Ricerca internazionale sui #DesertiSanitari in Europa e nel mondo

Ambiente & Salute

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Sanità ,Foad Aodi(Amsi):Lanciamo la nostra ricerca internazionale sui #Deserti_Sanitarie_Europei che stanno causando anche Deserti_Sanitarie_Africani_Arabi_Sudamericani_Asiatici

Ricerca Amsi, UMEM ,Movimento UN@UN e la Scuola UN@IT ;Urge una soluzione comune in Europa prima che sia tardi per combattere carenza medici, infermieri , farmacisti, fisioterapisti ,muri burocratici ,liste d’attesa ,burnout , fuga dagli ospedali e dall’Europa e carenza farmaci sostenendo maggiormente la cooperazione internazionale ,salute globale , telemedicina ,la formazione, l’informazione e il reclutamento dei professionisti sanitari non europei

I problemi del sistema sanitario nazionale, con la cronica carenza di medici e infermieri, il sovraffollamento dei pronti soccorsi e i turni di lavoro usuranti a cui sono costretti gli operatori sanitari del settore pubblico non sono una peculiarità italiana. I sistemi sanitari di gran parte dell’Europa stanno vivendo un periodo complesso, dopo essere stati messi fortemente sotto stress dalla pandemia di coronavirus che ha evidenziato la situazione d’emergenza in molti paesi europei e c’è l’esigenza di riforme strutturali. Alcuni dei problemi sono comuni, così come le cause: la gestione della pandemia da coronavirus e della successiva campagna vaccinale ha bloccato o ritardato procedure, diagnosi e interventi non d’emergenza, creando o aumentando le liste d’attesa. I tre anni di costante emergenza hanno messo a dura prova medici e infermieri costringendoli a turni sfiancanti, portandoli in una potenziale situazione di “burnout” (la sindrome da stress lavorativo) e aumentando notevolmente le dimissioni volontarie e le richieste di pensione anticipata. Il numero di medici e infermieri nei paesi dell’Unione Europea è maggiore rispetto a dieci anni fa, sia in termini assoluti che in rapporto alla popolazione: l’aumento però non è stato in grado di tenere il passo della crescita della domanda e il reclutamento di nuovi medici e infermieri risulta essere un altro problema comune.

L’Associazione medici di origine straniera in Italia(Amsi) ,Unione medica Euro Mediterranea(UMEM) , il Movimento internazionale Uniti per Unire (UN@UN) con Scuola Internazionale Multilingue UNIONE PER L’ITALIA(UN@IT) (International School #UNION_For_ITALY (UN@IT) presentano la loro ricerca a favore dei professionisti della sanità in Italia ,in Europa e in 100 paesi dove seguiamo le buone pratiche e le criticità dei servizi sanitari anche tramite dibattiti televisivi con vari esperti;

Ecco alcuni punti di criticità sollevati dalla #Prima_parte della nostra Ricerca in collaborazione con i nostri rappresentanti locali in Europa e 100 paesi nel mondo;

