Servirsi

Arte, Cultura & Società

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Di Daniela Piesco Co-direttore Radici 

Servirsi,il cui titolo originale è Acts of Service, è l’appassionante esordio letterario di Lillian Fishman ,scrittrice statunitense nata nel 1994 .

Il romanzo è un concentrato di passione e introspezione che viaggia sui binari della libertà, anche e soprattutto dal punto di vista sessuale.

Audace e sfrontato, è una lettura imprescindibile ed estremamente piacevole sotto l’ombrellone.

La trama

Servirsi è narrato in prima persona da Eve, una ragazza queer della stessa età e provenienza di Fishman , ventisette anni, ricca cittadina del Massachusetts ,che vive a New York, lavora in una caffetteria, abita con un’amica di nome Fatima e sta insieme alla medica Romi, che la adora e la va a prendere al lavoro munita di ombrello quando piove. La prima volta che la vediamo, Eve ci sta raccontando un segreto: «Avevo centinaia di nudi salvati sul telefono ma non li avevo mai mandati a nessuno». Poco dopo, decide di caricare alcune foto in rete. La mattina trova una montagna di messaggi e risponde a Olivia.

Le sembra garbata, ma soprattutto è una ragazza. Ma Olivia, quando si conoscono, rivela di agire anche per conto di Nathan, il suo datore di lavoro e amante. Eve accetta di incontrarli insieme e si ritrova ad avere a che fare con qualcosa che va contro la sua appartenenza politica e sentimentale alla comunità queer: il desiderio nei confronti di un maschio. Un maschio giovane, affascinante, ricco (e abbastanza fastidioso, nella sua arroganza e certezza di potersi togliere ogni sfizio con uno schiocco di dita).

Quale tipo di persona impegnata o fidanzata accetta di finire in un triangolo amoroso?

La domanda che più mi ha colpito,e che si pone la protagonista, è proprio questa : quale tipo di persona impegnata o  fidanzata , accetta di finire in un triangolo amoroso?

Perché si tradisce? Perché si avvertono i sensi di colpa dopo averlo fatto?

Chiaramente il libro mi fa spaziare tra mille altri interrogativi e diviene lo spunto per indagare su di sé, per trovare delle risposte a domande che a lungo ci si  pongono  e che hanno a che fare con chi si è veramente.

É il sesso, disinibito, libero, lo strumento più o meno inconsapevole il mezzo, per studiarsi, provare a comprendersi, ridefinirsi?

E ancora esiste un numero ideale di partner sessuali? Quanti dovresti averne avuti per sentirti “maturo” o nella media?

La verità è che non esiste un numero giusto, non è un male che tu ne abbia solo uno o che il tuo numero sia superiore a quello degli altri.

Non ha alcun senso,eppure,sì, pare che l’esperienza sessuale sia un tema a cui siamo tutti sensibili, anche e soprattutto in termini di pregiudizio..

È notorio che esiste un’opinione negativa nei confronti delle persone con un numero molto elevato di partner, poiché sono spesso considerate opzioni scadenti per formare relazioni a lungo termine e sono considerate più per un rapporto occasionale a breve termine che non andrà molto lontano.

Ma allora perché,che ci siano figli oppure no, in tanti casi la relazione sentimentale stabile finisce per essere fonte di insoddisfazione?

Pian piano si perde entusiasmo, non si capiscono più i propri bisogni, si riduce la vita relazionale, si perde la propria identità, si sviluppa astio verso il partner e non di rado compaiono ansia e depressione. Insomma, ci si sente chiusi in gabbia tanto che alcuni iniziano a fantasticare fughe improbabili, altri cercano di stare il meno possibile da soli con il partner, altri ancora non vedono l’ora che l’altro esca di casa. Qualcuno arriva addirittura a sperare di essere lasciato.

Molte crisi di coppia e separazioni, infatti, avvengono non per mancanza di sentimento, ma per la pessima qualità della vita dei singoli. Senza rendersene conto, i due hanno creato una specie di gabbia che gli impedisce di muoversi spontaneamente nella realtà e, quindi, di essere se stessi nella vita quotidiana.

Stare insieme dovrebbe essere uno stato che permette a entrambi di spiccare il volo anche individualmente

Affinché ciò accada, è necessario rinnovare il proprio modo di intendere lo stare in coppia. Innanzitutto le necessità di uno non devono impedire la realizzazione di quelle dell’altro: occorre trovare il giusto equilibrio che permetta a ognuno di avere uno spazio personale sufficiente, e, se necessario, di correggerlo nel tempo a seconda dei cambiamenti. Ma nel fare questo la cosa fondamentale è che non aleggi nell’aria la sensazione che, quando uno sta facendo qualcosa per se stesso, stia sottraendo qualcosa alla coppia, perché ciò ne inficerebbe la qualità e la libertà.

Le norme sociali ci fanno idealizzare molto l’amore. Fare l’amore per la vita e l’essere fedeli una norma senza una cultura per rafforzare le relazioni non ha senso. Non c’è nessuno che sia la tua metà migliore, il tuo mondo o il tuo tutto.

Amore e Libertà sono dimensioni fondamentali dell’esperienza umana. Sono strettamente in relazione l’una con l’altra, come facce della stessa medaglia.

Quando siamo liberi, quando possiamo riconoscere il nostro valore di essere umani, quando siamo nel momento presente senza riserve o distorsioni, allora l’amore semplicemente accade.

Amore per noi,per l’altro,per la vita

Riconoscendo che l’amore è una dimensione dell’esistenza, non qualcosa che l’altro può darci o toglierci, avremo la più grande delle libertà.

Essere liberi significa essere responsabili. E per essere responsabili non si può che essere consapevoli.

Essere davvero liberi in una relazione di coppia significa esprimersi completamente, potendosi fidare del/della partner e accogliere le condivisioni dell’altra persona, dando sicurezza.

Ma quando apriamo un giornale o ascoltiamo un notiziario, ci accorgiamo quanto sia distante questa idea dalla realtà e non voglio parlare in questa sede di femminicidio.

Non possediamo nulla e, soprattutto, nessuno.
Possiamo avere il controllo di noi stessi, anche se spesso non abbiamo alcun potere sugli eventi che accadono.

E per questo, invece di affrontare il cammino della vita con la giusta serenità ci accapigliamo ancora di più, tentando di controllare e possedere sempre più cose e persone.

L’amore non ha legami, semplicemente perché il sentimento non ha confini chiari, delimitati,ma infiniti, incommensurabili, illimitati. Il sentimento si espande, si moltiplica, perché la sua natura è libera e spontanea.

Alcuni spunti di “La donna della luce” di Hernan Huarache Mamani, ci aiutano a sintetizzare questi concetti

Scrive lo scrittore peruviano discendente dell’etnia quechua, fiera espressione di libertà del popolo andino:

La flessibilità e l’apertura mentale verso esperienze nuove è un atteggiamento sano. Se saremo in grado di ascoltarci attentamente, analizzarci, fare le scelte giuste e adattarci, avremo imparato l’arte di vivere in maniera salubre e felice.”

Solo le persone libere riescono ad accogliere il cambiamento, e solo chi ama davvero è in grado di saper ascoltare.

Daniela Piesco Co-direttore Radici

Redazione Corriere Nazionale

Redazione Stampa Parlamento 

pH  Fernando Oliva

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