Il sistema carcerario italiano, una bomba sociale pronta ad esplodere

Fisco, Giustizia & Previdenza

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La fuga di Natale dal Carcere Beccaria di Milano ed il ritrovamento di bombe molotov inesplose nel parcheggio del Carcere di Rebibbia, non sono altro che la punta dell’iceberg dello stato di degrado e del clima di tensione che si respira nel Sistema Carcerario del nostro Paese, all’interno del quale nel 2022 si sono già consumati ben 83 suicidi. Un anno nero che si conclude nel peggiore dei modi, evidenza di un sistema sul quale è necessario intervenire con urgenza.

“Tra strutture fatiscenti che causano, ormai quasi quotidianamente, denunce per le disastrose condizioni igienico sanitarie, la carenza di 15 mila unità di Polizia Penitenziaria, le carenze croniche di personale per il recupero sociale ed un pesante sovraffollamento, causato dall’abuso della carcerazione preventiva e dalla mancanza di utilizzo di forme pena alternative, il sistema carcerario del nostro Paese è una bomba sociale pronta ad esplodere che deve essere disinnescata al più presto, nell’interesse della collettività”, così Claudio Desirò, Segretario di Italia Liberale e Popolare, che aggiunge, “I Sindacati di Pol-Pen denunciano da anni le pessime condizioni lavorative e la crescente tensione all’interno delle strutture, così come i Garanti dei Detenuti e le Associazioni che si occupano delle condizioni di vita e del recupero dei detenuti sottolineano come le carceri italiane abbiano perso ormai da tempo il ruolo di correzione e recupero alla società dell’individuo”.

Risulta evidente come la necessità di interventi mirati e sostanziosi è da considerarsi un’urgenza non più procrastinabile. Interventi che non possono solo limitarsi al lato strutturale, ma passare anche attraverso un sostanziale implemento del personale da un lato e da una netta revisione della misura della carcerazione preventiva ed un’implementazione di forme di esecuzione pena alternative al carcere, dall’altro.

Italia Liberale e Popolare

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