-In Europa ci sono più di 650 mila medici non europei di cui 150 mila sono mobili;
-La carenza dei medici ed infermieri ormai e’ una patologia cronica in numerosi paesi europei e non solo in Europa ,si sta salvando chi ha messo in campo soluzioni già da alcuni anni ;l’abolizione del numero chiuso in medicina ,reclutamento medici ed infermieri dall’estero ,alzare la media dei salari ,agevolazione per quanto riguarda abitazioni e scuole per i figli ,combattere le aggressioni e la medicina difensiva e la fuga dalla sanità pubblica ,verso la pensione o all’estero;
-Per colpa della Brexit in Inghilterra è aumentata la carenza dei medici ed infermieri (hanno perso già più di 4000 medici specialisti europei in 4 specializzazioni ;Anestesia ,Pediatria ,Cardiochirurgia e Psichiatria)
-La carenza dei medici di famiglia ,medici specialisti ed infermieri si sentono maggiormente nelle provincie e in zone isolate e agricole lasciando tanti cittadini senza assistenza e vengono chiamati in Francia #Deserti_Sanitarie ;
-Per Colpa della pandemia e la carenza della produzione mancano farmaci e farmacisti in numerosi paesi europei (in Francia hanno bisogno di 15 mila farmacisti);
-La Sindrome Covid_Lung ha causato un incremento dei sintomi e dolori ossei ,muscolari e tendinei del 30% aumentando il fabbisogno dei farmaci antiinfiammatori .Inoltre ha incriminato le liste d’attesa per visite specialistica e la diagnostica e le domande per le cure delle patologie croniche, di competenza chirurgica ed oncologica.
-In Germania lavorano nella sanità 1.1 milioni professionisti per 83.22 milioni di abitanti con la media di 4,47 medici per ogni mille abitanti ,e si registra carenza di 14 mila infermieri nel SSN e 8 mila nei dipartimenti di rianimazioni;
-In Inghilterra dal 2010 lo stipendio degli infermieri è diminuito del 20% in base al caro vita e la crisi economica.
-In Inghilterra nel 2021 dai 19,977 medici che hanno iniziato a esercitare solo il 37% è di origine inglese ,il resto di origine straniera ;
-Inoltre c’è carenza di medici ed infermieri nei paesi non europei in particolare i paesi principali da dove provengono i medici per lavorare in Europa ;C’è carenza in India di 600 mila medici ,in Pakistan 200 mila medici e nei paesi arabi .
-In Inghilterra nel 2021 sono arrivati 1,250 medico dall’Egitto ,1,645 dall’india ,1,629 dal Pakistan ,1,197 dalla Nigeria e 522 dal Sudan solo in un anno.
-Circa 14 mila medici del Marocco lavorano all’estro la maggioranza in Europa ed in Francia(6600)
-In Inghilterra nel 2021 sono arrivati 23,408 infermieri di cui la maggioranza dall’india e dal Filippine ;
-In Inghilterra i professionisti della sanità di origine straniera hanno un ruolo importante nel SSN già dal 1948;
-In Egitto si sono dimessi 11 mila e 534 medici dalla sanità pubblica dal 2019.
-In tutto il mono è in aumento delle aggressioni nei confronti dei professionisti della sanità in particolare nell’area d’emergenza con una percentuale che oscilla dal 15 al 30% nel mondo durante la pandemia.

“Se dovesse continuare così senza soluzioni comuni in Europa sicuramente avremo più ospedali e cliniche chiuse ,più Deserti_Sanitarie_Europei con cittadini senza assistenza e cura ,più immigrazione dei professionisti della sanità dai paesi arabi ,Africa ,Asia verso l’Europa creando Deserti Sanitarie anche in quei paesi per l’emorragia dei professionisti della sanità. Per questo urge una soluzione comuni in Europa prima che sia tardi per combattere carenza medici,infermieri,farmacisti e fisioterapisti ,muri burocratici ,liste d’attesa ,burnout , fuga dagli ospedali e dall’Europa e carenza farmaci sostenendo maggiore alla Cooperazione Internazionale ,Salute Globale , Telemedicina ,la Formazione , l’informazione e il Reclutamento dei professionisti sanitari non europei. In alcuni paesi arabi e africani si sta proponendo di fare leggi per evitare i medici specialisti di lasciare il loro paese per andare a lavorare all’estero.

Il tutto sta creando una emergenza dentro l’emergenza ,carenza medici ,infermieri ,farmacisti e fisioterapisti in Europa e nei paesi in via di sviluppo. l’Italia sta guardando da più di 10 anni senza mettere soluzioni nazionali valide in campo. Apprezziamo gli sforzi delle regioni e dei comuni che stanno proponendo soluzioni valide per evitare ulteriori chiusure di ospedali e dipartimenti di emergenza anche con la collaborazione di Amsi e Umem.Cosi dichiara Foad Aodi Presidente AMSI e UMEM e Membro Commissione Salute Globale Fnomceo nonché il Coordinatore della ricerca con tutti i nostri movimenti e rappresentanti locali ed esprime solidarietà ai medici ed infermieri che hanno subito aggressioni e ai professionisti della sanità stranieri che hanno subito discriminazioni per colpa dei pregiudizi.
Infine ricordiamo le statistiche Amsi per l’Italia dove esercitano più di 77.500 professionisti della sanità di origine straniera arrivati in Italia dagli anni settanta ad oggi in tre tipi di ondate che sono maggiormente caratterizzate cosi;
La prima da arrivo degli studenti (paesi arabi ,Africa ,sud America ),la seconda dopo la caduta del muro di Berlino professionisti già laureati dai paesi dell’Est ,Sud America ,Nord Africa e Filippine ,La terza dopo l’inizio della primavera araba. Più di 10 mila richieste di medici specialisti , infermieri ,farmacisti e fisioterapisti arrivati all’Amsi e UMEM negli ultimi 3 anni dall’Italia ,Europa e paesi del Golfo.

foto agi

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