Via libera dall’Europa a un nuovo sistema di scambio di quote di gas serra

Economia & Finanza

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E’ un accordo provvisorio per ridurre le emissioni del 62 per cento entro il 2030, rispetto ai livelli del 2005. Sarà finanziato con 65 miliardi di euro dal bilancio dell’Ue, più il 25 per cento di cofinanziamento da parte degli Stati membri

di Gaia Vendettuoli

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AGI – La Commissione europea ha accolto con favore l’accordo provvisorio raggiunto con il Parlamento europeo e il Consiglio per rafforzare il sistema di scambio di quote di emissione di gas serra dell’Ue (Ets) e per applicare lo scambio di quote di emissione a nuovi settori per un’efficace azione per il clima in tutta l’economia europea, a partire dal settore trasporti.

Per integrare la cospicua spesa per il clima nel bilancio dell’Ue, gli Stati membri spenderanno la totalità delle entrate derivanti dallo scambio di quote di emissione per progetti legati al clima e all’energia e per affrontare gli aspetti sociali della transizione. Il vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo, Frans Timmermans, ha dichiarato: “Lo scambio di quote di emissione è il fulcro del nostro Green Deal europeo: dare un prezzo al carbonio. Un sistema di scambio di quote di emissione più forte ci aiuterà a guidare gli investimenti nella decarbonizzazione e a ridurre ulteriormente e più rapidamente le emissioni, in linea con i nostri obiettivi climatici. Con il nuovo Fondo sociale per il clima, l’UE garantirà che la nostra transizione verde avvenga in modo da proteggere i nostri soggetti più vulnerabili e aiutarli a partecipare alla transizione.  Alla fine di un anno impegnativo, questa è una notizia positiva tanto necessaria; di fronte a forti venti contrari, continuiamo a realizzare il Green Deal europeo per un futuro sostenibile”.

L’accordo ridurrà – secondo l’Ue – le emissioni dei settori Ets dell’Ue del 62 per cento entro il 2030, rispetto ai livelli del 2005. Eliminerà gradualmente le quote di emissione gratuite a determinate imprese e introdurrà gradualmente il meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera (Cbam) tra il 2026 e il 2034 per i settori coperti. Ciò fa seguito all’accordo provvisorio raggiunto sul Cbam dai legislatori europei il 13 dicembre.

Per sostenere gli Stati membri nei loro sforzi per ridurre le emissioni degli edifici e dei trasporti su strada e in alcuni settori industriali, a partire dal 2027 inizierà un nuovo sistema di scambio di quote di emissione separato per il relativo uso di carburante. 

Il compromesso aumenta anche le dimensioni dei fondi per l’innovazione e la modernizzazione e crea un nuovo fondo sociale per il clima, che fornirà un sostegno finanziario specifico agli Stati membri per aiutare i cittadini vulnerabili e le microimprese con investimenti in misure di efficienza energetica.

Sarà finanziato con 65 miliardi di euro dal bilancio dell’Ue, più il 25 per cento di cofinanziamento da parte degli Stati membri . Ora l’accordo provvisorio richiede l’adozione formale da parte del Parlamento e del Consiglio.

 

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