Un Bari devastante sbriciola la capolista. Bene così ma piedi per terra

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Foto SSC Bari

Un altro esame dalla difficoltà elevata quello che si prestava a dare il Bari oggi contro la capolista Brescia, un esame che, se superato, avrebbe potuto dire tanto in termini di classifica ma anche in autostima ed entusiasmo. Una vittoria avrebbe aperto le porte ai sogni, un pareggio avrebbe mantenuto inalterato l’entusiasmo e lo spirito, una sconfitta, come accade un po’ dovunque – a Bari in particolare – avrebbe gettato nella depressione più acuta il sottobosco del tifo con la puntuale fuoruscita di quelli a cui De Laurentiis sta sulle scatole con i loro tristi, assuefatti e prevedibili commenti contro. Ma oggi, come sempre, rimarranno silenti.

Ma soprattutto il Bari era chiamato ad un’altra dura prova, ovvero quella di sconfiggere la Legge di Murphy a cui il Bari è da sempre particolarmente affezionato. Infatti da sempre quando è chiamato a rispondere ai big match, a quelli per i quali i tifosi si aspettano la svolta, il Bari non ha quasi mai risposto positivamente. E stavolta la squadra è stata più forte anche della suddetta legge. Era ora.

Primo tempo ricco di emozioni col Bari che riesce a segnare tre gol, meritatamente, con Folorunsho, Bellomo e Cheddira, ed il Brescia che ne segna uno poi annullato dal Var. Un grande Bari che ha dimostrato di non essere la terza in classifica ma la capolista perché il gioco profuso è stato da prima della classe, sempre primo sui palloni, pochi quelli concessi agli avversari, una difesa equilibrata che ha retto bene all’urto avversario che pur ha cercato di fare qualcosa per tentare di recuperare ma il Bari non glielo ha permesso. Tre a zero al primo tempo, apparentemente, dà qualche garanzia per la vittoria ma si sa che nel calcio le insidie sono dietro l’angolo e non ci può mai cullare sugli allori. Ma oggi il Bari è stato super.

Anche il secondo, infatti, è stato sovrapponibile al secondo col Bari ancora affamato e mai sazio di far male tanto è vero che ne ha segnati altri tre, davvero incredibile questo Bari che ha giocato al calcio divertendo come non mai i 25mila tifosi del San Nicola. Peccato per gli ultimi minuti dove il Bari ha tirato i remi in barca concedendo due gol agli avversari, ma non si può ottenere tutto dalla vita. Cheddira Antenucci e Scheidler i marcatori nel secondo tempo.

E meno male che il Brescia era la capolista. Sei gol ad una prima in classifica, confezionati – è bene ricordarlo – da una neopromossa, non si vedono tutti i giorni.

Il Bari dimostra di esserci, di farsi spazio tra le pretendenti con forza e convinzione. Inoltre dimostra di non essere vincente solo in trasferta ma da oggi sa vincere anche tra le proprie mura.

Ci sono momenti nella gara in cui bisogna saper soffrire soprattutto se si gioca con la prima in classifica, ed il Bari lo ha fatto bene nel primo tempo quando il risultato doveva salvaguardarlo, poi ha dilagato e la sofferenza è andata a farsi benedire. Una squadra che fa rendere orgoglioso tutto il popolo barese dopo anni amari. Un Bari da sogno, una grande squadra che concilia i tifosi col calcio e che rendono giustizia a tanti anni grami e umilianti.

Da oggi i biancorossi entrano ufficialmente in un’altra dimensione dopo tanto sterco ingoiato nel corso degli ultimi quattro anni anche se occorre sempre stare coi piedi per terra e mantenere il profilo basso. Con questo Bari è lecito sognare, è vero, ma ci vuole umiltà ed anche la giusta ambizione con la consapevolezza di essere una squadra forte.

