Natale triste – Per le bollette chiude il negozio

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Il Natale triste della sarta Irina: “Chiuderò il negozio per le bollette e ho una figlia disabile” Da 8 anni gestisce una piccola sartoria e lavanderia nel Comasco e mantiene da sola la ragazza

di Manuela D’Alessandro

© @AGI – Un angolo della lavanderia sartoria di Irina

 

AGI – Irina apre ogni mattina da otto anni ad Alzate Brianza un minuscolo negozio in cui fa lavoretti di sartoria e lava e stira nei cambi di stagione. Ci sono due plafoniere con lampade a basso consumo, la macchina per cucire elettrica e il ferro da stiro. Due grandi lavatrici ora ferme.

A casa c’è una figlia disabile di 19 anni, “invalida al 100 per cento”, che dipende in tutto da lei.

Il suo è un Natale disperato: a gennaio prevede di chiudere la sartoria.  “A novembre mi è arrivata una bolletta bimestrale da 1260 euro, la penultima era di 126 euro. Non so come sia stato possibile, per il basso consumo che faccio. Pago due affitti, entrambi di 500 euro per la casa e per il negozio. Ho spento anche il riscaldamento, sono congelata in questi giorni. Ma se mi arrivasse un’altra bolletta così dovrei andare a vendermi un rene”.

Irina ha 45 anni, è ucraina e da 25 vive in Italia. Oltre alla figlia deve aiutare la madre anziana e malata. “Non so come sia possibile pagare così tanto per un così basso consumo. Chi mi può aiutare? Non lo so. Il proprietario del negozio giustamente vuole l’affitto. La bolletta è questa e io non posso accorciare dei pantaloni a venti euro. Ma so che senza il negozio sono morta perché anche nel mio Paese non ho più nulla”.

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