Il Giappone raddoppia la spesa per la difesa militare

Mondo

Di

Dopo 70 anni di inflessibile pacifismo costituzionale, approvato il più grande piano di riarmo dalla seconda guerra mondiale. Per l’ambasciatore degli Stati Uniti a Tokyo, Rahm Emanuel, la nuova strategia è “una pietra miliare epocale” per le relazioni tra i due Stati

di Alberto Ferrigolo

© david mareuil / AGENZIA ANADOLU / Agenzia Anadolu via AFP

 

AGI – Il Giappone ha approvato il suo più grande rafforzamento militare dalla seconda guerra mondiale. E ha messo in guardia dal fatto che la Cina rappresenta la “più grande sfida strategica di sempre”, ciò che ha indotto il Paese del sol levante a sviluppare una capacità di contrattacco e di difesa militare finanziata da una spesa record. A scriverne è il Guardian, secondo cui i piani annunciati dal governo venerdì “riflettono il crescente allarme per un esercito cinese sempre più determinato e un regime nordcoreano che continua a migliorare le sue capacità nucleari e i missili balistici”.

Ciò che colpisce di più nella decisione del governo è che il Giappone dopo ben sette decenni di assoluto pacifismo praticato dal dopoguerra ad oggi ha ora smesso d’improvviso di sostenere questa linea. Il risultato di quest’abbandono è che adesso il Giappone ha raddoppiato la spesa per la propria difesa portandola al 2% del Pil almeno per i prossimi cinque anni, derogando così a quello che sembrava essere un proprio imperativo categorico di mantenere la spesa all’1% del suo prodotto interno lordo. Ciò che finirebbe con allinearlo con i paesi della Nato e lo renderebbe il terzo più grande investitore mondiale nella difesa dopo gli Stati Uniti e la Cina.

Si tratta di una contraddizione in termini dal punto di vista costituzionale, visto che l’articolo 9 della Carta giapponese redatto dalle forze di occupazione statunitensi dopo la Seconda Guerra mondiale, esplicitamente “rinuncia alla guerra e vieta al Giappone di usare la forza per dirimere le controversie internazionali”, analizza il quotidiano londinese. In ogni caso, il sostegno dell’opinione pubblica al riarmo e ad avere un esercito più rafforzato è cresciuto in Giappone dopo che è scoppiata la guerra in Ucraina e in seguito “ai timori che un’invasione cinese di Taiwan potesse rappresentare una minaccia per la sicurezza del Giappone” seguita a scrivere il Guardian.

Quanto all’ambasciatore degli Stati Uniti a Tokyo, Rahm Emanuel, questi ha accolto con favore le strategie come “una pietra miliare epocale” per le relazioni Usa-Giappone e per fare dell’Indo-Pacifico un luogo “libero e aperto” e una realtà sostenibile.

Tuttavia, nonostante il consenso del governo sulla natura e la gravità delle minacce alla sicurezza del Giappone, il partito liberaldemocratico al potere si è diviso “su come finanziare l’aumento della spesa per la difesa”, tant’è che il primo ministro, Fumio Kishida, “si è opposto alle richieste di utilizzare i titoli di stato per aiutare a pagare la spesa per la difesa, stimata in 43 trilioni di yen, pari a 320 miliardi di dollari, nei prossimi cinque anni”, optando invece per scommettere sugli aumenti delle tasse che il suo partito e il suo partner di minoranza nella coalizione, Komeito, ha approvato venerdì.

Per il momento, intanto, le forze di autodifesa saranno riorganizzate, con l’esercito, la marina e l’aeronautica “posti sotto un comando congiunto per rispondere più rapidamente alle emergenze”, sottolinea il Guardian.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Traduci
Facebook
Twitter
Instagram
YouTube