Non c’è democrazia se non c’è giustizia!

Ora Legale

Di

Avv. Giovanna Barca – Le Avvocate Italiane

Nei primi giorni del nuovo anno, il 4 gennaio 2023 per l’esattezza, c’è stata la prima udienza dinanzi alla Corte di Appello regionale di Ankara del processo a carico di 21 avvocati turchi accusati di appartenere ad associazione terroristica.

Si è azzardata una equiparazione delle condotte degli assistiti con gli avvocati per il solo fatto di aver visitato in carcere i loro assistiti, o per le difese tecniche esercitate nel corso dei procedimenti.

Gli avvocati rinviati a giudizio fanno parte di un’associazione di avvocati progressisti, il CHD, i quali erano stati già condannati in primo grado ed in appello a pene detentive da oltre sei anni a ben oltre otto anni per un totale di circa 150 anni di reclusione.

Su tale processo, la Presidente dell’associazione Magistratas Europeens pour la Democratie et les libertes, Mariarosa Guglielmi, ha dichiarato “nel richiamare i numerosi principi e documenti internazionali che sottolineano il ruolo cruciale per la democrazia svolto dagli avvocati nel garantire l’equità del sistema giudiziario, nella difesa dei diritti umani e nel portare  alla luce le loro violazioni, le associazioni giudiziarie hanno sollecitato l’attenzione della comunità internazionale verso i processi di massa in corso ad Ankara e richiesto espressamente la presenza di osservatori alle prossime udienze”, prosegue “ queste condanne colpiscono l’indipendenza della giustizia e le regole di diritti, è la stessa democrazia ad essere sotto assedio”.

La dott.ssa Gugliemi ha ricordato  il documento pubblicato il 29 dicembre 2022 dalla Piattaforma per una magistratura indipendente in Turchia con la quale l’Associazione dei Giudici Amministrativi Europei (AEAJ)  l’Associazione dei Giudici Europei, la Fondazione olandese Giudici per i Giudici, ed i Magistrati Europei per la Democrazia e la Libertà (MEDEL) con il quale  hanno espresso la loro preoccupazione e richiamato l’attenzione della comunità internazionale sui processi di massa in corso contro gli avvocati ad Ankara, in Turchia.

Si riporta di seguito il testo:

Dichiarazione della Platform for an Independent Judiciary in Turkey sui processi di massa agli avvocati di Ankara.

La Piattaforma per una magistratura indipendente in Turchia esprime la propria preoccupazione e richiama l’attenzione della comunità̀ internazionale sui processi di massa in corso contro gli avvocati in Turchia.

Il 4-6 gennaio 2023 sono previste le ultime udienze di un nuovo processo presso la Corte d’appello regionale di Ankara (22a Camera penale, fascicolo n. 2022/311). Il procedimento riguarda 21 membri dell’Ordine degli avvocati di Ankara ed è iniziato con l’intervento della Procura e le irruzioni della polizia nel 2016. Prima che la Corte di Cassazione ordinasse un nuovo processo nel marzo 2022, gli imputati erano stati condannati in primo grado e in appello a pene detentive che andavano da oltre sei anni a ben oltre otto anni Questi avvocati sono chiaramente perseguitati solo per il loro ruolo di difensori di persone sottoposte a procedimento penale per presunta appartenenza a un’organizzazione terroristica.

Quest’ultimo sviluppo conferma tristemente una tendenza già evidenziata nel rapporto 2020 del Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa (CommDH(2020)1), che sottolinea

l’atteggiamento sempre più sospettoso e ostile nei confronti degli avvocati che svolgono un ruolo attivo come difensori dei diritti umani, e l’effetto paralizzante per l’intera professione causato da numerose azioni giudiziarie specificamente rivolte contro gli avvocati, in cui sono state ammesse come prove atti che fanno parte integrante della loro professione.

Vogliamo qui richiamare i numerosi principi e documenti internazionali che sottolineano il ruolo cruciale degli avvocati nel garantire l’equità del sistema giudiziario e, più in generale, nella protezione e nella difesa dei diritti umani e quindi anche – quando necessario – nel portare alla luce le violazioni di tali diritti.

Gli avvocati devono essere in grado di adempiere con indipendenza ai loro compiti nell’ambito dell’obbligo professionale di difendere i diritti e gli interessi dei loro clienti, contribuendo così all’equa amministrazione della giustizia e al mantenimento dello Stato di diritto in una società democratica.

Edith Zeller

Presidente Association of European Administrative Judges (AEAJ) 

Duro Sessa

Presidente dell’European Association of Judges (EAJ) 

Tamara Trotman

Presidente di Judges for Judges 

Mariarosaria Guglielmi

Presidente di Magistrats Européens pour la Démocratie et les Libertés (MEDEL)”. 

