Via libera della Camera alla manovra, ora passa al Senato

Politica

Di

APPROVATA CON 197 VOTI A FAVORE, 129 CONTRARI E DUE ASTENUTI

Via libera dell’Aula della Camera alla Manovra. 197 i voti a favore, 129 quelli contrari e due astenuti, dopo una seduta fiume. Momenti di tensione con le opposizioni. Ora il testo passa al Senato, che lo esaminerà dal 27 dicembre. Il voto di fiducia aveva visto 221 sì e 152 no. Protesta delle opposizioni per due emendamenti presentati dall’esecutivo dopo la fiducia, il primo per l’allineamento delle coperture, il secondo per l’acquisto da parte dello Stato di Villa Verdi e per contrastare la peste suina in Piemonte.

La discussione sulla manovra si è chiusa alle prime luci dell’alba, intorno alle 7, quando è arrivato il voto finale (197 sì e 129 no). Subito dopo Natale, ci sarà il passaggio al Senato per ottenere il via libera definitivo al provvedimento entro il 31 dicembre. A Montecitorio l’esame degli ordini del giorno. Alcuni hanno acceso molte Quello sui lupi ad esempio, ma anche altri come Sanità, opzione donna e pensioni. Infine le dichiarazioni di voto. “Se siamo qui a quest’ora del 24 dicembre è innanzitutto perché maggioranza e governo erano tutt’altro che pronti”, ha detto Benedetto Della Vedova. Molti gruppi, per accelerare il lavoro, hanno rinunciato a parlare, depositando l’intervento. Come ha fatto tutta la maggioranza e anche il Gruppo Misto, che si è astenuto.

“Giunti all’alba del 24 dicembre non voglio abusare della pazienza dei colleghi”, ha detto Alessandro Colucci (Nm) tra gli applausi dei deputati. “Con il voto di oggi si chiude alla Camera una delle peggiori sessioni di bilancio della storia repubblicana”, ha affermato Giulio Sottanelli (Iv-Az). “Oggi finalmente cala il sipario su uno spettacolo indegno ed inedito. L’esame di questa manovra ha sfondato il muro del ridicolo e violato ogni regola di buonsenso e di rispetto delle istituzioni”, ha dischiarato Ubaldo Pagano del Pd.

La maggioranza “ha bocciato l’ordine del giorno che ho presentato per impegnare il governo a eliminare i requisiti restrittivi per l’accesso a Opzione donna. Avevano promesso di rimediare al pasticcio fatto in legge di Bilancio durante il passaggio parlamentare, ma non l’hanno fatto perche’ non c’erano le coperture che invece si sono trovate per i soliti noti. Voglio rassicurare le tantissime donne che mi hanno scritto in queste settimane: la nostra battaglia non si ferma certo qui”. Lo afferma in una nota la deputata del M5s ed ex sindaca di Torino, Chiara Appendino.

Grazie al centrodestra e a Fratelli d’Italia “finalmente si torna a parlare di politica. Nonostante chi spingeva perche’ si licenziasse una Finanziaria solo ragionieristica siamo arrivati a varare un documento politico-economico”. A dirlo in una nota il deputato di Fd’I e relatore della commissione Bilancio dopo l’approvazione della manovra alla Camera.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Traduci
Facebook
Twitter
Instagram
YouTube