Il ‘niet’ di Mosca alla mediazione italiana: “Appoggia Kiev, non lo può fare”

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Il Ministero degli Esteri russo esclude il nostro Paese dal gruppo di candidati ai negoziati. Proseguono i tentativi diplomatici del presidente turco Erdogan
© Fatemeh Bahrami / Anadolu Agency / Afp
– Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov

 

AGI – “L”Italia non può fare da mediatore tra Russia e Ucraina perché appoggia il regime sanguinario di Kiev e prende una posizione aggressiva anti-russa”. Lo ha detto il ministero degli Esteri russo, secondo quanto riporta l’agenzia Ria Novosti.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan torna oggi a dialogare con il presidente russo Vladimir Putin e con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. L’ultimo atto, in ordine di tempo, di una mediazione che la Turchia ha cercato di imbastire ormai un anno fa, mantenendo una posizione sempre equilibrata tra i due Paesi in conflitto che, come anche nel recente passato, è passata attraverso telefonate a Putin e Zelensky nello stesso giorno, spesso a distanza di pochi minuti l’una dall’altra. “È un qualcosa che può fare solo la Turchia”, sono le parole con cui il consigliere capo di Erdogan, Ibrahim Kalin, ha rivelato delle telefonate di oggi. L’ultimo di una serie di ripetuti tentativi di Erdogan, il cui vero obiettivo è far sedere allo stesso tavolo i presidenti di Russia e Ucraina. Tentativi al momento tutti falliti.

“Continuiamo con un’intensa opera diplomatica nei confronti dei due Paesi – ha detto Kalin -. I nostri ministri della Difesa, degli Esteri e i nostri servizi di intelligence sono in costante contatto. Un’azione di questa ampiezza la possiamo mettere in campo solo noi”.

Già dall’inizio del conflitto Erdogan e il ministro degli Esteri Cavusoglu hanno subito messo in chiaro di avere un canale aperto sia con Kiev che con Mosca. Rispetto per gli impegni Nato, ma no alle sanzioni alla Russia. Difesa dell’integrità territoriale ucraina, ma nuovi accordi sul gas con Mosca. Ripetuti faccia a faccia tra Erdogan e Putin e droni da guerra inviati alla resistenza ucraina. Una linea diplomatica al limite dell’equilibrismo, che non ha portato al tanto sperato cessate il fuoco ma ha consentito alla Turchia di rimanere un attore in gioco per tutta la durata del conflitto e anche in questo inizio 2023, quando ci si avvicina al primo anniversario dell’invasione.

Israele invia a Lavrov i messaggi di Blinken

Ma non è solo Ankara a mediare. Un alto funzionario dipolmatico israeliano ha riferito al Times of Israel che, in una conversazione telefonica, il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha chiesto al nuovo ministro degli Esteri israeliano, Eli Cohen, di trasmettere messaggi alla Russia.

Cohen, aggiunge la testata israeliana, ha parlato con il suo omologo russo, Serghei Lavrov, martedì pomeriggio e ha trasmesso i messaggi in questione. Il funzionario israeliano non ha voluto rivelare quali fossero i messaggi americani.

“L’uso dei cellulari ha favorito l’attacco a Makiivka”

Si aggrava intanto il bilancio delle vittime dell’attacco ucraino di lunedì al centro di addestramento russo di Makiivka. I soldati uccisi, secondo il ministero della Difesa della Federazione Russa citato da Tass, sono 89.

Il ministero ha affermato che è stato l’uso dei telefoni cellulari da parte del personale operativo nel centro di addestramento nella citta dell’Ucraina orientale occupata dai russi a favorire l’attacco. “Il motivo principale di ciò che è accaduto a Makiivka – secondo il ministero – è stato l’uso dei telefoni da parte del personale alla portata delle armi del nemico”. Ci saranno indagini, e “i funzionari responsabili della tragedia di Makiivka saranno ritenuti responsabili”, aggiungono da Mosca.

Bombe su Nikopol

Il capo dell’amministrazione militare della regione di Dnipropetrovsk, Valentin Reznichenko, ha riferito da parte sua di attacchi notturni contro la città di Nikopol, che si trova sul fiume Dnepr non lontana da Zaporizhzhia. “I russi hanno colpito il centro della regione con l’artiglieria pesante e le bombe hanno colpito i quartieri residenziali di Nikopol”, ha affermato, “non si sono registrati feriti, ma danni a edifici, auto e linee elettriche e di diffusione del gas”.

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