In ricordo di papa Ratzinger, due tra le mie tantissime lettere

Attualità & Cronaca

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Liberazione 9 dicembre 2005
Chiesa. Chi è vicino a Dio?
Caro direttore, papa Ratzinger, nel discorso di domenica mattina a San Pietro, all’Angelus, contro l’agnosticismo e il relativismo, ha detto: «L’uomo, tra tutte le creature di questa terra, è l’unica in grado di stabilire una relazione libera e consapevole con il suo creatore». Da questa particolare condizione «deriva la dignità dell’uomo». In realtà, secondo la religione cristiana, la dignità dell’uomo deriva dal fatto che è stato creato ad immagine e somiglianza di Dio (cf Gn 1,26).

Questo può metterlo in grado di stabilire una relazione libera e consapevole con Dio, ma se ciò non accade, l’uomo resta sempre ad immagine e somiglianza di Dio, e quindi non perde mai la sua dignità. L’uomo, poi, può essere vicino a Dio, pur non credendo nella sua esistenza, ma facendo il bene e rifuggendo il male; e può essere lontano da Dio, pur credendo nella sua esistenza, ma facendo il male, anziché il bene. Piero Sansonetti, che si preoccupa per l’incauto discorso del Papa, nel suo editoriale su “Liberazione” del 6 dicembre, è vicino a Dio, quando, nello stesso articolo, scrive a favore di “atei, negri, barboni e sfollati”. La Chiesa è vicina a Dio quando aiuta le persone bisognose; è lontana da Dio quando offende le donne che abortiscono, chiamandole omicide (cfr Enciclica Evangelium vitae), quando mortifica gli omosessuali, affermando che devono essere accolti con compassione e delicatezza (cf n. 2358 Catechismo), quando rifiuta l’Eucaristia ai divorziati risposati, quando crea problemi a bambini e persone sprovvedute, facendo loro credere d’essere in grave peccato a causa di azioni non peccaminose. Papa Ratzinger sarebbe lontano da Dio, qualora pensasse che un ateo buono e onesto non sia vicino a Dio.
Renato Pierri

L’Unità 10 luglio 2006; Liberazione 11 luglio.
Questa Chiesa incomprensibile anche per il buon Dio
Se Gesù fosse stato a Valencia
Non vorrei essere blasfemo, però alle volte mi viene in mente che certi atteggiamenti della Chiesa siano incomprensibili persino per il buon Dio. Questa della famiglia sembra essere diventata una vera ossessione per la Chiesa. Fa all’infinito una grave affermazione e non si degna di convalidarla con argomenti altrettanto validi. Così a tutti è stranoto che secondo la Chiesa la stabilità della famiglia tradizionale può essere compromessa dal riconoscimento di famiglie di tipo diverso, e nessuno ne conosce la vera ragione, semplicemente perché questa ragione non esiste. E’ un atteggiamento irritante oltre che incomprensibile.

Per rendersi conto in genere degli errori della Chiesa, torna utile immaginare Cristo qui e ora. Bisogna chiedersi: Gesù oggi si comporterebbe come si comporta la Chiesa? Se a Valencia ci fosse stato Gesù, certamente, riguardo alla famiglia, avrebbe parlato d’amore e solo d’amore, perché questo è il cemento che la tiene salda e unita, e perché l’amore tra gli uomini era la preoccupazione costante del Signore; papa Ratzinger, riguardo alla famiglia, ha parlato di matrimonio, di educazione cristiana, di libertà dell’individuo, di ciò che è secondo natura, ecc., perché la sua preoccupazione costante è costituita dai Pacs. Ma l’unica insidia vera che può minare la stabilità della famiglia è la mancanza d’amore. Altre insidie non esistono. Si tranquillizzi il nostro caro Pontefice!

Renato Pierri

foto nicola porro

 

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