Un pari giudizioso e assai indicativo per il Bari a Reggio Calabria

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Foto SSC Bari

Un pareggio giusto pur senza essersi risparmiati in campo. Due squadre che, per motivi diversi, a luglio son partite al buio con l’obiettivo di salvarsi. Il Bari anche stavolta è riuscito a non perdere né la bussola, né la partita inanellando l’ottavo risultato utile consecutivo pur senza segnare il gol che, invece, era stata la prerogativa delle ultime due gare dove aveva segnato ben sete reti contro una sola subita peraltro su autorete e su calcio piazzato.

La gara è iniziata con la Reggina che ha preso le redini dell’incontro per una buona mezzora mostrando una discreta intensità ed una altrettanto buona organizzazione di gioco, mentre il Bari ha contenuto senza particolari affanni, qualche salvataggio determinante di Di Cesare e di Vicari, poi, hanno chiuso il cerchio in difesa senza dimenticare una parata determinante di Caprile che ha negato il gol del vantaggio reggino: sarà, questa, l’unica parata del portiere barese, l’unico vero tiro in porta calabrese a cui ne son seguiti altri ma tutti per lo più prevedibili, innocui e soprattutto ribattuti dalla difesa e fuori lo specchio della porta. Poi la gara si è incanalata sull’equilibrio perché entrambe le squadre han badato a giocare palloni su palloni senza costruire nulla di particolarmente pericoloso se non il gol di Dorval poi annullato, e procurando un rigore alla Reggina, anche questo poi annullato dal Var. Un punto d’oro guadagnato dal Bari, questo di stasera.

Un pareggio previsto, in tutta onestà, perché al di là del noto gemellaggio tra le tifoserie che lo ha lasciato presagire, si affrontavano le due squadre che avevano fatto più gol e quindi c’era il timore di prenderli e, dunque, si è badato soprattutto a non prenderle più che a darle. La Reggina ha rispettato e temuto il Bari attaccando con attenzione senza andare all’arrembaggio.

Il gol di Dorval ai più apparso regolare, in realtà è stato viziato da un fallo di braccio da parte del terzino col quale si è aiutato nel rubare tempo e pallone al difensore calabrese. A molti tifosi non è andata giù la decisione del Var ma, in tutta onestà, occorre essere obiettivi, regolamento alla mano: quel gol andava annullato e basta senza tanti giri di parole. Si, è vero, il braccio era attaccato al corpo ma il regolamento parla chiaro, volenti o nolenti. Potremmo aggiungerci “purtroppo”, quello si, fatto sta che la decisione del Var e dell’arbitro è stata quella giusta, così come è stata giusta la decisione che ha portato da annullare il rigore concesso alla Reggina perché Mallamo ha toccato prima il pallone prima di rovinare sull’attaccante amaranto.

Un Bari che ha dato un segnale di come incuta timore a tutti perché ad un tratto gli avversari hanno avuto paura di sbilanciarsi e questo non può che farci gioire e renderci orgogliosi. Il Bari continua a non perdere, i numeri non mentono mai.

Un punto che forse vale più di una vittoria perché il Bari ha giocato dapprima per vincere, poi la gara ha preso una svolta precisa per la quale ha badato bene a non perdere proseguendo nella sua marcia silenziosa.

Un’altra prova di maturità, buona e giudiziosa da parte di tutti che si sono sacrificati per ottenere il punto mostrando di avere gamba e di saper soffrire il giusto.

Bellomo ha giocato una gara di sacrificio, non libero di inventare, ha raddoppiato su Dorval ieri un po’ in affanno e che ha confermato di essersi calato nella realtà della B ma nelle finalizzazioni, quando c’è da effettuare l’ultimo passaggio è ancora acerbo e grezzo, ma in fase creativa un po’ tutti hanno dato meno di quanto ci sia aspettava, Antenucci, Botta e Folorunsho hanno fatto poco, bene il centrocampo con Maita a mettere ordine, ma in compenso abbiamo assistito ad una difesa di ferro con Vicari e Di Cesare anche oggi i migliori in campo, e crediamo che su questo terreno non si potesse chiedere di più anche se l’impressione è che se solo ci avesse creduto un po’ di più, forse… ma va bene così lo stesso.

Anche i cambi sono stati azzeccati sebbene qualcuno non abbia inciso più di tanto ma quanto meno chiunque è entrato ha contribuito a reggere il risultato di parità.

Una prova attenta quella di Mazzotta, fino a poco tempo fa fuori dal progetto, alla sua seconda gara titolare che si è fatto trovare pronto e preparato. Tante prestazioni buone in fase di contenimento, diciamo che è mancata la fantasia avanti ma, ripetiamo, contro la seconda in classifica e contro giocatori di assoluto valore, non si poteva chiedere di più, dunque va bene il pareggio.

Per contro occorre dire che il Bari non ha praticamente quasi mai tirato in porta se non con Folorunsho al primo tempo con il pallone terminato alto. Però il pareggio è assai prezioso e giudizioso.

Sarebbe opportuno evitare di star lì con il fucile spianato verso questo Bari e verso Mignani che si sta dimostrando un bravissimo allenatore e di saperci fare sia azzeccando sia i ruoli che i cambi perché ieri non era facile affrontare la seconda in classifica peraltro senza Ricci, Maiello e Cheddira, ricordiamolo sempre.

Un punto che dà continuità e che fa mantenere inalterata la posizione in classifica. L’obiettivo era ed è quello di dar fastidio a tutti e riteniamo che ci sta riuscendo alla grande.

Ora c’è al possibilità di allungare o quanto meno di tenere a bada il Genoa. È un campionato straordinario, e al giro di boa il Bari terzo è una realtà assoluta. Anche questo è un dato di fatto.

Massimo Longo

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