Respinto l’assalto dei sostenitori di Bolsonaro al Parlamento. Lula: “Non succederà più”

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In migliaia si sono presentati a Brasilia, nella zona del Parlamento, tentando l’assalto al palazzo del Congresso. Sui social video e foto delle sedi vandalizzate. Scontri con la polizia che, alla fine, riprende il controllo delle istituzioni. Il presidente verdeoro: “Polizia incompetente e in malafede”
Proteste a Brasilia

 

AGI – In Brasile migliaia di sostenitori dell’ex presidente Jair Bolsonaro hanno assaltato i palazzi del potere. Le immagini che arrivano dalla capitale Brasilia sono impressionanti e ricordano quelle dell’assalto al Campidoglio negli Stati Uniti, avvenuto esattamente due anni fa.

La folla è riuscita a irrompere nel Parlamento sfondando i cordoni di sicurezza e devastando gli arredi. I rivoltosi hanno assaltato anche il palazzo presidenziale e la sede del Tribunale Supremo Federale che si trovano a due passi.

Numerosi video girati dagli stessi manifestanti, pubblicati sui sociali e ripresi dai media, mostrano persone in un’aula del Senato vandalizzata. All’esterno una marea umana con la maglietta della nazionale di calcio o una bandiera nazionale sulle spalle. La polizia sembra ora aver ripreso il controllo della situazione, eseguendo circa 150 arresti, secondo quanto riportano i media, ma sono state ore di follia

Il presidente Lula, che al momento dell’assalto si trovava nella citta’ di Araraquara, devastata da un’alluvione, ha tenuto una conferenza stampa in diretta televisiva annunciando di aver decretato un “intervento federale” che pone tutte le forze di sicurezza presenti a Brasilia sotto il controllo di una persona nominata dallo stesso Lula, Ricardo Garcia Capelli, il quale riporta direttamente al presidente e puo’ impiegare “qualsiasi corpo, civile o militare”, per il mantenimento dell’ordine.

Quello che hanno fatto questi vandali, questi fanatici fascisti non ha precedenti nella storia del nostro Paese. Chi ha finanziato (queste manifestazioni, ndr) pagherà’ per questi atti irresponsabili e antidemocratici”, ha tuonato il capo dello Stato attaccando anche la “polizia incompetente e in malafede” del Distretto Federale, ovvero di Brasilia.

“Troveremo tutti questi vandali e saranno tutti puniti”, ha aggiunto Lula, che ha prestato giuramento come presidente solo una settimana fa e che sta tornando adesso nella capitale. “Potete stare certi che non succederà’ piu’, scopriremo chi ha finanziato tutto questo”, ha concluso prima di lasciare Araraquara.

I sostenitori di Bolsonaro non accettano la vittoria di Lula alle ultime presidenziali e già il giorno dopo le elezioni del 30 ottobre si erano accampati davanti al quartier generale dell’esercito. Bolsonaro, che non si e’ mai congratulato con Lula per la sua vittoria, non ha ancora commentato i fatti. Ha lasciato il Brasile il 30 dicembre scorso per recarsi in Florida disertando la cerimonia del passaggio di consegne con Lula.

A novembre suo figlio Eduardo aveva tuttavia pubblicato un video messaggio in cui Steve Bannon, storico consigliere di Donald Trump, esponente dell’ultra destra americana, sosteneva che le elezioni in Brasile erano state rubate e invitava la gente a scendere in piazza.

“Sarà molto interessante – aveva detto – vedere come si sviluppa”. “Quando decidono di mettere tutto in digitale – aveva aggiunto – è solo per un motivo: voglio rubare le vostre elezioni, come è successo qui negli Stati Uniti”. Le reazioni di condanna internazionali sono arrivate senza indugio, dagli Stati Uniti alla Francia, dall’Italia all’Ue.

 

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