Ore d’ansia per Ratzinger. Assistito dai medici, rimane grave

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Le condizioni di salute del Papa Emerito si sono aggravate nei giorni precedenti il Natale. A preoccupare sarebbero alcuni problemi respiratori, al momento stabili e sotto controllo

di Eliana Ruggiero

© Wikipedia  –  Papa Francesco – Ratzinger

 

AGI – E’ seguito costantemente dai medici il Papa Emerito Benedetto XVI, le cui condizioni di salute, che si erano aggravate nei giorni precedenti il Natale, quando ha iniziato ad accusare problemi respiratori, sono molto gravi, ma stabili e al momento sotto controllo. Nell’ex Monastero Mater Ecclesiae, all’interno delle mura vaticane, Joseph Ratzinger è assistito da monsignor Georg Gaenswein e dalle suore laiche, le quattro memores domini di Comunione e Liberazione, ormai dal 2 maggio 2013.

“Il Papa emerito è riuscito a riposare bene la notte scorsa, è assolutamente lucido e vigile e oggi, pur restando gravi le sue condizioni, la situazione al momento è stabile. Papa Francesco rinnova l’invito a pregare per lui e ad accompagnarlo in queste ore difficili”. Lo afferma il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, rispondendo alle domande dei giornalisti.

Lo stesso Gaeswein, suo segretario particolare, ha sempre sottolineato che il Papa Emerito, 95enne, è lucido anche se – disse ormai anni fa – “è come una candela che si consuma lentamente“. Gaeswein, informato tempestivamente del peggioramento della salute di Benedetto XVI, è rientrato in gran fretta in Vaticano da un periodo di congedo per le festività. Le ultime foto che ritraggono il Papa Emerito risalgono al 1* dicembre scorso quando i due vincitori del Premio Ratzinger si erano recati al Mater Ecclesiae, dopo il riconoscimento che ogni anno la fondazione intitolata a Benedetto XVI conferisce a studiosi di teologia.

Nelle immagini Ratzinger appare sempre più dimagrito e affaticato, e la voce sempre più flebile. In queste ore di apprensione e di attesa, aumentano le ipotesi su quello che accadrà dopo. Nell’eventualità della sua morte l’unica certezza è che sarà Papa Francesco a decidere come si svolgeranno le esequie, molto probabilmente di Stato, da “Pontefice”. E potrebbe essere lo stesso Bergoglio a presiedere la Liturgia (mentre per la morte di un Papa è il decano dei cardinali a farlo, ndr).

Data la situazione senza precedenti, le procedure saranno stabilite ex novo, anche dal punto di vista della vestizione. Benedetto XVI, in questi quasi dieci anni da Emerito, non ha mai rinunciato alla veste bianca e quindi si potrebbe decidere di lasciare i paramenti pontifici. Nella Costituzione apostolica “Universi Dominici Gregis” circa la vacanza della sede apostolica, in caso di morte del Pontefice, viene deciso che i cardinali stabiliscono “il giorno, l’ora e il modo, in cui la salma del defunto Pontefice sarà portata nella Basilica Vaticana, per essere esposta all’omaggio dei fedeli” e “predispongano tutto il necessario per le esequie del defunto Pontefice, che dovranno essere celebrate per nove giorni consecutivi”. Per Ratzinger verrebbe mutuato il rito e alcuni osservatori sostengono che il numero dei giorni di esposizione della salma saranno in numero inferiore. Restano anche da sapere quali siano le volontà dettate da Ratzinger. Nel 2020 il Papa Emerito indicò il luogo dove voleva essere sepolto: la tomba che fu di Giovanni Paolo II, nella cripta di San Pietro. Sepolcro rimasto libero dal momento della canonizzazione di Wojtyla, i cui resti sono stati trasferiti in una cappella vicino alla Pietà di Michelangelo.

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