Manovra: slitta al 31 marzo la rottamazione delle cartelle sotto mille euro

Economia & Finanza

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Oggi Giorgetti in commissione Bilancio. Partita politica chiusa sull’aumento a 600 euro delle pensioni minime per gli over 75. Tra le ipotesi la riduzione del reddito di cittadinanza a 7 mesi
Giancarlo Giorgetti

 

AGI – Partita chiusa – almeno a livello politico – sull’aumento a 600 euro delle pensioni minime per gli over 75. Così come sulla proroga al prossimo 31 dicembre della Cilas per il superbonus al 110% e sulla misura ‘salva-sport’, che consentirà alle società sportive di saldare in 60 rate i versamenti tributari con una maggiorazione del 3%.

La trattativa sulla manovra prosegue e in commissione Bilancio della Camera – tra bocciature e accantonamenti – è andato avanti per tutta la giornata di sabato anche l’esame degli emendamenti segnalati dai gruppi. Il governo ha presentato un primo pacchetto di proposte su enti locali e fisco. Ma il grosso delle modifiche, viene spiegato, dovrebbe arrivare in mattinana e – in serata – il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, illustrerà tutte le novità che si intendono introdurre.

La sua presenza è stata chiesta a gran voce dal Movimento 5 stelle, prima e poi dal resto dell’opposizione che lamenta ritardi e poca chiarezza da parte dell’esecutivo. I tempi dell’arrivo nell’Aula della Camera della legge di Bilancio sembrano intanto allungarsi. Lo slittamento di almeno 24 ore della seduta in calendario per martedì mattina, a Montecitorio viene dato come molto probabile, se non certo.

La misura sulle pensioni sarà inserita in un emendamento del governo, quelli sulla Cilas e sul salva-sport in due emendamenti dei relatori, ‘fotocopià degli ordini del giorno al dl Aiuti quater accolti ieri al Senato. Tra le modifiche consegnate questo pomeriggio dal governo alla commissione c’e’ quella che cambia la tassazione sugli extraprofitti e riduce il perimetro delle società tenute al pagamento dell’imposta.

Nel complesso, le modifiche hanno un costo di circa 20,1 milioni di euro nel 2023. In particolare, vengono escluse dal pagamento “le società per le quali la quota di volume d’affari relativa al codice attività oggetto della misura risulti inferiore al 75% del volume d’affari complessivo”. Secondo il governo tale esclusione produrrebbe un minor gettito stimato pari a circa 18,2 milioni di euro per l’anno 2023″.

Del pacchetto fanno poi parte misure per il rinvio di tre mesi, dal primo gennaio al 31 marzo, dello stralcio delle cartelle fino a 1.000 euro previsto nel testo iniziale della legge di Bilancio, per contrastare il rischio idrogeologico in Calabria (440 mln di euro in tre anni), per la compartecipazione alle spese sanitarie della Regione Sicilia (200 mln), per fronteggiare l’emergenza sbarchi a Lampedusa e Linosa (850 mila euro), e un bonus pari al 50% dell’Iva per chi acquista entro il 31 dicembre 2023 appartamenti di classe energetica A o B “cedute dalle imprese costruttrici delle stesse”.

Tra le modifiche anche il passaggio alla Sogei dall’Agenzia delle Entrate della gestione dei sistemi informatici per i servizi della riscossione e l’esenzione dell’Imu per tutti gli immobili dell’Accademia dei Lincei. Prorogato di un anno, sino a fine 2023, il credito d’imposta per gli investimenti al Sud. Ancora nonè chiaro quando la commissione inizierà a votare questi emendamenti e quelli che saranno presentati domani.Per ora l’ufficio di presidenza ha fissato alle 12 di domenica il termine ultimo per la presentazione dei subemendamenti.

Le opposizioni protestano

Debora Serracchiani, capogruppo del Pd a Montecitorio, denuncia “la gestione improvvisata e assolutamente non all’altezza di un efficace andamento dei lavori. Fanno roboanti manifestazioni ma sembrano tutt’altro che ‘prontì nell’affrontare la legge più importante da esaminare in Parlamento. La commissione procede nel caos, governo e maggioranza dimostrano di non essere in grado di svolgere il loro lavoro”.

I due capigruppo del Terzo polo, Matteo Richetti e Raffaella mettono in guardia: “Così ci portano a sbattere. Così si rischia davvero l’esercizio provvisorio. E la responsabilitàè tutta della loro incapacità”.

Il relatore di maggioranza, Roberto Pella, però rifiuta di parlare di esercizio provvisorio, che scatterebbe se la manovra non venisse approvata entro l’anno. “”Non c’e’ alcun rischio”, assicura. “Dobbiamo dare questo messaggio chiaro e forte alla cittadinanza. Dobbiamo chiudere il testo in Aula alla Camera entro Natale per poi trasmetterlo al Senato. Quello dell’esercizio provvisorio – ribadisce – nonè un tema che viene affrontato“.

Tra quelli affrontati, e a cui Forza Italia tiene in particolar modo, c’è invece l’aumento delle pensioni. “Per noiè imprescindibile. Ci sono degli impegni politici e non vediamo per quale ragione debbano essere disattesi, sono fiducioso”, insiste il parlamentare azzurro, mentre Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento, non esclude una ulteriore modifica del reddito di cittadinanza: il limite degli 8 mesi per la concessione del sussidio, previsto nel testo della manovra, potrebbe essere ridotto a 7 mesi.

Una misura che per l’esponente del governo potrebbe liberare risorse per 200 milioni di euro, utili per finanziare altre voci. Da fonti arriva infine la conferma che molte delle richieste avanzate dai ministeri – sono 68 – non saranno accolte. Dovrebbero passare invece quelle per l’assunzione di dipendenti di alcuni ministeri e nelle Forze dell’ordine.

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