La Banca di Francia è pronta ad agire ancora “per sconfiggere l’inflazione”

Economia & Finanza

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Il governatore Francois Villeroy de Galhau: “I nostri tassi di interesse sono quindi già stati alzati quattro volte di seguito, da -0,5% al 2%. E siamo pronti a spingerci oltre anche se il nostro obiettivo è ovviamente quello di non provocare una recessione”

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© Daniel Pier / NurPhoto via AFP –  Francois Villeroy de Galhau

AGI – La Banca Centrale Europea ha già alzato i tassi di interesse di riferimento quattro volte dall’estate ed è pronta ad “andare oltre per battere l’inflazione”, anche se l’obiettivo “è ovviamente quello di non provocare una recessione”. A dirlo è il governatore della Banca di Francia in un’intervista rilasciata al Journal du Dimanche.

“Abbiamo agito rapidamente e con forza dalla primavera, quando abbiamo visto che l’inflazione energetica importata si stava diffondendo al resto dell’economia”, ha dichiarato Francois Villeroy de Galhau. “I nostri tassi di interesse sono quindi già stati alzati quattro volte di seguito, da -0,5% al 2%. E siamo pronti a spingerci oltre per sconfiggere l’inflazione, anche se il nostro obiettivo è ovviamente quello di non provocare una recessione”, ha spiegato, osservando che “perché una politica monetaria anti-inflazionistica produca i suoi effetti” ci vogliono dai 18 mesi ai due anni.

Francois Villeroy de Galhau è quindi pienamente allineato con le posizioni della Presidente della Bce Christine Lagarde, che giovedì ha ribadito in vario modo che la stretta monetaria non è finita: “Abbiamo ancora molta strada da fare”, “dobbiamo andare oltre”, o “siamo in una partita lunga”.

Secondo Villeroy de Galhau, “un’inflazione sotto controllo aiuterà a ripristinare la fiducia. Permetterà inoltre di riprendere la crescita del potere d’acquisto delle famiglie, che tra il 2015 e il 2021 è cresciuto in media dell’8%”. La Banca di Francia stima che, dopo un picco nella prima metà del 2023, l’aumento dei prezzi scendera’ al 4% entro la fine del prossimo anno, per poi tornare a circa il 2% entro la fine del 2024-25.

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