui ne seguì un inevitabile subbuglio sociale quasi fosse stato visto il Messia. Naturalmente si trattò di una bufala bella e buona. Diciamo che quanto a bufale, i tifosi baresi tendono a mangiarle tutte pur non essendo campane.

E a proposito di Campania, questo è un periodo anche cruciale dal punto di vista societario in quanto i tifosi, giustamente, vogliono sapere cosa ne sarà del Bari in serie B, se vestirà l’abito di comparsa che tenderà a tagliare il traguardo della onorevole salvezza in attesa di sviluppi giudiziari del 2024, o se, come si auspicano, lotterà per la promozione in serie A. Diciamo che i tifosi hanno ragione ma, forse, dimenticano che quest’anno le concorrenti saranno tante ed agguerritissime e si sa che una neopromossa, perché – è bene ricordarlo – il Bari partirà di nastri di partenza con l’etichetta di neopromossa al pari del Modena e del Sud Tirol, cerca quanto meno di mantenere la categoria a prescindere dal budget nesso sula bilancia dalla società, e poi tutto ciò che verrà sarà tanto di guadagnato.

Competere contro il Cagliari, il Genoa, il Venezia, qualcuna delle attuali partecipanti ai playoff che potrebbero essere eliminate come il Monza ricco di Berlusconi, tanto per fare un nome, ma mettiamoci pure il Benevento ed il Brescia, il Perugia e la Ternana, con il mai domo Parma, col Frosinone e le solite outsider, sarà dura davvero arrivare tra le prime due, ripetiamo, a prescindere dal budget messo in tasca a Polito da De Laurentiis. Occorre essere realisti ancor prima che tifosi perché altrimenti si rischia di fare brutte cadute, inutile guardare un orizzonte inconsapevoli che questo si ferma al tetto quando invece sarebbe più leale parlare di assestamento in B per poi tentare il gran colpo l’anno prossimo, fermo restando che – lo ripetiamo, alle volte qualcuno ci taccia di disfattismo – tentare quest’anno non nuocerà affatto.

Certo, vendere il Bari in serie B con 30 milioni di investimenti già effettuati, con un organigramma ancora da completare, con il bigliettino da vista di neopromossa non renderebbe giustizia alla famiglia romana in quanto, giustamente, vorrebbe guadagnarci molto di più, viceversa, un Bari in serie A, con quasi 50 milioni di euro provenienti da diritti televisivi, con un bigliettino da visita più prestigioso e con un organigramma completo, sicuramente farebbe presa sui De Laurentiis oltre, naturalmente, a far gola ad eventuali interessati all’acquisto. Da una vendita repentina non ricaverebbero un importo che giustificherebbe l’ultracentenaria storia biancorossa.

Al momento sappiamo che non vi sono trattative né per il Napoli né per il Bari, certo è che per cedere il Napoli occorre una proposta a cui i De Laurentiis non potrebbero rinunciare, mica si mettono a vendere la società per il gusto di svenderla, non dimentichiamo che loro sono ancora prima imprenditori e poi presidenti di società, e gli imprenditori seri, fa male a dirlo, pensano prima ai loro interessi e poi al destino della propria squadra, e Don Aurelio ha dimostrato di avere polso e dimestichezza nel gestire le due cose garantendo al Napoli anni di splendore anche se è mancato lo scudetto.

Il Bari dovrà cercare di non esporsi economicamente, di contenere le spese pur rinforzando la squadra così da rimanere appetibile a qualcuno in attesa di sentenze giudiziarie.

Massimo Longo

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