Intervista alla scultrice Gabriella Oliva: la funzione sociale dell’Arte

Arte, Cultura & Società

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E’ giusto affidare all’artista il compito di dare una “forma” ad un’epoca molto travagliata, come la nostra, esplorando i suoi molteplici inevitabili mutamenti? Accettando una simile sfida, ne viene un confronto, non solo artistico, con il resto del mondo, con il suo processo politico, culturale e sociale, quello di una comunità sempre più di massa. Ma l’artista è pronto? La scultrice Gabriella Oliva esprime la sua opinione al riguardo in una breve intervista.

Nello scorso mese di luglio, alla Cascina Bergamina presso il Castello di Piovera (AL), ho incontrato la scultrice Gabriella Oliva a margine della Mostra d’Arte Contemporanea Manolibera «Fossili Moderni 2022» (recensita in un articolo sul nostro giornale), di cui è stata curatrice insieme a Niccolò Calvi di Bergolo, Giuseppe Castelli e Maria Grazia Dapuzzo.

La nostra conversazione è partita dalla constatazione che in Italia pare mancare una vera e propria educazione all’Arte in senso sociale, sul fatto che all’artista da noi non venga attribuita quella che potremmo definire un’identità sociale.

A differenza, in alcuni Paesi Esteri l’artista è riconosciuto ed addirittura aiutato dallo Stato, perché l’Arte è il vero strumento attraverso cui puoi misurare “la cultura” di un popolo; in primis, greci e le antiche civiltà insegnano!

Ancora peggio, al pubblico italiano pare proprio mancare la spinta costruttiva verso il nuovo, il diverso, il non conosciuto, ha dimenticato la curiosità, il confronto accrescitivo, ma questo – è comune opinione – probabilmente non solo per l’Arte.
Ma, secondo Gabriella, nulla è perduto finché l’Arte esisterà. Lo ha testimoniato rispondendo ad alcune mie domande.
1. Gabriella, l‘Arte può rappresentare una cura dei mali di questo mondo corrotto e in costante trasformazione? Può contribuire a rimodellare una società decadente come la nostra, a dare un indirizzo positivo alla sua massa disorientata?

L’Arte in tutte le sue manifestazioni (musica, danza, pittura, scultura, poesia, letteratura, ecc…) è una cura per l’ anima poiché è un espressione dell’essere.

Può creare nel fruitore dell’opera un’emozione positiva o negativa; chi guarda o sente, o legge, decide in autonomia il significato dell’opera o il messaggio morale che sottende.

Un esempio pratico è dato dal processo che subí Flaubert per il suo romanzo Madame Bovary, per il quale fu accusato di aver scritto un libro immorale e diseducativo. Lui rispose: “Madame Bovary c’est moi”.

2. Si, d’accordo, ma, aldilà delle citazioni dotte, la vera Arte prevede un codice d’onore, per il quale il messaggio sotteso alla propria opera vale per l’artista con lo stesso senso sacro della parola data?

Perché deve esserci un codice d’onore? L’ artista deve essere “libero” di esprimere il suo “sentire” ma, poiché spesso deve “guadagnare per vivere”, non sempre questo accade.

Se l’ artista è al servizio del “potere” o del “pensiero dominante”, l’Arte che produce è “corrotta” e l’ artista è un “servo”.

3. L’Arte è una risposta concreta alle tante parole vuote di larga parte di intellettuali e politici, come pure alla cristallizzazione in cui di fatto versano oggi tanti processi politici, culturali e sociali

L’artista vive ed opera in un contesto sociale, temporale – storico,e la sua ricerca espressiva ne è influenzata. L’educazione, il suo bagaglio culturale (non solo artistico) il segno lasciato da grandi artistici costituiscono tante tracce sta a Lui cercare la propria “via” in “divenire”.

Grazie a Gabriella Oliva per la disponibilità nel raccontarci la sua esperienza artistica.

GABRIELLA OLIVA nasce Genova. Si avvicina al mondo dell’Arte tardi, per caso viene a contatto con la scultura e subito sente che soddisfa il suo vissuto interiore. Quindi con impegno e metodologia inizia un percorso che la porta a creare opere che vanno dal classico al contemporaneo il cui elemento dominante è la figura femminile. La donna è al centro dell’universo dell’artista che però non svela quanto di positivo o negativo ci sia in questo mondo che osserva. Nell’ultimo periodo Gabriella si avvicina alla pittura dove la presenza femminile scompare e il suo mondo si apre alla ricerca di una sua identità. I materiali usati sono pregiati come l’onice pakistano e il marmo rosa del Portogallo ma, utilizza anche materiale di riciclo che viene impiegato anche nella pittura. Una sua opera («Dark Lady») è stata inserita nel testo di estetica «Il Neo Esistenzialismo» scritto dalla dott.ssa Mattea Micello, critica e storica dell’Arte, ed è la copertina del romanzo «Il destino è più veloce della mente» di Antonio Rossello. È stata curatrice di diversi eventi artistici, tra i quali varie edizioni annuali della rassegna multiculturale ligure-piemontese “Dal mare alle Langhe” promossa da Centro XXV Aprile e Associazione Italiana Combattenti Interalleati  – A.I.C.I. di Savona. Link alla sua intervista.

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