Criptovalute, anche Core Scientific dichiara fallimento

Economia & Finanza

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E’ l’ultima di una serie che ha colpito il settore. La compagnia, con sede ad Austin, in Texas, ha attribuito il suo fallimento al crollo dei prezzi dei bitcoin

di Alessio Nisi

AGI – Core Scientific, una delle più grandi società di estrazione di criptovalute quotate in borsa negli Stati Uniti, ha presentato istanza di fallimento. L’ultimo di una serie che ha colpito il settore. La compagnia, con sede ad Austin, in Texas, ha attribuito il suo fallimento al crollo dei prezzi dei bitcoin, all’aumento dei costi energetici per la loro estrazione e a un debito non pagato di 7 milioni di dollari dal prestatore di criptovalute statunitense Celsius Network, uno dei suoi principali clienti.

Nei documenti presentati in tribunale, l’azienda ha dichiarato una perdita netta di 434,8 milioni al 30 settembre 2022 (contro i 16,6 milioni nello stesso periodo dell’anno scorso), di avere 4 milioni di dollari di liquidità al momento della dichiarazione di fallimento, di contare tra i mille e i 5 mila creditori e perdite per 1,33 miliardi. A ottobre la società ha assunto consulenti per la ristrutturazione e da quel momento ha avviato negoziati con i creditori proprio in vista di una potenziale dichiarazione di fallimento. Core Scientific si è quotata nel 2021, con una valutazione di 4,3 miliardi ed è anche tra i maggiori fornitori nordamericani di infrastrutture, software e servizi blockchain.

Più di un trilione di dollari di valore è stato spazzato via dal settore delle criptovalute. Il crollo ha eliminato attori chiave del settore, come l’hedge fund di criptovalute Three Arrows Capital e Celsius. Il colpo più grande al settore è però arrivato dopo che il mese scorso l’exchange di criptovalute FTX ha presentato istanza di protezione dal fallimento.

Dopo la rapida crescita nel 2020 e nel 2021, il bitcoin, la valuta digitale di gran lunga più popolare, è sceso di oltre il 60% quest’anno, mettendo sotto pressione il settore del mining di criptovalute.

L’elaborazione delle transazioni bitcoin e il “mining” di nuovi token (così viene chiamata l’estrazione di criptovaluta) vengono eseguiti da potenti computer, collegati a una rete internazionale, un’attività  diventata meno redditizia: il prezzo del bitcoin è crollato e i costi energetici sono aumentati vertiginosamente.

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