Le urne del 25 settembre rappresentano un enigma

Politica

Di

Editoriale

Antonio Peragine

Sgombro il campo con la mia solita franchezza: le urne del 25 settembre rappresentano un enigma.

Esse ci mostreranno se davvero si è aperta una nuova fase della politica italiana, di quale fase potrà trattarsi e se la cosiddetta seconda repubblica, di cui è emblema il finale con il disegno politico fallito del M5S del comico Beppe Grillo con il disastroso messaggio ai giovani che “uno vale uno” e che non servirebbe cercare un lavoro, ma accontentarsi di un reddito cosiddetto di cittadinanza, stando a casa.

Ma il risultato del voto, soprattutto, renderà palese se e quanto gli italiani si siano resi conto del tornante che hanno davanti.

Si è sottovalutato da più parti lo shock che nell’opinione pubblica ha provocato la liquidazione poco seria del governo Draghi.

Certo non tutti gli elettori seguono con attenzione gli eventi e ci sono fasce che possono essere conquistate dalle leggende metropolitane messe in giro da coloro che non volevano assumersi la responsabilità di quanto è successo: Draghi era stanco? ce l’avevano con M5S perché dice di difendere i poveri e l’ambiente?, il centrodestra era disponibile per un Draghi bis? ma il PD non l’ha voluto?.

Chi però abbia seguito un minimo di come sono andate le cose non ci casca e secóndini sondaggi il Presidente Draghi gode di un credito presso la maggioranza dell’opinione pubblica (e di più presso la classe dirigente dell’industria e delle attività produttive e di servizi) ed e’ talmente ampio
da non lasciare spazio a queste e ad altre manipolazioni.

Adesso tutta l’attenzione si concentra sulla campagna elettorale che presenta varie anomalie: un numero di seggi fortemente ridotto rispetto a quelli disponibili nelle tornate precedenti, una campagna concentrata in due mesi, il voto agli inizi di autunno (una novità nella storia della Repubblica), un sistema elettorale che prevede in parte collegi uninominali di grandi dimensioni.

Ma ciò che ci sembra preoccupante e’
– non leggere nei programmi una visione della Società e come si esce dal tema della guerra in Ucraina che sta logorando di molto in particolare l’economia dell’Italia, della Spagna, del Portogallo
– non leggere di proposte concrete per arrivare in tempi certi all’approvvigionamento energetico indipendente dalla Russia
– non leggere di soluzioni radicali in agricoltura per produrre in casa in autonomia grano, mais utilizzando enormi superfici abbandonate in Sicilia e altrove che potrebbero dare una grande occupazione ai giovani utilizzando le innovazioni tecnologiche in agro ecologia.

Ormai è tutto un rincorrersi di messe in scena
Quando si potrà andare avanti in Politica con la P maiuscola? Difficile che ciò avvenga con un quadro programmatico del genere? Non parliamo dei Valori sui quali fondare la società per i giovami!

Esistono, a nostro avviso, al momento troppi puntini interrogativi.

L ’estate sta finendo e non si fanno crisi politiche col solleone; a breve in autunno attendiamo la legge di bilancio che sarà pesantissima, ma bisognerà pur farla, altrimenti addio a qualsiasi prospettiva di contenere la crisi sociale distribuendo un po’ di sussidi. Infine attendiamo l’inverno, perché con la neve non è opportuno votare…..

Ci sembrano presenti molte nubi su una prospettiva politica se non emergerà dal voto una forte e coesa maggioranza.

In mancanza di una tale maggioranza, pensiamo che possa perdurare una lenta e abbastanza pericolosa consunzione delle capacità di tenuta del nostro sistema sociale e di democrazia liberale.

E qualcuno si ricordi che noi e la Spagna siamo gli unici in Europa ad avere voluto tutta intera la cifra a disposizione per il Recovery, mentre tutti gli altri ne hanno preso solo una parte, tanto che è rimasto un cospicuo residuo non speso.

Significa che i nostri partner ci presenteranno il conto di questo privilegio se non riusciamo a spenderlo come si deve, anzi se, nonostante questo, l’Italia sarà l’anello debole della resistenza europea alla nuova situazione che sta maturando. E a ciò non si possono più dare risposte con sceneggiate e forzature del gioco politico.

Antonio Peragine

direttore@corrierenazionale.net

 

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