Briefing Sánchez-Stoltenberg in vista del summit NATO a Madrid

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L’incontro, che inizierà martedì e durerà fino a giovedì, affronterà enormi sfide per la sicurezza transatlantica. Il Segretario Generale della Nato spera di andare avanti con l’adesione di Svezia e Finlandia ma deve convincere la Turchia. Gli alleati si incontrano per discutere di un maggiore dispiegamento militare e rinnovare il loro sostegno all’Ucraina

El País, che con una media di 457 675 copie giornaliere è il giornale non sportivo con maggior diffusione in Spagna, riporta oggi notizia che il presidente del governo spagnolo, Pedro Sánchez, e il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, si sono incontrati stamani per aprire il vertice che deciderà i destini dell’Alleanza nel prossimo decennio e che si terrà fino a giovedì a Madrid, una città protetta da un grande dispiegamento di polizia. 

“Lo scopo è chiaro”, ha affermato il leader spagnolo. “Trasferire un messaggio di unità da parte degli alleati.” L’ invasione russa dell’Ucraina  sarà il tema centrale dell’appuntamento a cui partecipano più di 40 delegazioni provenienti da diversi paesi. 

“Quello che faremo in questo vertice è: in primo luogo, definire le minacce che i nostri alleati subiranno nel presente e nel futuro nei prossimi anni; in secondo luogo, specificare quali risorse destineremo per affrontare queste minacce; e in terzo luogo, rafforzare un’Alleanza Atlantica che, dopo l’invasione dell’Ucraina da parte di Putin, credo abbia reso ancora più evidente la sua validità presente e futura”, ha aggiunto Sánchez. 

Stoltenberg ha invece sottolineato che spera “di andare avanti con l’adesione di Svezia e Finlandia”.

Questo pomeriggio il Segretario Generale della NATO incontrerà il Presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, con i leader di Svezia e Finlandia, per affrontare lo spinoso nodo del veto di Ankara alla candidatura dei due paesi nordici. Bisogna ora vedere realmente quanto contano sul piatto della bilancia le recriminazioni di Ankara, la quale da tempo lamenta che i due Paesi nordici sostengono il Pkk e le formazioni curde nel Nord della Siria e chiede che Helsinki e Stoccolma revochino l’embargo sulla fornitura di armi alla Turchia.

La Nato si sta dunque impegnando a cercare una nuova via per fronteggiare le minacce del Ventunesimo secolo, vincolata da contingenze politiche, finanziarie e geopolitiche stringenti.

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