Gli arresti e i processi di massa contro gli avvocati testimoniano la gravità del continuo arretramento dello stato di diritto in Turchia.

Con gli arresti di massa, le condanne e la persecuzione di avvocati legata alla loro legittima attività professionale, è stata minata e definitivamente compromessa una componente fondamentale dello stato di diritto, rappresentata dal diritto a un processo equo.

Avvocati torturati e sottoposti a trattamenti degradanti per il solo fatto di esercitare il diritto di difesa e le loro famiglie perseguitate: non può esservi imparzialità autentica del giudice se questi non ha di fronte a sé liberi avvocati, non può esservi garanzia dei diritti fondamentali senza garanzia di una effettiva difesa.

Anche di questo, si è parlato al convegno organizzato dalla Presidente Avv. Giuseppina Chiarello dell’Associazione Le Avvocate italiane in data 7 dicembre 2022 a Trani dove c’è stato un confronto con la Avv. Aysen Onen, foro di Istanbul   e la dott.ssa Yasemin Saygilar Kirit, docente di diritto processuale penale alla Istanbul Kultur University, le quali condividevano il fatto che in Turchia, con l’arrivo di Erdogan, gli avvocati non godono del diritto e del dovere di esercitare la propria professione senza paura di rappresaglie, intimidazioni, ostacoli, molestie ,al fine di preservare l’indipendenza e l’integrità dell’amministrazione della giustizia e il ruolo della legge..

L’Avv. Chiarello  “La mia stima va soprattutto alle avvocate iraniane e tutte quelle che stanno lottando in Turchia per il diritto di difesa: l’associazione Le Avvocate Italiane non poteva non  dare il suo contributo a questa causa. Non ci fermeremo qui.”. Il consigliere del CNF, Avv. Virgintino, “Non dobbiamo dimenticare la funzione sociale dell’avvocato, l’importanza della libertà e dell’indipendenza dell’avvocato. L’Avvocato è garante anche dell’autonomia del magistrato, dal momento che se ne sancirebbe la funzione di unico potere equilibratore della magistratura”.

Il tutto in linea di principio con quanto scritto e discusso durante il meeting tenutosi a Strasburgo il 8/10 novembre 2022 dove, sotto l’autorità del Comitato dei Ministri e del Comitato europeo per la cooperazione giuridica (CDCJ), il CJ-AV  si è riunito per portare avanti un progetto di strumento giuridico volto a rafforzare la protezione della professione di avvocato e il diritto a esercitare la professione senza pregiudizi o restrizioni, che stabilisce un insieme completo di requisiti minimi, norme applicabili al diritto dell’avvocato di esercitare liberamente la propria attività professionale e garantire protezione e indipendenza della professione, e può includere l’istituzione di un meccanismo incaricato l’attuazione delle norme da parte degli Stati membri o fornendo indicazioni sulla loro applicazione entro il 21/12/2023.

Il CNF nelle sue sentenze, anche, ci  ha ricordato sovente che l’avvocato esercita funzioni a garanzia del corretto esercizio della professione legale non solo nell’interesse delle parti assistite, ma anche dei terzi e della collettività, a garanzia del corretto esercizio della giurisdizione e dei principi dello Stato di diritto (ex prulimis, Consiglio Nazionale Forense, pres. Mascherin, rel. Marullo di Condojanni), sentenza del 10 maggio 2017, n. 56).

Il concetto della responsabilità sociale dell’avvocato si basa sostanzialmente sulla constatazione che quella forense non è solo una libera professione in cui il soggetto professionista offre le proprie attività di rappresentanza e difensiva al servizio del proprio cliente, ma implica anche il dato essenziale della funzione di rilievo pubblicistico che l’avvocato riveste.

La tutela dei diritti,  e a maggior ragione, la tutela dei diritti umani è uno dei doveri essenziali dell’avvocato: gli avvocati (Risoluzione del 27.11.2004 del CCBE, l’organismo rappresentativo degli avvocati europei ) sono i custodi dei diritti umani fondamentali e delle libertà, così come dello Stato di diritto. Questo principio è stato ribadito dalla Risoluzione del Parlamento europeo del 23.3.2006 in cui si riconosce proprio all’Avvocatura “una specialità di status, che trae origine non da privilegi corporativi ma dalla sua funzione difensiva”.

Non solo la tutela, dunque, ma l’essenza stessa dei diritti fondamentali riposa sulla funzione dell’Avvocatura. È una funzione sociale, prima ancora che processuale, una funzione “politica” congiunta alla sua funzione istituzionale.

Cedant arma togae, concedant laurea linguae.
Le armi facciano posto alla toga, il trionfo militare all’eloquenza.
(Marco Tullio Cicerone)

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Traduci
Facebook
Twitter
Instagram
YouTube