Un Bari bello ma in chiaroscuro non va oltre il pari col Palermo

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Foto SSC Bari

Dopo quasi 1600 giorni dall’ultima gara in B, c’erano tutti gli ingredienti per attendere grandi aspettative: il ritorno in B in casa, 35 mila spettatori, record assoluto per l’era De Laurentiis ma anche per una semplice gara di serie B, con una squadra le cui ambizioni sono ancora tutte da decifrare, in pieno agosto, con uno stadio “astronave” rimesso quasi a nuovo (c’è ancora da lavorare), con un mercato incompleto, con l’entusiasmo per i confortanti risultati fin qui ottenuti e, di conseguenza, con l’immancabile ed imprescindibile “priscio” tipico di queste situazioni ma, come è ben noto, quanto più si creano aspettative, tanto più, a Bari, le stesse rimangono inattese, non si capisce bene per quale recondito motivo, ma a Bari è sempre così. Tutti, quando si crea entusiasmo, si aspettano la vittoria che, puntualmente, non arriva. Senza andare tanto lontano, perché di esempi ne potremmo fare tantissimi, si ricorderà la gara contro la Fidelis Andria dello scorso anno: stesse aspettative, tre punti pressoché “sicuri” di ottenere con la promozione matematica in B, ma ne uscì solo un misero pareggio e la promozione rinviata. Diciamo che, a completamento del fatto, è mancata la coreografia in curva, altro tassello tipicamente apotropaico. Ma, tutto sommato, ne è uscito quanto meno un pareggio bello, giusto se vogliamo viste le dinamiche della gara. Pioggia a Parma, pioggia oggi: un altro motivo per aver fiducia.

Squadra che (con)vince non si cambia e, dunque, tutti confermati da Mignani.

Una bel primo tempo con gli equilibri difensivi sulle linee ancora da registrare per il Bari, Caprile e Pucino hanno salvato il Bari mantenendolo in partita perché ha rischiato troppo su errori dei giocatori biancorossi che hanno spalancato le praterie ai siciliani tanto che al 38′ sono andati in vantaggio con Valente su uno dei tanti errori di Maita, poi ancora Palermo con occasioni gol ed il Bari che non è stato a guardare perché si è procurato almeno tre occasioni gol tutte, purtroppo, sprecate. Entrambe le squadre hanno dato l’impressione di volerla vincere la gara anche perché è nel loro dna. Una frazione di gara vibrante, divertente, che ha tenuto i 35 mila del San Nicola in apprensione.

Subito nel secondo tempo capita a Maita l’occasione per il pareggio ma da solo davanti al portiere lo stesso gli devia il pallone in corner. Il Bari gioca, assedia il Palermo, sembra più maturo e dà l’idea di meritare il pareggio che è nell’aria dopo un’altra occasione gol occorsa ad Antenucci.

Dentro Vicari, fuori Terranova che mostra ancora in difficoltà fisiche. Dentro anche Galano, Mallamo e Cangiano e lo schema passa al 4-4-2. E, come ampiamente previsto, Cheddira capitalizza in gol un assist di Antenucci pareggiando l’incontro. Bari più forte del Var.

Il Bari riprende la partita, il Palermo rimane in dieci per l’espulsione di Marconi che atterra al limite dell’area un indiavolato Cheddira, e sul calcio di punizione conseguente Galano sbatte sulla barriera il suo tiro.

La gara termina qui, una gara divertente, mai banale, molto bella con capovolgimenti da una parte e dall’altra, con occasioni da rete da ambedue le parti anche se nel secondo tempo il Palermo è praticamente scomparso dai radar perché il Bari ha premuto sull’acceleratore alla ricerca del pareggio, meritato, che è puntualmente avvenuto dopo aver sbagliato almeno due gol.

Una gara che ha detto che il Bari c’è, ha un’anima, combatte, ha qualità da vendere ma è capace anche di amnesie di reparto e commette qualche errore di troppo, senza dimenticare lo stato fisico di qualcuno che lascia alquanto a desiderare. Per questo c’è il mercato e Polito che sta provvedendo a colmare le lacune.

Un Bari aggressivo, che ha dettato i tempi di gioco per tre quarti di gara con intraprendenza e caparbietà anche se, come abbiamo detto, ha commesso diversi errori in fase di impostazione e di uscita.

Bene Cheddira, Maita capace di sbagliare tutto ma anche capace di andare vicino al gol in una occasione (ma poi nel secondo tempo si è ripreso per fortuna), Ricci e Pucino in bianco e nero, Terranova in affanno, Di Cesare, sia pur coi suoi tempi lenti, ha avuto la meglio su Brunori, il subentrato Vicari ha dato più sicurezza nel reparto, Maiello così così, Folorunsho una conferma anche se gli è mancato il tiro, Antenucci il solito instancabile giocatore che dà una preziosa mano alla squadra e Cheddira oggi indiavolato, Galano ancora lontano dai suoi standard, Mallamo e Cangiano hanno dato un po’ di fosforo ma nulla più. Insomma, non si poteva pretendere di più, siamo ancora ad agosto, con una rosa titolare pressoché sovrapponibile a quello dello scorso anno in C, ma abbiamo visto una squadra che cresce, che ha ritmo e che lascia ben sperare per il futuro tenuto conto che arriveranno altri rinforzi, si spera di buona qualità e soprattutto pronti per essere gettati nella mischia senza attendere troppo tempo.

Massimo Longo

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