Musk bocciato dal popolo di Twitter. Verso l’era Sandberg

Economia & Finanza

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Ecco risultati del referendum lanciato sulla piattaforma dallo stesso imprenditore. Il sondaggio ha raccolto 17.502.391 voti. La notizia accolta con euforia dagli investitori: in Borsa, il titolo Tesla guadagna il 2,8% alle prime contrattazioni di Wall Street. Le indiscrezioni parlano di due nomi in ‘pole’ per il dopo Musk: Sheryl Sandberg (Meta) e Sarah Friar (Nextdoor)
© CHRIS DELMAS / AFP
– Elon Musk annuncia su Twitter un sondaggio sul suo destino alla guida della piattaforma social

 

AGI – Elon Musk ‘bocciato’ dagli utenti di Twitter. Per il 57,5% dei follower l’imprenditore deve dimettersi. E’ la ‘sentenza’ del referendum lanciato dallo stesso Musk sulla piattaforma. Complessivamente il sondaggio ha raccolto 17.502.391 voti.

Dovrei dimettermi?”. L’imprenditore di origini sudafricane ha affidato il suo destino ai follower.  I sì sono stati il 57,5% e i no il 42,5%

Il referendum era stato lanciato nella notte: “chi mi segue decida se resto a capo di Twitter” aveva scritto sul social. 

“Più avanti, ci sarà un voto per importanti cambiamenti politici. Le mie scuse. Non accadrà più”, anticipa. E poi arriva il tweet. “Dovrei dimettermi dalla guida di Twitter? Mi atterrò ai risultati di questo sondaggio“, assicura Musk.

Sotto il testo, i follower hanno la possibilità di sceglie di rispondere con ‘sì’ o con ‘no’ a questa domanda.

Non è chiaro quanto quanto velocemente Musk si dimetterà (se la maggioranza degli elettori chiedesse la sua defenestrazione) nè chi lo sostituirà come Ceo della piattaforma.

In un altro ‘cinguettio’ Musk ha sostenuto che “nessuno vuole il lavoro che può effettivamente tenere in vita Twitter: non c’è un successore”

Intanto, la società annuncia importanti cambiamenti. Twitter non consentirà agli utenti di promuovere i propri account su diverse piattaforme di social media rivali, tra cui Facebook e Instagram, spiega la società in una nota. “Non consentirà più la promozione gratuita di specifiche piattaforme di social media”, si legge.

“Sia a livello di tweet, che a livello di account, rimuoveremo qualsiasi promozione gratuita di piattaforme di social media di terze parti vietate, come il collegamento (ovvero l’utilizzo di url) a una qualsiasi delle piattaforme di seguito su Twitter o la fornitura del proprio nome utente senza un url”.

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© OLIVIER DOULIERY / AFP

Elon Musk

Agli utenti sarebbe quindi impedito, ad esempio, di pubblicare “Seguimi @nomeutente su Instagram”, precisa Twitter. Il co-fondatore di Twitter Jack Dorsey protesta un tweet di una sola parola: “Perchè?” E dopo che alcuni account importanti vengono sospesi in base alla nuova politica, incluso l’investitore tecnologico Paul Graham, Musk è costretto a intervenire e precisare che, invece di considerare i singoli tweet, la nuova politica si limiterebbe a “sospendere gli account solo quando lo scopo principale di quell’account è la promozione dei concorrenti”.

L’improvviso cambiamento delle regole è solo l’ultimo di una serie di modifiche controverse apportate da Musk da quando ha rilevato la società in ottobre, uno sconvolgimento che ha portato un numero crescente di utenti a incoraggiare i follower a visualizzare i propri post su altri siti.

Poco dopo aver rilevato la piattaforma, Musk ha annunciato che il sito avrebbe addebitato 8 dollari al mese per verificare l’identità dei titolari di account, ma ha dovuto sospendere il piano ‘Twitter Bluè dopo un’imbarazzante ondata di account falsi. Il 4 novembre, con Musk che affermava che la società stava perdendo 4 milioni di dollari al giorno, Twitter ha licenziato metà dei suoi 7.500 dipendenti.

Pochi giorni fa era stata la volta della sospensione di oltre 25 account che tracciavano gli aerei di agenzie governative, miliardari e individui di alto profilo, compreso quello di Elon Musk, nuovo proprietario del social network. “Notizie preoccupanti” per la vice presidente della Commissione europea, Vera Jourova

Il nuovo ceo ha anche ripristinato l’account dell’ex presidente Donald Trump e affermato che Twitter non funzionerà più per combattere la disinformazione sul Covid-19.

Nei giorni scorsi, Musk ha sospeso gli account di diversi giornalisti – tra cui il reporter del Washington Post, Taylor Lorenz – dopo che essersi lamentato per la divulgazione di dettagli sui movimenti del suo jet privato che avrebbero potuto mettere in pericolo la sua famiglia. La sospensione dei giornalisti – dipendenti della Cnn, del New York Times e del Washington Post – ha suscitato aspre critiche, anche da parte dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite. La Federal Trade Commission degli Stati Uniti ha affermato di seguire gli sviluppi su Twitter “con profonda preoccupazione”.

L’editore esecutivo del Washington Post, Sally Buzbee, ha affermato che la sospensione dell’account di Lorenz “mina ulteriormente l’affermazione di Elon Musk secondo cui intende gestire Twitter come una piattaforma dedicata alla libertà di parola”. Da allora alcuni degli account sospesi sono stati riattivati.

La notizia è stata bene accolta dai mercati: al titolo Tesla (quello di Twitter è stato sottoposto a operazione di delisting dallo stesso Musk), avanza del 2,8%. Nei giorni scorsi, il titolo della casa automobilistica era invece in ribasso in quanto gli investitori giudicavano troppo elevata la quantità di risorse che l’imprenditore di origine sudafricana investisse nella piattaforma di social network. Oggi dopo che è stato lanciato il sondaggio, la situazione si è appunto invertita.

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Oltre a quello odierno i più celebri hanno riguardato la riapertura di alcuni account sospesi o la vednita del 10% delle azioni di Tesla. Ma quasi sempre i suffragi hanno dato risultati diversi dalle attese delo stesso Musk  

Secondo quanto riferito dal Financial Times sarebbero al momento due i nomi in corsa per il posto del tycoon sudafricano. Sebbene Musk abbia chiarito di non avere ancora idee su nuove nomine i nomi che per ora circolano sarebbero quelli di Sheryl Sandberg, l’ex direttore operativo di Meta che ha trasformato l’azienda in un gigante della pubblicità digitale, e Sarah Friar, capo di Nextdoor, e già direttore finanziario della società di pagamenti Block, creata dal cofondatore di Twitter Jack Dorsey. Una scelta quest’ultima che potrebbe risultare particolarmente strategia nel caso in cui Twitter, ad esempio, volesse aggiungere i pagamenti al suo servizio.

Sempre secondo le rivelazioni del Ft il nome del cofondatore Dorsey sarebbe invece escluso a priori viste le difficoltà dimostrate in passato nel trovare profitti duraturi.

Improbabile anche la cessione della società ad un nuovo acquirente visto che questo appesantirebbe le perdite per Musk che, non va dimenticato, ha acquistato il social network per ben 44 miliardi di dollari, un valore pari a circa tre volte il fatturato di fine anno (il valore d’impresa sarebbe ora di soli 15 miliardi di dollari).

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