Manovra: il Governo pone la fiducia ed è corsa contro il tempo

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In serata la fiducia alla Camera, via libera all’alba della Vigilia di Natale, poi il testo andrà al Senato. Stralciati i 450 milioni di euro ai Comuni per mancanza di coperture, resta la norma sui cinghiali. Meloni: “Si dovrà migliorare ma nessuna catastrofe”. Schlein boccia il provvedimento: “Dilettantismo al Governo”

di Andrea Managò e Filippo Frignani

© Maria Laura Antonelli / AGF
– Giorgia Meloni a Porta a Porta

 

AGI – Il governo ha posto la fiducia sul testo della manovra economica nell’aula della Camera, l’iter parlamentare ripartirà con le votazioni. Per le 20,30 è atteso il voto di fiducia, seguito dagli ordini del giorno e le mozioni.

La maggioranza punta ad una nuova maratona notturna per arrivare al voto finale nella mattina del 24 dicembre, il giorno prima di Natale, e passare in Senato dove chiudere la partita molto più velocemente tra il 27 e 28 ed evitare così lo spettro dell’esercizio provvisorio dal 1° gennaio.

I tempi stretti continuano a dettare l’agenda di questa sessione di bilancio. Dopo una nuova giornata scandita da numerosi stop in aula, il ritorno in Commissione, dispute animate tra maggioranza e opposizioni, nel tardo pomeriggio la Commissione Bilancio della Camera ha dato via libera alle modifiche al testo della manovra richieste dalla Ragioneria dello Stato.

Il nodo delle coperture finanziarie

I tecnici hanno sollevato 44 rilievi su alcune misure perché prive di adeguata copertura finanziaria. Inoltre è stato stralciato un emendamento, approvato erroneamente nei giorni scorsi, che attribuiva fondi agli enti locali che devono ripianare il loro disavanzo, perché creava un saldo negativo di bilancio da ben 450 milioni.

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© Andrea Ronchini, Ronchini / NurPhoto / NurPhoto via AFP

La premier Giorgia Meloni oggi si è detta soddisfatta della legge di bilancio “tra mille difficoltà, anche di rodaggio, con giorni complessi e nonostante tutto quello che si può e si dovrà migliorare”. Sostenendo inoltre che “rispetto a chi auspicava e prefigurava una partenza di questa maggioranza e di questo governo come una catastrofe, tutto il racconto che è stato fatto su di noi sta loro tornando indietro come un boomerang”.

Letta: “Manovra pasticciata”

Critiche le opposizioni. Il segretario Pd Enrico Letta incalza: “Quello che è accaduto in queste ore in Parlamento è la dimostrazione che il governo e la maggoranza non erano pronti. La legge di bilancio è la più pasticciata degli ultimi vent’anni“. Mentre il leader del M5s Giuseppe Conte parla di “errori su errori” in un “gioco dell’oca in cui invece di andare avanti si torna sempre alla casella iniziale, giocando sulla pelle dei cittadini”.

L’ex premier e senatore a vita Mario Monti commenta: “Mi ha sorpreso positivamente la conformità alle linee europee e la prudenza per il bilancio pubblico e per questo gli darei un 8 o addirittura un 9. Non supera però il 4 nella grande disattenzione al tema delle ineguaglianze, che semmai vengono rafforzate”.

La tensione si misura durante la Commissione serale, terminata con Pd, Avs, M5s e Terzo Polo fuori dall’aula al momento del voto per protesta su una serie di misure. Al centro delle polemiche ancora l’emendamento di maggioranza che sdogana la caccia alla fauna selvatica nei parchi urbani, a partire dai cinghiali, approvato come ultimo testo alle 6.30 di mercoledì mattina prima del mandato ai relatori. Le opposizioni contestano che si tratti di una materia estranea alla legge di bilancio che potrebbe sdoganare situazioni di pericolo all’interno delle città.

Due carte della cultura contro la 18App

Tra le riformulazioni chieste dalla Ragioneria una riguarda le due Carte cultura che andranno a sostituire 18App. Il testo approvato dalla commissione Bilancio specificava che le due card vengano finanziate nel limite massimo di spesa di 190 milioni di euro annui a decorrere dal 2024 mentre nel 2023 con le risorse già impegnate per il 2022.

La nota inviata dai tecnici del Mef alla Camera evidenzia che per coprire la norma nel 2023 è necessario il Mef adotti dei decreti per “apportare le occorrenti variazioni di bilancio”.

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Libri, bonus cultura

“Tutto risolto”, spiega dopo le modifiche in Commissione il deputato di FdI Federico Mollicone, primo firmatario del testo. Appunti anche sull’articolo che dispone la proroga fino al 2025 della convenzione tra il Ministero dello sviluppo economico e la società Centro di Produzione Spa (Radio Radicale) con una spesa massima di 8 milioni di euro per il 2023. La Ragioneria, però, fa presente che: “L’emendamento risulta privo di copertura finanziaria per gli anni 2024 e 2025” e invita a riformularlo con data accorciata al 31 dicembre del prossimo anno. Un’altra delle prescrizioni chiede di correggere la norma che proroga fino al 31 marzo lo smart working per lavoratori pubblici e privati fragili.

Per la sostituzione del personale scolastico affetto da patologie la Ragioneria chiede 15,8 milioni da individuare tramite una rimodulazione di fondi. Viene disposto inoltre che i componenti del tavolo che sarà chiamato ad occuparsi dei possibili ristori agli esercenti sui pagamenti elettronici, per cercare di anestetizzare il costo delle commissioni bancarie per le transazioni fino a 30 euro, non spettino compensi.

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