Un Bari straripante ha seppellito il Brescia per 6-2, un punteggio meritato, una vittoria che consente ai biancorossi di posizionarsi in vetta alla classifica anche se a braccetto con Brescia e Reggina e lassù, si sa, fa molto freddo, occorre essere equipaggiati, coprirsi bene altrimenti ci si raffredda con tutte le conseguenze del caso.

Una vittoria decisamente insolita il cui risultato è da ricercarsi nel 2016 quando il Bari sconfisse la Pro Vercelli con lo stesso risultato.

Nessuno poteva aspettarsi questo Bari che ha letteralmente dominato e annullato la capolista del torneo, e se si vince con queste proporzioni un motivo ci sarà, non basta affermare che il Brescia non è entrato in campo o che ha sbagliato l’approccio, sarebbe riduttivo e non renderebbe merito ai biancorossi: il Bari ha giocato al calcio e non ha permesso al Brescia di giocare, molto semplice.

Una gara che rimarrà nella storia, una squadra che ha giocato con intensità pazzesca, una gara preparata bene da Mignani, giocatori dotati di valori importanti con tantissima qualità sia nei titolari che nei subentrati, D’Errico su tutti volendo fare un nome, oggi davvero devastante nel suo spazio che Mignani gli ha ritagliato nella ripresa.

E’ come vivere un sogno perché sta accadendo tutto in poco tempo, verrebbe dire la solita frase “dateci un pizzico, stiamo sognando” ma, volenti o nolenti, il Bari è primo in classifica. La vetta non può che renderci felici, è vero, ma occorre non dimenticare mai da dove proveniamo.

Non era facile strutturare una società stagione per stagione. Poi c’è qualcuno che critica la dirigenza, che, per carità, non è infallibile, ma non si può fare a meno di applaudire la famiglia De Laurentiis per ciò che hanno fatto e per ciò che stanno facendo fino adesso. Per i talebani, noti a Bari, occorre farsene una ragione, sorvolare ed ignorarli. Esercizio difficile per tanti, lo sappiamo, ma è l’unico modo per non fare il loro gioco.

Il percorso è stato tracciato, non si deve guardare la classifica, sarebbe deleterio, questa squadra ha equilibrio, valori ed una chiara identità e non può che crescere, e stare lì a dire che ammazzerà il campionato è solo pericoloso. Calma e gesso, signori. La salvezza prima di tutto, poi si pensa. A Bari basta poco per far scattare la scintilla, molto meno per cadere nella depressione più profonda. Purtroppo da queste parti l’equilibrio è un sostantivo mancante. A Bari si vive (quasi) solamente di calcio soprattutto dopo anni di umiliazioni ma è bene prendere atto che le batoste sono dietro l’angolo anche perchè parliamo del Bari e non del Barcellona dal quale ci si aspetta solo vincere. I De Laurentiis stanno cercando di far crescere il livello del calcio a Bari ma ci vorrà tempo ed equilibrio, e ci vorrà anche l’apporto del tifo che dovrà evitare di pretendere tutto e subito sapendo accettare i momenti negativi, evitando drammi e tragedie greche, che pure arriveranno. Inutile e controproducente rifugiarsi sul proverbiale Aventino.

Il blitz a Cosenza, un capolavoro tattico a Cagliari, oggi l’apoteosi, ogni gara chiude in sé e una sfida importante, oggi i complimenti a Mignani sono d’obbligo perché ha preparato la gara in modo perfetto.

Parlare dei singoli è difficile, tutti hanno dato il massimo, non si sono risparmiati, hanno continuato a proporre e macinare gioco anche sul 5-0, tutti hanno giocato molto bene. Una menzione sola vogliate concedercela: Dorval, che oggi ha giocato a tempo pieno per la prima volta, ha sostituito degnamente Pucino, segnale che Mignani, ormai, può contare su tutti. Forse il solo Zuzek ha bisogno di più tempo perché i due gol del Brescia portano anche, purtroppo, la sua firma, ma ci sarà tempo anche per lui per dare il giusto apporto alla causa.

Massimo Longo

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