Rapunzel, con Lorella Cuccarini

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Articolo a cura di Ilaria Solazzo.

Nell’affollato firmamento dello spettacolo italiano – soprattutto se lo pensiamo declinato al femminile – ci sono tre stelle che, da decenni ormai, brillano sopra tutte le altre. Tre personaggi che hanno saputo sublimare le proprie capacità e la vena artistica che le contraddistingue, diventando realmente delle icone al di sopra del tempo: i loro nomi sono Raffaella Carrà, Heather Parisi e Lorella Cuccarini.

Come qualunque altra persona – perché non dimentichiamolo, dietro alla attrice, ballerina, performer, c’è sempre un essere umano – anche loro hanno avuto momenti di maggiore o minore splendore, ascese straordinarie e cadute che sarebbero potuto essere rovinose; dalle quali, tuttavia, hanno saputo sempre riprendersi, puntando su professionalità, capacità e simpatia. Tanto da arrivare a conquistarsi uno status ben riconosciuto nel sempre mutevole gusto del pubblico.

Il discorso vale per tutte e tre le star che abbiamo nominato e forse più ancora, tra loro, per Lorella Cuccarini. La show girl – ma è anche attrice, cantante, autrice di un libro (Ogni giorno il sole – la vita e la filosofia del mezzo pieno”, un’autobiografa edita da Piemme), doppiatrice, conduttrice di programmi di beneficenza e anche protagonista di spettacoli teatrali – ha conosciuto tutti gli stadi della carriera nel mondo dell’intrattenimento. Dalle prime apparizioni “in seconda fila”, come ballerina nei programmi televisivi dei primi anni ’80, alla ribalta grazie, in particolare, al suo pigmalione, l’indiscusso “re” dei conduttori del piccolo schermo nazionali Pippo Baudo. Con lui arrivano “Fantatico” e successivamente il passaggio a Mediaset in un rimpallo tra televisione pubblica e privata, che comprenderà anche le presenze al Festival di  Sanremo tanto come conduttrice che nelle vesti di cantante, che continuerà per diversi anni della carriera. Anni nel corso dei quali vengono via via a mettersi in luce le capacità straordinarie di questa eterna ragazza che presto – dopo aver dato il volto a un celebre spot pubblicitario – rimarrà nella memoria collettiva come “la più amata dagli italiani”. Un appellativo che, nel suo caso, è molto più di un semplice vezzeggiativo. E’ la conferma di una straordinaria capacità di essere vicina alle persone, rifuggendo qualsivoglia atteggiamento “da diva” per entrare nel cuore, oltre che nelle case, degli spettatori. Chi scrive è fra coloro che hanno sicuramente incontrato questo lato umano – al di là di difficoltà e malevolenze – della Lorella più vera. Scoprendo una realtà autentica dietro la maschera, una donna forte ma dolce, che sa donare calore e amicizia, senza voler nulla in cambio: qualità che nel mondo di oggi sono rare ovunque, figuriamoci nello star system. Lorella è un personaggio che ha saputo – senza scendere a compromessi – rappresentare le straordinarie capacità e la voglia di arrivare al proprio obiettivo che è caratteristica forse fondamentale di noi donne, che troppo spesso dobbiamo affrontare ostacoli artificiali, costruiti – sembra – quasi apposta per crearci difficoltà.

L’elenco dei suoi lavori è enorme, così come la raccolta dei premi che ha ottenuto nel corso della carriera, capace di rinnovarsi, ripartire, reinventarsi tante volte. Alla faccia di chi vorrebbe ridurre il lato femminile dello show business a una semplice esibizione di carne e forme. Oggi, nello splendore della sua maturità, Lorella è ancora a teatro con una edizione scintillante della favola di Rapunzel: un palcoscenico da cui ricordare a tutti – chi l’ha conosciuta fin dagli inizi ma anche chi oggi si avvicina a questo talento per la prima volta – la sua straordinaria versatilità e la capacità quasi magica di intrattenere e accompagnare le persone in un mondo fatato eppure così vicino a noi. Restando – ed è straordinario anche questo – un esempio da seguire e una fonte di ispirazione per chi volesse intraprendere la sua stessa strada ma in generale per chiunque abbia la necessità di credere a un’altra possibilità, a un domani migliore dell’oggi; al potere – quello sì veramente magico – della sincerità e della pulizia d’animo. Anche per questo, continuando a seguirla come ho sempre fatto nella mia vita, senza mai invadere il suo spazio, voglio dirle, per l’ennesima volta: “Grazie Lorella”.

https://www.teatro.it/spettacoli/roma/brancaccio/2022-2023/rapunzel-il-musical

 

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